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Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale
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mercoledì 21 novembre 2012

IL PROGETTO DI LEGGE REGIONALE SUL COMMERCIO VA CAMBIATO

La presa posizione di Confcommercio, dopo la consultazione nella Commissione competente del Consiglio Regionale del Veneto

Ma quali giudizi “fondamentalmente positivi”! Di positive, nella proposta di legge regionale del commercio, ci sono solo le premesse generali e le dichiarazioni di intenti, per il resto c’è molto da cambiare. E’ questa la posizione di Confcommercio Vicenza, che ha letto con stupore il comunicato stampa emesso dal Consiglio Regionale del Veneto dopo le audizioni con le categorie economiche avvenute ieri in commissione competente. “Il giudizio espresso in tale occasione da Confcommercio Veneto, di concerto con le associazioni provinciali,  su questa bozza di legge non è affatto, come scrive la nota del Consiglio,  “fondamentalmente positivo” – afferma Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza - . Anzi, durante l’audizione si è ribadita la necessità di importanti integrazioni al testo, che eliminino alcune palesi criticità e che consentano, davvero, di concretizzare i buoni propositi espressi nei primi articoli sul rilancio del commercio nei centri urbani. Se guardiamo al Vicentino, ad esempio – continua Rebecca – non possiamo di certo consentire che, come prevede questa bozza di legge sul commercio, si possano ancora costruire nuove grandi strutture di vendita nelle vicinanze dei caselli autostradali, o che si favoriscano cambi di destinazione d’uso non solo in capannoni inutilizzati, ma addirittura in aree non ancora edificate. Oltre che consumare territorio, infatti, queste nuove polarità commerciali finirebbero per danneggiare, ancora una volta,  la rete distributiva dei centri storici e urbani”.
Un eventualità, questa, paradossalmente in palese contrasto proprio con le dichiarazioni di principio della norma in discussione in Regione, che è stata presentata come un testo che rilancia il commercio delle città ed evita ulteriore consumo del territorio. Da qui, dunque, la richiesta di Confcommercio Vicenza, assieme alle altre Confcommercio provinciali del Veneto, di importanti correttivi.
Dopo l’audizione in Consiglio, è intervenuta anche Confcommercio Veneto con una nota stampa nella quale sollecita l’introduzione di ulteriori correttivi e più precisi strumenti per la tutela del territorio.
“L’idea di tutela introdotta nella proposta di legge regionale non basta a farci dichiarare soddisfatti - precisa il presidente della Confederazione regionale del commercio, turismo e servizi Massimo Zanon – Per questo sollecitiamo l’inserimento nel testo di legge di elementi normativi chiari e circostanziati, che consentano il rispetto di quell’indirizzo di principio espresso nel documento regionale. Troppo spesso – aggiunge Zanon – a fronte di buone intenzioni ci si è trovati ad assistere a scelte non più controllabili da parte dei vari organi che operano all’interno degli ordinamenti pubblici, iniziative che vanno a creare ancora squilibrio nella rete commerciale.  Abbiamo assistito alla svendita diffusa del territorio da parte dei Comuni e non vogliamo che in futuro si possa ancora giocare sulle interpretazioni. Cosa che abbiamo ribadito anche in occasione delle recenti consultazioni in Regione. Non possiamo non insistere nel togliere ogni ipotesi di nuove iniziative fuori dai centri storici e dai centri urbani. La volontà politica di una legge, di questa legge in particolare, deve quindi essere fatta propria anche dalle norme urbanistiche”.

Confcommercio Veneto ricorda infine come i disagi subiti da intere zone della nostra regione a causa di due soli giorni di pioggia siano legati alla cementificazione selvaggia attuata fin qui in tutto il territorio. “Troppo è stato concesso all’edificazione di nuove strutture di grande impatto, con annesse infrastrutture, per poter considerare che indirizzi di principio, di per sé apprezzabili e apprezzati, siano sufficienti. Se siamo la seconda regione più cementificata d’Italia, dobbiamo attivare tutti gli strumenti possibili per non strappare il primato a chi ci precede”. Di qui la richiesta da parte di Confcommercio Veneto di apportare importanti correttivi al disegno di legge in questione.

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