CONFCOMMERCIO online
martedì 07 gennaio 2014

SALDI, PRIMO WEEK-END POSITIVO: PIU' VICENTINI NEI NEGOZI

Garzaro, presidente provinciale Federmoda: "La parabola discendente si è arrestata, incassi in linea con lo scorso anno e maggiore affluenza nei punti vendita"

“Gli incassi rimangono lontani dagli anni “pre-crisi”, ma un piccolo segnale di maggior fiducia questi saldi ce lo danno: ai vicentini è tornata la voglia di entrare nei negozi per fare acquisti, anche se il budget resta, purtroppo, limitato”. Matteo Garzaro, presidente provinciale di Federmoda-Confcommercio lascia trasparire un po’ di ottimismo dopo il primo week-end di vendite di fine stagione.
Troppo presto, ovviamente, per tirare le somme dei saldi invernali 2014, che dureranno fino al 28 febbraio, ma il bilancio dei tre giorni iniziali fa ben sperare: “Veniamo da quattro mesi di vendite sottotono e dunque potevamo aspettarci un inizio al rallentatore – afferma il presidente Garzaro –. Invece, da un primo monitoraggio telefonico che abbiamo fatto tra i nostri operatori, possiamo dire che la parabola discendente si è fermata: gli incassi del primo weekend, infatti, sono in linea con quelli dello scorso anno e non era per nulla scontato”.
Ma al di là dei dati, che costituiscono una media tra chi segnala incrementi a doppia cifra e negozi che invece hanno subito sensibili cali, ciò che ha caratterizzato in positivo questa partenza delle svendite è stata la maggior affluenza dei vicentini nei negozi. “I clienti sono generalmente aumentati rispetto all’anno scorso, così come le vendite – conferma il presidente provinciale Federmoda-Confcommercio –, ma paghiamo il gap di fatturato dovuto all’alta percentuale degli sconti proposti fin da subito”. Una tattica che ha funzionato, riportando i consumatori nei negozi, ma che ha, ovviamente, il “rovescio della medaglia”: “I margini ne  stanno risentendo – continua Garzaro – e non possiamo pensare che la scelta di scontare fin da subito i capi anche del 50%, a seguito di una congiuntura economica negativa, siano sostenibili sul lungo periodo. Bisogna tornare alla normalità, ma dalla contrazione dei consumi si esce solo se le famiglie avranno maggiori disponibilità di spesa. Speriamo che gli annunci di questi giorni su una svolta nella politica fiscale si trasformino in fatti concreti, altrimenti non vedo come potremmo parlare di ripresa del Paese”.
E nel frattempo i dettaglianti del tessile abbigliamento si muovono anche su altri fronti: “Il cambio di abitudini dei consumatori deve portare necessariamente anche ad un riequilibrio nel rischio d’impresa della filiera – conclude Matteo Garzaro -. I saldi sono un momento per fare cassa, ma non raddrizzano annate difficili come quella che abbiamo vissuto nel 2013. Per questo servono nuove regole anche nella fornitura dei prodotti: a farsi carico degli sconti o dell’invenduto non può essere solo il dettagliante. Soprattutto se poi gli ordini si devono fare otto mesi prima, dunque senza avere alcuna possibilità di prevedere l’andamento generale delle vendite, influenzato sia dalle politiche economiche che, più banalmente, dalle condizioni meteorologiche della stagione”.

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