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Da sinistra, Massimiliano Alajmo, Sergio Rebecca, Aimo Moroni e Mauro Defendente Febbrari
Da sinistra, Massimiliano Alajmo, Sergio Rebecca, Aimo Moroni e Mauro Defendente Febbrari
mercoledì 04 dicembre 2013

MASTER DELLA CUCINA ITALIANA 2014, PRESENTATA LA NUOVA EDIZIONE

Lunedì 2 dicembre, al Peck Italiana Bar di Milano, si è tenuto l'incontro con la stampa per illustrare tutte le novità del corso

Non è semplicemente un corso di alta formazione professionale finalizzato all’apprendimento delle migliori tecniche di cucina a fianco di alcuni dei più noti cuochi “stellati” e Cavalieri della Cucina Italiana. E’ anche, e soprattutto, un percorso destinato ad “aprire le menti”, fornendo stimoli culturali ed estetici, nonché conoscenze scientifiche, utili a sviluppare la personalità del futuro chef, la sua creatività, la sua  originale visione.
Questa la filosofia del Master della Cucina Italiana edizione 2014, sottolineata lo scorso lunedì 2 dicembre - nel corso di una conferenza stampa tenutasi al Peck Italian Bar di Milano - dai componenti del Comitato Scientifico: lo chef Massimiliano Alajmo, in prima fila nella progettazione del Master assieme al fratello Raffaele Alajmo; il medico Mauro Defendente Febbrari, esperto di salute e nutrizione e Sergio Rebecca, presidente di Esac SpA nel cui Centro di Formazione, a Creazzo (VI), si svolge il percorso formativo. L’inizio del Master è fissato al 3 febbraio 2014 e la conclusione il 4 luglio.

Ospite speciale dell’incontro di lunedì è stato Aimo Moroni, fondatore de “Il Luogo di Aimo e Nadia”, che durante lo svolgimento del Master sarà il protagonista di una serie di approfondimenti (compresa una “lectio magistralis” a fine corso) sul ruolo fondamentale degli ingredienti nella cucina italiana, tema di cui Aimo Moroni è il massimo esperto: a lui, infatti, si deve la scoperta e la valorizzazione di tantissimi dei più apprezzati ingredienti italiani.
Una storia di successo, la sua, fondata su creatività e tecnica, ma soprattutto sulla capacità di scegliere i migliori prodotti in cucina: “Voglio prima di tutto trasmettere agli allievi del Master – ha esordito Aimo Moroni – il ruolo fondamentale che, in un ristorante, riveste il momento della spesa, quando si scelgono le materie prime. Perché non esiste una cucina ricca o una cucina povera, ma solo una buona cucina, basata sulla qualità, sulla stagionalità, sulla profonda conoscenza degli ingredienti. Si può infatti avere talento, creatività, fantasia e tecnica, ma senza grandi materie prime non si potrà mai fare un grande piatto”.
Proprio per questo il Master della Cucina Italiana, come ha ribadito in apertura di conferenza stampa il presidente Sergio Rebecca, “ha l’intento di formare chef tecnicamente preparati in possesso di solide basi culturali e scientifiche, in grado di portare all’interno dei ristoranti italiani nuovi stimoli alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche nazionali”.
“Una scuola che anch’io avrei desiderato fare - ha affermato Massimiliano Alajmo -, un percorso di studio dal “taglio sartoriale”, studiato per dare la possibilità ai ragazzi di acquisire gli strumenti più adatti per sviluppare un’idea di cucina che corrisponda alla loro personale natura”. Un obiettivo, questo, che è stato centrato già nell’edizione 2013 del Master, come ha spiegato Mauro Defendente Febbrari: “Abbiamo accompagnato il percorso di crescita degli allievi, rispettando i tempi di ciascuno”, anche insegnando il sacrificio di saper attendere, perché un eccellente cuoco, oggi, deve “cercare ogni giorno un’idea. E  se non la trova deve saper aspettare: sarà l’idea a trovare lui, stimolata dall’esperienza sensoriale”.

