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Carlo Sangalli, presidente nazionale Confcommercio
Carlo Sangalli, presidente nazionale Confcommercio
sabato 10 novembre 2012

SANGALLI: "PER TORNARE ALLA CRESCITA SERVE RESPONSABILITÀ"

Da Venezia il presidente di Confcommercio ha lanciato un appello alla politica e alle forze sociali. "Lontana l’uscita dalla crisi".

fonte: Confcommercio nazionale
"Per risolvere i problemi strutturali della finanza pubblica e per far sì che il nostro Paese torni ad imboccare il cammino della crescita serve responsabilità da parte della politica e delle istituzioni non meno che delle forze sociali". E' il messaggio lanciato da Venezia dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che ha parlato di "stagione in cui i costi pesantissimi della recessione si incrociano con una crisi profonda della politica, determinando così una miscela esiziale per la stessa tenuta della democrazia". Sul piano strettamente economico, Sangalli ha sottolineato che dopo aver superato l'emergenza, "il vero test di credibilità resta quello della nostra capacità di tornare a crescere", anche se "l'uscita dal tunnel della crisi appare davvero ancora lontana". Sul versante della crescita "occorre decisamente più ambizione e più determinazione" oltre che "un'Europa politicamente compiuta" che faccia "chiare scelte" per "il decollo operativo dei project bond per il finanziamento degli investimenti infrastrutturali", per "epurare qualificati investimenti pubblici in infrastrutture materiali ed immateriali dal computo del deficit rilevante rispetto ai parametri europei", per "il più celere pagamento dello stock di debiti accumulati dalle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese" e per "un'applicazione ben temperata di Basilea 3". Per quanto riguarda la stretta creditizia, uno dei "temi forti" del Forum di Venezia, Sangalli ha evidenziato che "il credito con il contagocce risulta insufficiente a bagnare il terreno della crescita divenuto troppo arido", tanto che "meriterebbe di essere accolta la sollecitazione del presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, al rinvio dell'entrata in vigore delle regole di Basilea 3". Intanto, però, "va comunque pigiato con forza il pedale della collaborazione tra banche ed imprese secondo quella relazione di prossimità territoriale che è tanta parte della storia italiana del sostegno creditizio all'economia reale". E "collaborazione concreta tra banche ed imprese significa anche impegno al contenimento del costo dell'intera gamma dei servizi finanziari, a partire dagli strumenti elettronici di pagamento". Per Sangalli, infatti, "il perseguimento dell'obiettivo del maggiore ricorso agli strumenti elettronici di pagamento dovrebbe fare perno non su universali obblighi di accettazione da parte degli esercenti, ma su puntuali scelte di riduzione dei costi e delle commissioni che gravano su tali strumenti". Tornando alle linee generali dell'agenda per la crescita, il presidente di Confcommercio ha sollecitato "un avanzamento della spending review, recidendo inefficienze, improduttività e sprechi" oltre che dei "processi di dismissione del patrimonio pubblico", delle "semplificazioni utili a liberare le energie del fare impresa e a ridurre la 'tassa della burocrazia'" e della "azione di contrasto e recupero di evasione ed elusione attivando al più presto il principio di destinare almeno una quota rilevante delle risorse derivanti dal recupero di evasione ed elusione alla riduzione della pressione fiscale a carico dei contribuenti in regola" perché "occorre una prospettiva realistica di riduzione netta della pressione fiscale complessiva". Quanto poi alle modifiche alla legge di stabilità, Sangalli ha parlato di "un passo in avanti, ma ancora non ci siamo perché l' aggravio dell'aliquota Iva ordinaria colpirà una larghissima fascia di prodotti e servizi, a partire dai carburanti. Per questo chiediamo che venga davvero fatto di tutto per archiviare definitivamente anche l'ipotesi del nuovo aggravio dell'aliquota Iva ordinaria". Confcommercio chiede insomma "scelte che sostengano la domanda interna nel suo complesso, che resta determinante per il contrasto della recessione e per il ritorno alla crescita" e "una politica che si concentri su scelte determinanti per l'accrescimento della produttività di tutto il sistema imprenditoriale italiano e di tutto il Paese": è per questo che "guardiamo con particolare interesse alle misure dell'ultimo decreto crescita in materia di start-up innovative". Per Sangalli, infatti "siamo di fronte ad un'opportunità concreta, utile per rimettere in moto dinamismo economico e mobilità sociale" e per evitare l'inattività dei giovani, "una dissipazione di energie e di spinta al cambiamento che non possiamo più permetterci". Per quanto riguarda la trattativa tra le parti sociali sulla produttività, Sangalli ha scandito: "lavoriamo per un accordo che sia effettivamente in grado - di accompagnare e stimolare maggiore produttività" che però "dipende anche - e molto - dalla produttività complessiva del Paese e dunque dall'avanzamento dell'intero cantiere delle riforme". Dopo aver ricordato l'allarme rosso sul fronte della legalità e la necessità di la rivisitare l'impianto del Titolo V della Costituzione, Sangalli ha chiuso ribadendo che occorre una "comune responsabilità repubblicana" che "non potrà che giovare al superamento delle sfide ancora aperte per il nostro Paese, anzitutto al superamento della sfida del ritorno alla crescita".

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