CONFCOMMERCIO online
lunedì 29 luglio 2013

COMMERCIO E SERVIZI: CONTRATTO INTEGRATIVO PROVINCIALE SCADUTO

Continuano le trattative per trovare una nuova intesa. Sono circa 40 mila i lavoratori interessati all’accordo nel Vicentino

 La lunga trattativa tra Confcommercio e le Organizzazioni sindacali Filcams CGIL, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, per il rinnovo del Contratto Integrativo Provinciale del settore Terziario distribuzione e servizi, non ha prodotto alcuna intesa.
Il contratto provinciale, alla scadenza naturale del 30 giugno 2013, termina quindi la sua efficacia. I lavoratori del comparto del commercio e dei servizi, circa 40 mila in tutta la provincia, vedranno così conteggiati i loro stipendi dal 1 luglio solo sulla base di quanto prevede il Contratto Collettivo Nazionale  Lavoro di settore e non più con l’applicazione degli istituti integrativi previsti nel contratto provinciale.
Infatti, a seguito della disdetta del Contratto Integrativo Provinciale e del mancato raggiungimento, finora, di un accordo di rinnovo, tutte le previsioni economiche e normative del Contratto integrativo Provinciale Terziario, stipulato il 21 settembre 2000,  cessano di venire applicate dal 30 giugno 2013, vale a dire: la corresponsione del terzo elemento provinciale dell’importo mensile di euro 15,49; la maggiorazione per lavoro domenicale del 45% (passa al 30% come previsto da CCNL) ; i congedi dei genitori di 5 giorni durante i primi 3 anni di vita del bambino; l’anticipazione del trattamento di fine rapporto – condizioni di miglior favore.
La trattativa per il rinnovo del contratto integrativo provinciale si è arenata nel corso dell’ultimo incontro avvenuto il 23 luglio 2013, per il mancato accoglimento, da parte sindacale, della clausola di attivazione di una nuova forma di flessibilità oraria.
La trattativa, tuttora in corso, tra i sindacati dei lavoratori e la commissione sindacale del terziario di Confcommercio Vicenza (composta dai rappresentanti delle aziende piccole medie e grandi del comparto) ha cercato di trovare una comune intesa, coerente con i cambiamenti che negli ultimi anni hanno investito il mondo del commercio e dei servizi. L’obiettivo rimane quello di conciliare l’esigenza delle imprese di elevare gli elementi di flessibilità, competitività e rafforzamento della produttività, con il mantenimento del potere di acquisto dei lavoratori.
Le soluzioni contrattuali ad oggi discusse vanno appunto nella direzione di garantire una riduzione dei costi per le aziende, senza diminuire la retribuzione dei lavoratori, anzi, aumentando il loro netto; al rafforzamento della produttività, attraverso l’introduzione di un premio annuale legato alla presenza lavorativa in azienda; al miglioramento della competitività, con la modulazione delle maggiorazioni domenicali e festive e l’introduzione di una nuova forma di flessibilità dell’orario settimanale di lavoro riferito alla durata media delle prestazioni su base semestrale con possibilità di recupero delle prestazioni in eccedenza.
I nuovi istituti previsti nella bozza di accordo, inoltre, permetterebbero alle aziende la decontribuzione e ai lavoratori la detassazione degli importi derivanti dall’applicazione degli stessi, in sintonia con quanto è necessario al mondo del lavoro per poter reggere l’urto di una crisi economica che sta mettendo tutti a dura prova. Come detto la trattativa rimane aperta e si auspica possa essere chiusa entro un ristretto arco di tempo.   

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