CONFCOMMERCIO online
venerdì 22 febbraio 2013

TARES, CONFCOMMERCIO VICENZA INCONTRA I COMUNI

L'Associazione provinciale chiede alle Amministrazioni di evitare un altro salasso per negozi, pubblici esercizi e altre attività commerciali

Le continue riduzioni di risorse finanziarie derivanti dai minori trasferimenti dello Stato agli enti locali spingono i Comuni a bilanciare i  minori introiti con aumenti dei tributi locali. Ma, in una fase di sofferenza economica come l’attuale, ogni aumento della tassazione implica nuovi rischi per la tenuta delle imprese,  soprattutto se di piccole dimensioni. Se poi, la serranda di un’attività commerciale viene calata per sempre gli effetti negativi si riflettono sulla vita della città stessa: sparisce un servizio sul quale il cittadino, all’occorrenza, poteva contare; si perdono posti di lavoro;  i locali vuoti, le luci spente sulla via aprono le porte all’incuria e al degrado. Per mettere in guardia le Amministrazioni locali da i rischi di “desertificazione commerciale” ai quali sono esposti soprattutto le realtà più piccole, e per evitare di aggravare le criticità con le quali gli imprenditori dei settori commercio, turismo e servizi devono quotidianamente fare i conti, da questa settimana una delegazione di Confcommercio Vicenza inizia un giro di incontri tra i Comuni della provincia, per un confronto con Sindaci e assessori all’ambiente. La preoccupazione principale è che l’applicazione della nuova TARES (tassa rifiuti e servizi) diventi un’ulteriore “mazzata” per le imprese.  
A decorrere da quest’anno, infatti, in tutti i Comuni italiani, il nuovo tributo va applicato in sostituzione delle precedenti tipologie di prelievo (Tarsu, Tia1 e Tia2) relative al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento. Oltre a questi costi, la TARES dovrà trovare la copertura anche dei cosiddetti servizi indivisibili, vale a dire per la sicurezza, l'illuminazione e la gestione delle strade.
In attesa dell'emanazione del Regolamento ministeriale (regolamento che deve determinare i coefficienti sui quali costruire il nuovo tributo), le recenti disposizioni in materia, stabiliscono che i Comuni non saranno costretti ad applicare alla TARES i principi e i coefficienti di produzione contenuti nel DPR 158/1999, ma avranno facoltà di muoversi  liberamente tra i minimi e i massimi previsti dalla norma.  Resta il fatto che anche in quei Comuni in cui è in vigore la Tia -  la maggior parte nel Vicentino – l’applicazione della Tares potrebbe comportare alle attività commerciali, già soggette alle aliquote più elevate di ripartizione del servizio locale di asporto rifiuti, un ulteriore aggravio di costi. 
“La nostra azione ha lo scopo di sensibilizzare le amministrazioni comunali – spiega Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio di Vicenza – sugli effetti devastanti sul tessuto delle piccole e medie imprese di qualsiasi azione di aumento delle imposte. Nell’attuale momento congiunturale, caratterizzato da un consistente calo dei consumi e da un generalizzato aumento dei prezzi dei fornitori, significherebbe affossare le aziende che sul territorio sono impegnate come non mai a contenere gli effetti della crisi e a mantenere, per quanto possibile, i livelli occupazionali”.  
Confcommercio porta l’attenzione delle amministrazioni locali su un altro punto: i coefficienti di produzione sui quali si basa il calcolo della parte variabile della tariffa da attribuire alle categorie di utenza non domestica hanno dimostrato il loro totale scollamento dalla reale produzione di rifiuti delle categorie economiche interessate.
“Il principio dovrebbe essere “chi più inquina più paga” – spiega Boschiero – ma la realtà è ben diversa: negozi, pubblici esercizi e altre attività del terziario continuano a pagare importi elevati di tassa rifiuti, nonostante conferiscano al servizio pubblico quantità limitate di immondizia, poiché sono soggette alle aliquote di tassazione più alte.   Con grande probabilità la TARES andrà a peggiorare questa situazione, poiché alla tassa sull’asporto dei rifiuti andrà aggiunta la quota servizi introdotta dal nuovo tributo. Alle Amministrazioni locali, visto il momento critico per tutti, chiediamo quindi che nei regolamenti comunali si tenga in debito conto delle specifiche caratteristiche delle attività del commercio, del turismo e dei servizi, e si eviti di penalizzare ulteriormente le imprese. Diversamente la TARES, dopo l’IMU e tutto il resto, risulterebbe il colpo finale per molti imprenditori locali”. 

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