CONFCOMMERCIO online
lunedì 09 dicembre 2013

PER I CONSUMI NESSUN SEGNALE DI MIGLIORAMENTO

L'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra ad ottobre una diminuzione del 2,1% su base annua

fonte: Confcommercio nazionale

 L'indicatore dei Consumi Confcommercio ha registrato per ottobre una diminuzione del 2,1% in termini tendenziali ed un aumento dello 0,1% rispetto a settembre. La media mobile a tre mesi, corretta dai fattori stagionali, "conferma la tendenza alla stabilizzazione in atto dalla primavera, ma i modesti segnali di attenuazione della fase recessiva e di un possibile riavvio dell'attivita' economica nella parte finale del 2013 non si sono ancora trasferiti alle famiglie".

Secondo Confcommercio, "la debolezza del mercato del lavoro e la presenza di una pressione fiscale che continua a rimanere su livelli record non permettono un recupero del reddito disponibile". Le incertezze che si rilevano sul versante fiscale, derivanti dalle difficolta' di reperire risorse per il risanamento dei conti pubblici, rischiano di prolungare la crisi del consumo fino alla prima meta' del 2014. L'unico elemento positivo per le famiglie e' rappresentato dal ridimensionamento dell'inflazione, ai minimi degli ultimi quattro anni. La presenza di un'evoluzione dei prezzi al consumo, soprattutto per i beni ad alta frequenza di acquisto, meno dinamica rispetto al passato, e' - sottolinea Confcommercio - uno dei fattori che ha contribuito, a novembre, al miglioramento, dopo il regresso di ottobre, del sentiment delle famiglie. Nello stesso mese e' proseguito il recupero della fiducia delle imprese, a cui ha contribuito anche il miglioramento del sentiment degli operatori delle aziende commerciali e dei servizi".

Le attese di un miglioramento della situazione economica tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014 sono confermate dalle stime preliminari di Confindustria che segnalano, a novembre, un ulteriore debole recupero della produzione industriale (+0,4% su ottobre). Tendenza che, stando a quanto rilevato nello stesso mese per gli ordini (+0,5% in termini congiunturali), dovrebbe consolidarsi nel breve periodo. "Va comunque sottolineata l'esiguita' del miglioramento produttivo, legato alle esportazioni, insufficiente a garantire un significativo recupero di quanto perso rispetto al picco pre-crisi".

La dinamica tendenziale dell'Indicatore Confcommercio di ottobre riflette una diminuzione dell'1,1% della domanda relativa ai servizi e del 2,6% della spesa per i beni. Ad ottobre scorso valori debolmente positivi, rispetto all'analogo mese dello scorso anno, si rilevano solo per i beni e servizi per le comunicazioni (+0,9%) e per i beni e servizi ricreativi (+0,5%). A livello di singole macro-funzioni di spesa, in un quadro che evidenzia per la maggior parte degli aggregati un peggioramento rispetto a settembre, le riduzioni piu' significative si sono registrate per i beni e servizi per la mobilita' (-5,2%).

Per questa funzione di consumo le attese di una stabilizzazione della domanda, emerse a settembre, sono state disattese nell'ultimo mese che ha evidenziato un aggravarsi della crisi per i segmenti delle auto e delle moto. I dati destagionalizzati mostrano, a ottobre un aumento dello 0,1% che segue il calo dello 0,5% di settembre. In termini di media mobile a tre mesi l'indicatore segnala ormai da tempo una stabilizzazione su livelli molto bassi. Il dato di ottobre riflette un miglioramento della domanda per la componente relativa ai servizi (+0,4%) ed una modesta diminuzione per i beni (-0,1%). Relativamente alle singole macro-funzioni di spesa, solo per i beni e servizi per le comunicazioni si e' rilevato, ad ottobre, un aumento significativo (+3%).

Per quanto riguarda gli alimentari e le bevande per il quarto mese consecutivo la domanda mostra una stabilizzazione, dato che porta ad ipotizzare come per questa importante funzione di consumo forse il minimo e' stato raggiunto. Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di dicembre Confcommercio stima una variazione congiunturale dell'indice dei prezzi al consumo dello 0,3%, con un tasso di crescita tendenziale pari allo 0,7%, in aumento rispetto allo 0,6% di novembre.

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