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Il mercato di piazza dei Signori, a Vicenza
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venerdì 09 novembre 2012

“MERCATI AMBULANTI VIA DALLE PIAZZE? GRAVE DANNO AD IMPRESE E CITTADINI”

Adriano Girardello, presidente di Fiva-Concommercio Vicenza, esprime la propria preoccupazione sui contenuti della direttiva Ornaghi

“Se passa la direttiva del ministro dei Beni Culturali Ornaghi sono a rischio, anche nel Vicentino, decine di mercati e conseguentemente, centinaia di  imprese che operano su aree pubbliche. Ma rischia di scomparire anche uno dei principali e storici elementi di vitalità dei nostri centri storici”. Adriano Girardello, presidente della Fiva-Confcommercio di Vicenza, esprime tutta la sua preoccupazione sulle notizie di stampa apparse in questi giorni, che anticipano i contenuti dirompenti, per la categoria, di una direttiva ministeriale.
In sostanza, il provvedimento voluto dal ministro Lorenzo Ornaghi intenderebbe contrastare l'esercizio di qualsiasi attività commerciale e artigianale su aree pubbliche di particolare valore archeologico, storico e artistico, non compatibile con la tutela del decoro. L'elenco dei luoghi “off limits” per i banchi ambulanti comprenderebbe anche le strade, le piazze e gli spazi urbani pubblici realizzati da oltre settant'anni.
E pazienza se per rimettere ordine ad una situazione che, in effetti, a volte vede le aree più pregevoli offuscate da venditori improvvisati di chincaglierie varie, si colpisce anche chi ha concessioni storiche o regolare permesso per l'occupazione di suolo pubblico. Infatti, secondo le indiscrezioni sui contenuti della direttiva (di cui al momento non si ha il testo ufficiale), se le direzioni regionali del Mibac, sentite le soprintendenze, riterranno quelle attività lesive della bellezza artistica della zona, perché antiestetiche o "pregiudicanti la visuale dei beni vincolati", inviteranno gli enti locali a prendere provvedimenti per chiuderle o, nel caso dei mercati, per spostarle.
“Difficile prevedere cosa potrebbe effettivamente succedere nel Vicentino – è il commento del presidente Girardello -. Di certo gran parte dei 1.254 operatori su aree pubbliche della provincia lavorano in mercati situati in zone potenzialmente interessate dalla direttiva. Bisognerebbe però spiegare al Ministro che è giusto tutelare questi spazi, senza però farli diventare luoghi senza vita, solo “teche” di un museo. Credo, infatti, che la bellezza dei nostri centri storici derivi anche dalla vitalità portata dai mercati, che garantiscono, inoltre, un insostituibile servizio ai cittadini sia per la varietà delle merceologie esistenti, sia per il rapporto qualità-prezzo. Un’offerta, quella degli ambulanti, che non sempre si ritrova nel commercio in sede fissa”.
L’occasione per spiegarlo direttamente al ministro, Fiva-Confcommercio potrebbe averla nei prossimi giorni, considerato che la federazione nazionale ha chiesto ad Ornaghi un incontro urgente. “Mi associo a quanto detto, a proposito, dall’assessore regionale all’Economia Isi Coppola, secondo la quale la direttiva fa a pugni con il buon senso – conclude Girardello -. Speriamo che le anticipazioni lette sui giornali siano modificate, elaborando un testo che persegua le stesse finalità, ma nel rispetto delle legittime esigenze di chi, in questi luoghi, fa impresa, garantisce occupazione e fornisce un importante servizio ai cittadini”.

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