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Un'immagine di Roana
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giovedì 17 ottobre 2013

"SULLA TARES PRENDETE ESEMPIO DAL COMUNE DI ROANA"

Angela Carli, presidente del Mandamento Confcommercio di Asiago: E' un caso virtuoso in un cui è stato applicato il principio "chi più inquina più paga".

“Comuni, sulla tariffa rifiuti prendete esempio da Roana”. Ad indicare un caso virtuoso, in provincia, per quanto riguarda la gestione della “famigerata” Tares è la presidente del Mandamento Confcommercio di Asiago Angela Carli.
La presa di posizione arriva dopo l’analisi delle proiezioni sull’incidenza della tariffa sulle imprese ed in particolare su quelle dei settori commercio, turismo e servizi. I dati, infatti, parlano chiaro: i negozi di Roana pagheranno, per i rifiuti, mediamente tra il 36 e il 39% in meno rispetto al 2012. Alcuni alberghi, addirittura, risparmieranno fino all’80%. A pagare di più saranno i ristoranti, che si troveranno a versare, sempre considerando la media, una Tares maggiorata del 17% circa rispetto allo scorso anno, ma in questo caso a pesare è l’incidenza dei 30 centesimi al metro quadro di maggiorazione che vanno tutti a finire nelle casse dello Stato e sui quali il Comune nulla può fare.
“Quello che è importante segnalare – spiega la presidente Carli – è che tutto questo non nasce da un “trattamento di favore” ai commercianti. Per determinare le tariffe, infatti, è stata semplicemente applicata la nostra richiesta di far pagare di più chi produce più rifiuti. Una scelta di buon senso compiuta dal sindaco Valentino Frigo e da tutta l’Amministrazione, che ha dato i risultati sperati”.
Va detto, infatti, che il Comune di Roana, non senza costi e difficoltà e nell’ottica di penalizzare chi più inquina, ha da tempo messo in atto un sistema di valutazione delle quantità di rifiuti conferiti, riuscendo dunque a predisporre delle tabelle differenti da quelle “forfetarie” previste dal decreto Ronchi, molto penalizzanti per le imprese. Morale, il Comune ha verificato quanto Confcommercio ribadisce da tempo a tutte le amministrazioni: i maggior produttori di rifiuti sono le utenze domestiche, mentre quelle commerciali (tranne alcuni specifici casi) pesano meno sui bilanci comunali  in quanto tali attività conferiscono buona parte degli scarti (imballaggi, vetro, plastica, carta, lattine ecc.) agli appositi canali di raccolta che non rappresentano un costo per la collettività. “Roana è un esempio virtuoso, che molti altri Comuni dovrebbero seguire – spiega Enzo Benetti, segretario del Mandamento Confcommercio  – perché nella stragrande maggioranza dei casi il gettito della Tares pesa soprattutto su imprese, come quelle del terziario, che non sono grandi produttori di rifiuti. Far rispettare il principio “chi più inquina più paga” è invece fondamentale, anche in un’ottica di tutela dell’ambiente, perché solo così si può sperare che chi produce più rifiuti sia incentivato a ridurli”.

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