CONFCOMMERCIO online
lunedì 23 settembre 2013

CONFCOMMERCIO VICENZA AI SINDACI: "ECCO COME DIMINUIRE IL PESO DELLA TARES"

L'Associazione chiede ai Comuni di rivedere i regolamenti della Tariffa Rifiuti, prevedendo cinque forme di riduzione e agevolazione

Cinque mosse concrete per diminuire il peso della Tares (la tariffa rifiuti) sulle attività del commercio, turismo e servizi. A studiarle è stata la Confcommercio di Vicenza, che nei giorni scorsi ha spedito una lettera a tutte le amministrazioni comunali del Vicentino con la richiesta di rimettere mano ai regolamenti della Tares.
L’Associazione ritiene infatti essenziale apportare alcuni correttivi, se si vuole rendere meno penalizzante la tassa per negozi e pubblici esercizi. “Queste attività – spiega Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio di Vicenza – rappresentano un patrimonio non solo economico, ma anche sociale per i centri storici, i quartieri e i paesi. Ogni negozio che chiude, infatti, costituisce una grave perdita per i cittadini, ai quali vengono a mancare servizi essenziali: pensiamo, solo per fare un esempio, alla possibilità di acquistare generi alimentari”. Il punto sta proprio qui: con le difficoltà che stanno vivendo in questo momento le attività del commercio, strette tra un forte calo dei consumi e un aumento continuo della tassazione, il rischio che questo autunno sia “caldo” sul fronte delle chiusure è alto.
E a pesare, in questo periodo, sui magri bilanci delle imprese del terziario saranno soprattutto i tributi locali, a cominciare, appunto, da quello sui rifiuti e servizi. “Abbiamo analizzato i regolamenti sulla Tares di gran parte dei comuni della provincia – spiega Boschiero –. Nonostante in alcuni casi siano state ascoltate le nostre richieste di evitare un salasso alle imprese, le tariffe applicate restano comunque elevate. Per questo chiediamo ai comuni di utilizzare la possibilità di prorogare la chiusura del bilancio di previsione al 30 novembre, per apportare alcuni correttivi ai regolamenti Tares. Si deve assolutamente ridurre l’impatto della tariffa su attività che pagano molto senza, in verità, corrispondere grandi quantità di rifiuti”.
Cinque sono, in particolare, le modifiche che Confcommercio Vicenza chiede di introdurre.
Prima di tutto escludere dalla tassazione, così come previsto dal decreto “Sblocca debiti”, le aree scoperte pertinenziali e accessorie, che in attività come negozi al dettaglio, alberghi, concessionari d’auto e distributori di carburanti hanno una forte incidenza, senza però essere operativamente utilizzate.
Confcommercio ritiene poi utile prevedere aliquote differenziate a seconda dell’effettiva destinazione d’uso della superficie, distinguendo, ad esempio, le aree di deposito o sola esposizione da quelle effettivamente utilizzate per l’attività.
Viene poi chiesto di applicare anche alle imprese del commercio alcune riduzioni concesse alle utenze domestiche: è il caso, ad esempio, degli sconti sulla tariffa concessi per il recupero dei rifiuti con sistemi di compostaggio, che potrebbero essere ben utilizzati - con risvolti positivi anche sul fronte ambientale - da attività di ortofrutta, ristoranti, fioristi ecc.
Confcommercio propone inoltre ai Comuni di prevedere una riduzione delle tariffe locali per quelle imprese che assumono giovani o lavoratori over 50: il beneficio sociale per il territorio andrebbe certamente a compensare il minor introito.
Infine l’Associazione del commercio, turismo e servizi della provincia segnala ai Comuni la possibilità di avvalersi del rinvio, al 2014, di una o più rate di Tares dovute per il 2013, così da dare ancora un po’ di respiro alle imprese in questo fine anno particolarmente pesante sul fronte delle imposte.
“Ci rendiamo conto che anche i Comuni sono alle prese con forti ristrettezze economiche  – conclude il direttore di Confcommercio Vicenza Boschiero –, ma chiediamo ai Sindaci un impegno straordinario per non penalizzare la rete distributiva del territorio, sia per preservare l’occupazione che queste imprese garantiscono, sia per tutelare il servizio di vicinato. Credo che un punto di equilibrio tra le esigenze di bilancio dei Comuni e le legittime richieste delle attività economiche si possa trovare a beneficio di tutti”.


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