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Foto di gruppo - con il direttore  Gallo e il vicedirettore Boschiero - per il nuovo Consiglio della Confcommercio della provincia di Vicenza
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lunedì 26 novembre 2012

TROPPI OSTACOLI FRENANO LE IMPRESE, MA SI DEVE REAGIRE ALLA CRISI

E’ il messaggio emerso dall’assemblea annuale di Confcommercio Vicenza, che ha anche rinnovato le cariche associative

Rinnovate oggi le cariche associative della Confcommercio provinciale di Vicenza. Sergio Rebecca, confermato alla presidenza, guiderà nei prossimi 5 anni una giovane squadra di Consiglieri, con 6 “esordienti”. Questi i nomi del nuovo Consiglio costituitosi oggi: Marino Abriani, Paolo Chiarello, Luis Cogo, Giuseppe Galvanin, Davide Giuliari, Umberto Maset, Alberto Morato, Tiziana Nogara, Nicola Piccolo, Massimo Stimamiglio, Matteo Trevisan, Loris Volpato. Il Consiglio ha poi eletto al proprio interno i membri di Giunta: Paolo Chiarello (vicepresidente vicario), Giuseppe Galvanin (vicepresidente), Luis Cogo, Davide Giuliari, Umberto Maset e Matteo Trevisan. Il rinnovo delle cariche associative è avvenuto dopo l’assemblea ordinaria annuale della Confcommercio provinciale, l’Associazione delle imprese del commercio, turismo e servizi che conta nel Vicentino 12mila soci.
Fare impresa appare sempre più un "percorso ad ostacoli" – è il messaggio emerso durante l’assemblea Confcommercio - ed è davvero tempo che chi ha responsabilità di governo, sia a livello nazionale che locale, metta in atto tutte le azioni oramai improrogabili per ridare slancio al sistema economico. Nella sua relazione, il presidente Sergio Rebecca ha passato in rassegna i principali elementi che "zavorrano" il sistema imprenditoriale. A cominciare da "una fiscalità insostenibile" che ha "effetti recessivi pesantissimi". E poi "un governo della cosa pubblica che a tutti i livelli sembra non interessarsi minimamente alle conseguenze di certe ingiustificate e improvvide scelte"; come accaduto con la liberalizzazione di orari e aperture che anziché tradursi in crescita dei consumi, "sta indebolendo il modello nazionale di pluralismo distributivo". A mettere in difficoltà le aziende è poi, una burocrazia asfissiante, un credito sempre più inaccessibile, una legislazione sul lavoro che non favorisce l’occupazione e lo sviluppo.
Così come è difficile essere ottimisti su un'uscita a breve dal tunnel della crisi socio-economica che si sta vivendo a causa della "mancanza di una vera riforma del nostro sistema Paese. E mi riferisco nello specifico - ha affermato Rebecca - al federalismo, che doveva consentirci di voltare pagina e del quale non parla più nessuno".
Tutto ciò si riflette ovviamente sull’economia, come è stato rilevato anche nel corso del dibattito seguito alla relazione del presidente,  e a risentirne è anche il sistema del Terziario vicentino, che nei primi nove mesi dell'anno ha visto crescere considerevolmente le chiusure, lasciando senza lavoro migliaia di famiglie di titolari e dipendenti. Una situazione di fronte alla quale però, secondo il presidente Sergio Rebecca, si deve reagire: "Dobbiamo, con sano realismo, essere ancora proiettati sul futuro, concentrarci sulle possibilità di sviluppo, come si addice allo spirito imprenditoriale che sempre ci deve contraddistinguere. Non dobbiamo dimenticare, ad esempio - ha continuato il presidente -  che in questo momento così critico si registra nel Vicentino anche l’apertura di centinaia di nuove attività e tanti nostri colleghi hanno avviato percorsi di espansione". Da qui l'invito, agli imprenditori del commercio, turismo e servizi della provincia, a considerare l'Associazione la casa del  Terziario, "dobbiamo viverla di più questa "casa" - ha esortato Rebecca - per non affrontare da soli i problemi; e puntare sulla formazione per rafforzare le conoscenze e le competenze con le quali affacciarsi sul mercato, migliorando il servizio al cliente".
In conclusione il presidente Rebecca ha inoltre invitato i presidenti di categoria, delegazioni e mandamenti a coinvolgere i giovani colleghi nella vita associativa e nell’impegno sindacale di categoria, per consentire all’Associazione di essere ancor più lo specchio di un Terziario che guarda al futuro con spirito innovativo.

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