CONFCOMMERCIO online
venerdì 03 maggio 2013

MA QUALE ALLARME, NELLE MACELLERIE ARRIVA CARNE DI QUALITA’

Tiziana Nogara, presidente dell’Associazione provinciale Macellai - Confcommercio interviene su quanto detto in un convegno dell’Ulss 4

“Sorprende che proprio chi è deputato a garantire la sicurezza alimentare ai consumatori  diffonda un allarme che, per quanto riguarda la carne venduta nella macellerie, è infondato”. Così Tiziana Nogara, presidente dell’Associazione provinciale Macellai - Confcommercio, si fa portavoce dell’amarezza mista alla preoccupazione di centinaia di imprese vicentine del settore, sulle notizie diffuse in un convegno organizzato nei giorni scorsi dall’Ulss 4 e relative al mancato rispetto del benessere degli animali nelle procedure di macellazione.
“Tutto ciò che arriva nelle nostre macellerie è assolutamente certificato e garantito – è la dichiarazione perentoria di Tiziana Nogara – e il motivo è molto semplice: ci sono apposite verifiche degli enti preposti e dei veterinari professionisti, ma c’è anche l’attento controllo della filiera da parte dei macellai, il cui obiettivo primario è offrire al cliente carne di qualità. Ed è indubbio che un animale malato o imbottito di farmaci questa qualità non la garantisca assolutamente. Se un bovino trattato in questo modo arriva al macello, la sua commercializzazione prende la via di altre lavorazioni e sicuramente non si troverà nei banchi della carne fresca”.
La presidente Tiziana Nogara ci tiene, poi, a sottolineare un aspetto a volte poco conosciuto dai consumatori: “La stragrande maggioranza dei professionisti che trattano la carne seleziona attentamente gli allevamenti prima di effettuare gli acquisti, puntando proprio su quelli che, offrendo il massimo benessere agli animali, garantiscono allo stesso tempo la migliore carne. C’è anche chi arriva, e sono la maggior parte, a scegliere direttamente il capo e a seguirne tutte le fasi di allevamento fino alla macellazione. Il motivo è semplice – continua Tiziana Nogara-: il macellaio ci mette la faccia in quel che vende ed ha un contatto diretto con il consumatore finale. Se vuole stare sul mercato non ha, quindi, scelta: deve offrire qualità e sicurezza sul prodotto. E poiché solo animali sani e ben allevati danno carne buona, è evidente che il consumatore può rivolgersi in tutta tranquillità alla propria macelleria di fiducia”.
La presidente dei macellai vicentini non nega che esistano casi come quelli segnalati nel convegno organizzato dall’Ulss 4, “dunque ben vengano iniziative di sensibilizzazione sul tema che hanno per obiettivo l’eliminazione di queste situazioni estreme– conclude –. Però, invece di lanciare allarmi generalizzati sulla carne, mettendo così in gravi difficoltà i tantissimi operatori onesti che fanno questo lavoro con coscienza e rispetto del consumatore, è doveroso intensificare i controlli per individuare e colpire chi opera in modo scorretto. Di certo è da ribadire che la filiera di questa carne scadente non è quella delle macellerie tradizionali”.

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