Un percorso, dunque, quello del Master della Cucina Italiana, dove la tecnica è necessaria, ma dove conta soprattutto la passione “che è fondamentale nel nostro lavoro per evitare la standardizzazione” ha ben spiegato Giancarlo Perbellini, tra gli chef stellati docenti del corso, che lunedì ha partecipato alla conferenza stampa, durante la quale erano presenti anche i docenti Diego Magro e Marco Perez (chef di cucina), Antonio Di Lorenzo (comunicazione)  e Giordano Frealdo, coordinatore del corso.
Proprio umiltà, interesse e dedizione saranno il leitmotiv di tante lezioni del Master della Cucina Italiana  edizione 2014, un “corso di studi che eleva il pensiero”, si diceva, ma che tramite il pensiero migliorerà anche l’azione, fornendo le chiavi per un futuro più libero e creativo, nel quale ogni allievo potrà scrivere la propria storia professionale.

TUTTI I PARTICOLARI DEL CORSO FORMATIVO

Il Master della Cucina Italiana si sviluppa in 800 le ore di lezione, dal lunedì al venerdì per cinque mesi, che si terranno nelle modernissime cucine, laboratori e aule del Centro Formazione di Creazzo (VI), la struttura formativa di Confcommercio Vicenza. Dopo questa prima fase sono previsti 4 mesi di stage in alcuni dei più importanti ristoranti italiani. Venti gli allievi che potranno essere ammessi dopo un’accurata selezione. Il corso si rivolge ai migliori studenti delle scuole alberghiere, che abbiano conseguito però un’esperienza di base nelle cucine dei ristoranti, ma anche a giovani chef che vogliano perfezionare la loro conoscenza.  L’edizione 2014 del Master, che inizierà il 3 febbraio prossimo, sarà all’insegna del più classico “squadra che vince non si cambia” e avrà tra i docenti alcuni degli chef più noti del panorama nazionale e Cavalieri della Cucina Italiana, come Massimiliano Alajmo, Heinz Beck, Andrea Berton, Massimo Bottura, Moreno Cedroni, Chicco Cerea, Gennaro Esposito,  Norbert Niederkofler, Giancarlo Perbellini, Giovanni Santini, Ciccio Sultano, Mauro Uliassi.
Il percorso formativo prevede 360 ore di lezione di cucina e 96 ore di pasticceria con alcuni dei migliori professionisti italiani del calibro di Corrado Assenza, Luigi Biasetto, Gianluca Fusto ed Ezio Marinato; 32 ore di sommellerie e abbinamenti enologici con il docente Mauro Meneghetti.

La manualità, che rimane dunque al centro del Master, sarà affiancata da più di 300 ore di lezioni di teoria e cultura, per dare all’allievo l’opportunità di cogliere stimoli, condividere esperienze per dispiegare tutte le sue potenzialità.
Nel programma del Master sono state a tale proposito contemplate materie quali: Food Cost e Management Aziendale, con il manager Raffaele Alajmo; Chimica e Fisica degli Alimenti, con il prof. Davide Cassi; Nutrizione ed Igiene, con il dott. Mauro Defendente Febbrari; Storia della gastronomia, con l’enogastronomo Alfredo Pelle; Analisi Sensoriale, con il Maestro profumiere Lorenzo Dante Ferro. Ad intervallare le lezioni di cucina, poi, anche approfondimenti su Agraria e Zootecnia, con l’agronomo Filippo Scortegagna; Storia della Cucina Italiana, con i professori Massimo Montanari e Danilo Gasparini; Comunicazione, con il giornalista Antonio Di Lorenzo; Arte ed estetica, con l’Art Director Filippo Maglione; Team Building, docente Roberto Gesuato.

Info: www.mastercucinaitaliana.it

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