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L'aula del Senato dove si è svolta la prima votazione sulla fiducia al Governo Letta
L'aula del Senato dove si è svolta la prima votazione sulla fiducia al Governo Letta
giovedì 03 ottobre 2013

IL PRESIDENTE SANGALLI DOPO IL RISCHIO CRISI GOVERNO: "ORA LE RIFORME PER LA CRESCITA"

Il commento del presidente nazionale Confcommercio. Nel giorno della votazione della fiducia la Confederazione aveva lanciato un appello alla politica

"Bene che la politica abbia ritrovato la condizione del dialogo per sostenere il governo nella sua azione che deve ora proseguire con più forza, determinazione e coraggio per varare quelle misure che imprese famiglie aspettano da tempo".  Così il presidente di Confcommercio nazionale, Carlo Sangalli, sul voto di fiducia che il Governo ha ottenuto nei giorni scorsi dopo aver rischiato l'apertura di una grave crisi. Tra le misure urgenti richieste dal presidente Sangalli vi è, prima fra tutte, "la riduzione delle tasse, a partire dalla cancellazione dell'aumento dell'Iva, per sostenere la domanda interna e agganciare quei primi germogli di ripresa che si cominciano a scorgere". "La decisione, quindi, di rinnovare la fiducia al Governo Letta la vogliamo interpretare come un'accelerazione di quel processo di riforme non più rinviabile per rispondere alle emergenze economiche e sociali del paese". 

Va detto che proprio nel giorno della votazione della fiducia al governo Letta , la Confcommercio nazionale aveva lanciato  un appello per scongiurare la crisi di Governo. Questo il messaggio che la Confederazione, assieme alle altre associazioni di categoria delle piccole e medie imprese, ha inviato alla classe politica, con una pagina apparsa su tutti i principali quotidiani nazionali del 2 ottobre:

NO ALLA CRISI DI GOVERNO

Le imprese e le famiglie stremate da una crisi senza precedenti hanno sopportato l’aumento delle tasse per sostenere la politica del rigore.
Molte hanno chiuso e tante altre resistono a stento in una economia che ad oggi non presenta concrete prospettive di crescita.
A queste stesse imprese ora si chiede di pagare un altro conto salatissimo, quello della politica che non riesce a dare continuità all’azione di Governo.
La politica invece, proprio oggi deve produrre un supplemento di impegno e responsabilità per dare finalmente avvio a quelle riforme che tutto il Paese si aspetta.

  • Tagli alla spesa pubblica e riduzione del debito
  • Riduzione del carico fiscale su imprese e famiglie, a partire dall’IVA e dall’IMU sui beni strumentali delle imprese, per sostenere i consumi e rilanciare gli investimenti


NON FATE DEL MALE ALL’ITALIA

  • C’è ancora molto da fare e non possiamo permetterci il caos e l’instabilità
  • Non si gioca sulla pelle delle imprese e delle famiglie
  • Non si gioca sull’avvenire dei nostri figli, sul futuro del nostro Paese.





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