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Un'immagine della protesta deli commercianti di Arzignano nel 2011
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mercoledì 18 dicembre 2013

ARZIGNANO, NUOVO TOSANO. UNA "SCATOLA" CHE NASCONDE TANTI RISCHI

Ernesto Boschiero, direttore di Confcommercio Vicenza, interviene per ribadire il no dell'Associazione alla nuova struttura

L’attuale area di via Chiampo ad Arzignano andrà ad ospitare in futuro il supermercato Tosano. E’ quanto ha stabilito l’Amministrazione Gentilin con l’approvazione della variante al piano particolareggiato che riguarda la zona in questione. Una decisione combattuta dalla Confcommercio fin dal gennaio 2011, quando molti commercianti locali e dell’alta Valle del Chiampo manifestarono con determinazione, per impedire che l’Amministrazione comunale potesse rendere compatibile l’area in questione, con una struttura commerciale di grandi dimensioni, ipoteticamente di oltre 4.000 metri quadrati. L'Amministrazione allora rassicurò sul fatto che mai si sarebbe insediata una grande struttura di vendita.
Ora con l’atto adottato dalla Giunta lunedì scorso, si rende possibile l’insediamento di un nuovo supermercato di 2.500 metri quadrati e una serie di opere pubbliche a completamento dell’opera, realizzate interamente dai privati.  
“Con la variante al Piano urbanistico attuativo dell’area – spiega Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio provinciale - l’Amministrazione Gentilin ha sancito una situazione molto pericolosa, ovvero il via libera all'insediamento di una "scatola" di grandi dimensioni, pari a 4.750 metri quadrati, che ospiterà il nuovo supermercato. Il rischio però è che la costruzione, essendo di dimensioni ben maggiori ai 2.500 metri quadrati stabiliti per la nuova struttura di vendita, crei di fatto le condizioni affinché in futuro possa essere autorizzato un iper di ben più grande superficie”.
“Il “trucchetto” adottato dall’Amministrazione Gentilin – spiega Boschiero - di dire che nella variante adottata lunedì “non potranno insediarsi centri commerciali e/o parchi commerciali", ma non di scrivere espressamente che non potranno insediarsi “grandi strutture di vendita”, ovvero di superficie commerciale oltre i 2.500 metri quadrati, sancisce palesemente ciò che, con molta probabilità, potrà verificarsi in futuro. Lo stabile che si andrà a costruire avrà, infatti, tutte le caratteristiche per essere idoneo ad ospitare in futuro una grande struttura di vendita, altrimenti non si capirebbe perché servirebbe fin da subito buttare sul territorio così tanto cemento”.
Da sempre Confcommercio si batte per evidenziare alle amministrazioni locali che una politica commerciale di questo tipo comporta, inevitabilmente, danni irreparabili alla rete commerciale esistente, con la chiusura dei negozi di vicinato e la moria dei centri storici.
“Che in quell’area si crei un nuovo supermercato – sottolinea il direttore Boschiero – risulta deleterio per tutto il tessuto commerciale della Vallata, poiché si sposta il flusso degli acquisti su un altro asse, mettendo in crisi il servizio da sempre prestato, a favore anche della collettività, dagli esercizi di vicinato tradizionali. Gli effetti devastanti di una simile strategia sono ben evidenti in altri ambiti del Vicentino. Spesso, in cambio di qualche opera pubblica, i Comuni concedono l’insediamento di grandi strutture di vendita sul loro territorio, ma poi si rendono conto degli effetti sui loro centri storici e quartieri, tristemente costellati di vetrine vuote, per la chiusura dei negozi tradizionali. E’ questo è un bene per la collettività? E’ vero, come si è affrettato a dichiarare il Sindaco Gentilin, che il nuovo grande supermercato “garantirà un sicuro risparmio per i cittadini e creerà nuovi posti di lavoro”? E quelli, invece, persi nel commercio di vicinato non contano? Il degrado che si crea nelle vie dove chiudono i negozi rappresenta un costo per la collettività, e la perdita di quella che era una rete distributiva capillare e di servizio, soprattutto per le popolazioni  anziane e più deboli, è un danno irreparabile per tutti, non solo in questo caso per i cittadini di Arzignano ma anche per tutti quelli dell’Alta Valle del Chiampo”.
“Noi come associazione – conclude Boschiero – continueremo a porre alle Amministrazioni locali queste domande auspicando che inneschino una seria riflessione e un cambiamento di rotta nelle strategie a beneficio di tutti. Tornando alla situazione venutasi a creare ad Arzignano, ora presenteremo le nostre osservazioni, come previsto dall’iter”.     


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