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Ernesto Boschiero, direttore di Confcommercio Vicenza
Ernesto Boschiero, direttore di Confcommercio Vicenza
giovedì 11 aprile 2013

UN BUON MASTERPLAN PER LA CITTÀ MA ALCUNE IDEE VANNO DISCUSSE

Ernesto Boschiero, direttore Confcommercio Vicenza: “Non si deve perdere di vista il ruolo aggregativo delle attività commerciali”

Il Masterplan del centro storico di Vicenza, presentato ieri dal Comune, piace a Confcommercio Vicenza come strumento generale, che guarda al futuro della città, proponendo nuove idee per l’architettura e la progettazione degli spazi pubblici. La sfida – come si legge nel documento – di rendere Vicenza ogni giorno più bella, vivibile e funzionale è infatti assolutamente condivisa dall’associazione di via Faccio.
“Apprezziamo lo sforzo fatto dall’Amministrazione di presentare uno strumento nuovo, di più facile lettura per i cittadini – dice il direttore  Ernesto Boschiero-.  Uno studio senz’altro più innovativo e moderno, che si affianca ai piani urbanistici tradizionali, dove vanno normati gli interventi”.
“Da una prima lettura – continua il direttore - ci sono alcuni spunti che condividiamo totalmente, come ad esempio la riconversione degli edifici dismessi situati in città. Su questo abbiamo visto che le aree coincidono con quelle che già segnalammo come strategiche in uno studio sul centro storico realizzato dall’ISTER, l’Istituto per il Terziario, che presentammo qualche tempo fa all’Amministrazione. Apprezziamo   anche che il Masterplan, come abbiamo più volte ribadito all’Amministrazione, indichi come necessarie la determinazione, nel piano urbanistico, di regole per la trasformazione dei piani terra. Ciò allo scopo di  proteggere alcune vie dalla diffusione di garage, che vanno a prendere il posto dei negozi. Si tratta, infatti, di un punto focale per la salvaguardia della vivacità e vivibilità delle vie del centro storico”.
“Altri spunti progettuali presenti nel Masterplan vanno, secondo noi, visti alla luce reale – spiega Boschiero -  poiché non sempre quello che pare bello sulla carta una volta trasformato rende la città più funzionale, vivibile e sostenibile, com’è negli obiettivi generali. Per fare un esempio: non è detto che creare una piazza, sacrificando l’accessibilità ai negozi possa essere un’iniziativa positiva, poiché ne viene meno l’attrattività; lo stesso vale per le istallazioni pubbliche nelle piazze che potrebbero togliere spazi, ad esempio, ai tradizionali mercati. Insomma, sono tutti aspetti che vanno letti in un quadro più generale del funzionamento di una città. Idee che dovranno essere valutate, con spirito costruttivo e collaborativo, ma senza perdere di vista il ruolo aggregante di socialità delle attività commerciali, della loro utilità per i cittadini, sia come servizio, sia come primo presidio del territorio. Su questi punti ci auguriamo di continuare il dialogo proficuo con l’Amministrazione comunale”.

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