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Pioggia a bassa quota e troppa neve in alta quota hanno messo in crisi le attività
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giovedì 13 febbraio 2014

IN MONTAGNA "STAGIONALI" A RISCHIO OCCUPAZIONE. LA REGIONE INTERVENGA

Confcommercio Vicenza chiede al Governatore Luca Zaia una deroga alle regole per consentire a questi lavoratori l'accesso agli ammortizzatori sociali

Senza lavoro, dunque senza stipendio, e senza ammortizzatori sociali. E’ la grave situazione in cui rischiano di trovarsi a breve centinaia di lavoratori stagionali della montagna vicentina a causa dell’eccezionale ondata di maltempo - pioggia alle quote più basse e troppa neve in alta quota -  che ha colpito  in particolare   il comparto turistico–ricettivo  dell’Altopiano di Asiago, Tonezza e Recoaro.
A segnalarlo è il presidente della Confcommercio di Vicenza Sergio Rebecca, che si è rivolto al Governatore del Veneto Luca Zaia per chiedere un intervento della Regione.
“La situazione che si è venuta a creare a causa degli eventi meteorologici avversi che si trascinano dalle festività natalizie – spiega il presidente Rebecca - ha causato  disdette delle prenotazioni e un vero e proprio blocco dei flussi turistici nei fine settimana. In questo momento molte strutture ricettive ed impianti di risalita sono in gravi difficoltà. Difficile in questa situazione, tra l’altro ulteriormente aggravata dalla perdurante crisi economica, poter garantire gli standard occupazionali esistenti in condizioni normali, soprattutto per gli “stagionali”, il cui impiego è strettamente legato al normale andamento del periodo turistico”. E qui sorge il problema: “Per questi lavoratori – spiega il presidente Rebecca - non è prevista nessuna forma di ammortizzatori  sociali in deroga, nemmeno in caso di eventi imprevisti e inusuali per il periodo, come quelli accaduti quest’inverno. Inoltre, la possibile riduzione degli addetti rischia di non far maturare, per molti di questi dipendenti, nemmeno  gli ammortizzatori sociali ordinari, quali Aspi o la Miniaspi, ovvero il sussidio per disoccupazione”.
Da qui la preoccupazione degli imprenditori per la prospettiva che centinaia di famiglie si trovino improvvisamente in difficoltà a causa delle conseguenze del maltempo. “Stiamo parlando di lavoratori qualificati, una vera risorsa per le nostre imprese per le quali  sarebbe opportuno anche prevedere forme di sostegno in considerazione di un andamento stagionale così negativo– afferma il presidente provinciale di Confcommercio -. I titolari delle aziende stanno facendo davvero di tutto per far fronte a questa situazione, ma le risorse ora sono davvero al lumicino e per molti operatori del settore ridurre il personale potrebbe non essere una scelta ma, se la situazione non migliora, una necessità”.
Da qui la richiesta di Confcommercio Vicenza al Governatore Zaia, formalizzata anche con una lettera, di intervenire sulla problematica. Basterebbe, ad esempio,  modificare i  requisiti base per l’accesso agli ammortizzatori in deroga; oppure introdurre ulteriori provvedimenti normativi in deroga, per garantire  la copertura economica e previdenziale delle minori giornate prestate da lavoratori  stagionali, anche a causa dell’anticipata chiusura del contratto d’assunzione. Basti pensare che per quanto riguarda la Cassa in Deroga, il vincolo delle 90 giornate di anzianità precedenti l’attivazione di questo  strumento  è un elemento, di fatto, non raggiungibile per nessun stagionale. “La soluzione al problema è assolutamente alla portata della Regione – suggerisce il presidente Rebecca -. Si tratta di introdurre la possibilità, per le imprese operanti nella montagna vicentina, di calcolare la necessaria anzianità di novanta giornate  su più stagioni  lavorative. Oppure di permettere alle imprese l’utilizzo  della  sospensione in deroga, nelle province in cui è dichiarata la “presenza di eventi eccezionali o calamitosi”, rifinanziando questo importante strumento”.
Al di là delle soluzioni possibili, però, l’importante è che la Regione dia quanto prima una risposta ad una situazione che sta diventando ogni giorno più insostenibile per le imprese e che rischia di sfociare in una grave emergenza occupazionale per la montagna vicentina.

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