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Ernesto Boschiero, direttore di Confcommercio Vicenza
Ernesto Boschiero, direttore di Confcommercio Vicenza
venerdì 18 aprile 2014

BENE IL "CONGELAMENTO" DEL PIANO POMARI, ORA SERVE DISCONTINUITA' CON IL PASSATO

Ernesto Boschiero, direttore di Confcommercio Vicenza: "Scelta coerente con le recenti linee di sviluppo regionali, che non incentivano di certo la creazione di nuovi poli commerciali"

“Lo stop dell’Amministrazione alla concessione di una proroga ai privati è un atto che dimostra un nuovo livello di attenzione al futuro urbanistico-commerciale della città”. C’è soddisfazione, nelle parole di Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio di Vicenza, per il “congelamento” del piano Pomari da parte dalla Giunta Variati. Anche se la decisione, presa a fine marzo, non risolve i problemi che il progetto approvato più di dieci anni fa può comunque portare alla zona.
“Va dato atto all’assessore Antonio Dalla Pozza di aver chiuso la strada ad una richiesta che rischiava di dare ulteriore impulso alle grandi superfici di vendita in un’area di Vicenza già satura di queste strutture – precisa il direttore Boschiero -. Tale scelta ci pare del tutto coerente con le recenti linee di sviluppo indicate dalla Regione, che non incentivano di certo la creazione di nuovi poli commerciali, ma puntano al recupero delle aree dismesse e favoriscono, semmai, gli insediamenti commerciali nei centri storici”.
La recente decisione dell’Amministrazione sul piano Pomari non impedisce comunque ai privati di realizzare quanto consentito dal Piruea oltre un decennio fa, vale a dire la costruzione di immobili comunque di grandi dimensioni destinabili al commercio al dettaglio, nella zona che tutti identificano per la presenza del centro commerciale Auchan. Già nel 2003 Confcommercio Vicenza segnalava le criticità della concessione rilasciata dal Comune, sia per l’impatto negativo sulla rete di esercizi di vicinato che servono il quartiere, sia per le conseguenze ambientali. “Il Piruea, pur prevedendo una concentrazione di più strutture commerciali, ne ha trascurato la compatibilità sul fronte del traffico - afferma il direttore Boschiero -. Chi conosce la viabilità dell’area può ben immaginare cosa potrebbe accadere se venissero realizzati ancora qualche migliaio di metri quadri di superfici destinate al commercio”. Lo stop deciso dal Comune non sarà risolutivo, ma perlomeno è un segnale di cambiamento rispetto alle logiche del passato, che hanno avuto disastrose conseguenze sulla città sia in termini di desertificazione della rete di negozi presenti nei quartieri, sia di peggioramento della qualità di vita dei cittadini. “L’auspicio ora è che si continui sul solco di questa  discontinuità, con una logica nuova. E’ tempo, infatti, di realizzare un disegno complessivo di quale deve essere lo sviluppo urbanistico di Vicenza, in un’ottica di sostenibilità ambientale e di valorizzazione del servizio reso dalle piccole e medie realtà commerciali nei quartieri e in centro storico”.


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