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Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio provinciale
Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio provinciale
venerdì 12 ottobre 2012

“CON L’ULTERIORE AUMENTO DELL’IVA VA A ROTOLI QUALSIASI PROSPETTIVA DI CRESCITA”

Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza, interviene sulle decisioni del Governo inseritenella Legge di Stabilità

Per Confcommercio Vicenza lo scambio della riduzione Irpef con l’aumento dell’Iva, inserito dal Governo nella legge di stabilità, è una ipoteca micidiale su qualsiasi ipotesi di ripresa, nel breve termine, dei consumi e quindi di ripresa dell’economia.
“Stiamo ancora subendo gli effetti recessivi causati dal primo aumento dell’imposta sul valore aggiunto e ora si vuole infliggere un altro duro attacco ai consumi interni – è il commento di Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza –. Così si manda a rotoli qualsiasi prospettiva di crescita. E quel che è più grave si va anche a colpire un settore, quello del turismo, nel quale le nostre imprese già subiscono la concorrenza di altri Paesi con un regime fiscale molto più vantaggioso”. Ad allarmare il presidente della Confcommercio di Vicenza sono i risvolti di questa misura sulle imprese del Terziario: “In questa decisione il “governo dei professori” sembra guardare solo ai numeri, alle entrate e uscite, senza rendersi conto dei colpi inferti all’economia reale – continua -. Nel  Vicentino, ad esempio, le nostre indagini periodiche realizzate con le Consulte del Terziario evidenziano una situazione fortemente preoccupante, con fatturati in netto calo in tutti i settori. Se la capacità di spesa delle famiglie verrà ancor più taglieggiata da questo ennesimo aumento della pressione fiscale, giunta oramai a livelli drammatici, non ci si può che aspettare ulteriori pesantissimi effetti sugli investimenti, sulle imprese e sull'occupazione”. Anche perché, come ha evidenziato l’Ufficio Studi di Confcommercio nazionale, l'aumento dell'aliquota IVA del 10 per cento all'11 e dell'aliquota Iva del 21 per cento al 22 (che dovrebbe scattare dal 1. luglio 2013) porterà, da una parte un minor prelievo di Irpef di 5 miliardi di euro, ma dall’altra un maggior prelievo di Iva pari a 7 miliardi. Come dire che quello che il Governo presenta come un primo passo verso la riduzione della pressione fiscale, sembra un ulteriore escamotage per incamerare, direttamente dalle tasche degli italiani, maggior gettito fiscale. 

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