CONFCOMMERCIO online
venerdì 19 luglio 2013

AIM MOBILITA’ RIDUCE L’AGGIO E I TABACCAI RINUNCIANO ALLA VENDITA DEI BIGLIETTI

Davide Giuliari, presidente provinciale della FIT dice: “Alle condizioni dettate da AIM, l’attuale rete delle rivendite non potrà reggere"

Potrà essere presto realtà, recarsi dal tabaccaio per acquistare il biglietto per l’autobus e sentirsi rispondere: “spiacenti, ma non li vendiamo più”. Dal 1° luglio, infatti, AIM Mobilità ha deciso di applicare unilateralmente e senza nessuna alternativa, i nuovi aggi alle rivendite, riducendo drasticamente il compenso che finora i tabaccai vicentini percepivano per il servizio svolto. Preso atto della situazione, l’Associazione provinciale Tabaccai – FIT (Federazione Italiana Tabaccai) Confcommercio, di cui è presidente Davide Giuliari, si è riunita e ha fatto prontamente sapere ad AIM Mobilità che “ritiene i nuovi aggi fortemente penalizzanti, oltre che umilianti per una categoria di operatori che da sempre ha svolto un servizio capillare e apprezzato dai cittadini, utenti di AIM”. Nello scambio di corrispondenza tra l’Associazione e il direttore di AIM Mobilità Giampaolo Rossi, non solo si fa presente questo aspetto, ma si chiede urgentemente di fissare un incontro per dibattere la questione.
“La vendita dei ticket per il trasporto pubblico locale- precisa il presidente Giuliari - è sempre stata affidata alle tabaccherie, così come alle edicole e ad altri punti vendita, che con la loro rete distributiva capillare in tutta la provincia hanno svolto questo compito in modo assolutamente apprezzabile per i cittadini. Ora il problema è che AIM Mobilità ci mette nelle condizioni di non garantire più questo tipo di servizio ai cittadini, poiché sommando i costi per il tabaccaio di andare a ritirare i titoli di viaggio nella sede di AIM, versare anticipatamente il deposito cauzionale necessario per l’acquisto del quantitativo minimo richiesto e assumersi le responsabilità sulla detenzione e conservazione dei ticket in negozio, il compenso che AIM intende elargire a noi operatori è inconsistente, quindi inaccettabile: per circa 85% delle rivendite sarebbe mediamente neanche dell’1% rispetto al precedente 3,5%”.
Per dare l’idea di come si stanno mettendo le cose, il presidente Giuliari, porta un esempio: “Per una rivendita media, con fatturato di titoli di viaggio complessivi annuali pari a 30mila euro – spiega -, l’aggio percepito con le nuove condizioni è di circa 270 euro, comprensivo di imposte e delle spese per il rifornimento dei biglietti, mediamente una volta la mese e degli interessi sul deposito cauzionale. Più o meno netti 10 euro al mese!”. Tali condizioni sono stabilite da un contratto a scadenza semestrale, che molti tabaccai ora non intendono più sottoscrivere, rinunciando così alla vendita dei biglietti.
Secondo l’Associazione provinciale FIT Confcommercio sono già oltre ottanta gli operatori di città e provincia che, se le condizioni rimarranno queste, non intendono più proseguire la collaborazione con AIM. Si tratta di una cospicua parte delle tabaccherie che attualmente effettuano il servizio, ma molte altre in questi giorni si stanno affiancando alla linea scelta dalla categoria. Se continuasse questa situazione, il cambiamento per il cittadino, che usa i mezzi pubblici e vuole munirsi di ticket, sarebbe epocale: potrebbe acquistare il biglietto utilizzando i parchimetri – al momento è disponibile solo il ticket orario, la macchina non dà il resto e non vi sono dispositivi attivi nei comuni contermini) – oppure acquistarlo con la procedura on line-sms, o direttamente sull’autobus, a costo maggiorato.
“Noi non vogliamo entrare nel merito delle scelte aziendali di AIM – dice Giuliari – però è essenziale che l’azienda di mobilità cittadina faccia capire agli utenti la sua politica di puntare alla vendita automatizzata dei titoli di viaggio. E’evidente che, alle condizioni stabilite, l’attuale rete delle rivendite non potrà reggere e che quindi verrà meno il servizio zona per zona che ora è garantito al cittadino dai nostri punti vendita. A risentirne saranno le fasce di utenti meno propense all’utilizzo delle nuove tecnologie, soprattutto le persone anziane. Facendo due conti – conclude il presidente provinciale della FIT - così facendo AIM risparmia circa quaranta mila euro all’anno, su un monte vendite presso le tabaccherie stimato in circa 3 milioni di euro. Francamente una somma poco significativa per l’obiettivo di tagliare i costi, ma determinante per distruggere un sistema capillare di vendita dei ticket sul territorio provinciale che ha sempre funzionato correttamente, favorendo l’utilizzo del trasporto pubblico”.

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