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martedì 29 aprile 2014

TUTTO QUELLO CHE STO PER DIRVI E' FALSO

Made in Italy e contraffazione al centro di uno spettacolo teatrale gratuito per gli associati che si terrà in Fiera Vicenza, venerdì 9 maggio ore 21.00

Un progetto teatrale che sappia seminare cultura della legalità, che parta dal confronto con un pubblico consapevole per trasmettere il senso del Made in Italy non solo nell’ottica economica o in termini di valorizzazione di brand, ma anche come scelta di campo per difendere il valore della comunità, la salute, la sicurezza dei consumatori, la difesa della legalità.
Parte dal fenomeno contraffazione come problema sociale, prima ancora che economico, lo spettacolo  “Tutto quello che sto per dirvi è falso” - scritto dal giornalista-drammaturgo Andrea Guolo e interpretato da Tiziana Di Masi - che si terrà venerdì 9 maggio alle ore 21.00 nel Palladio Theater della Fiera di Vicenza (via dell’Oreficeria, 16 – Vicenza) e che è totalmente gratuito.
Il progetto è promosso dalla Regione Veneto in collaborazione con il Sistema Moda Veneto, Associazioni consumatori e soggetti impegnati nella lotta alla contraffazione.
Per prenotare la partecipazione, fino ad esaurimento dei posti riservati all’Associazione, si invita a contattare Confcommercio Vicenza al n. tel. 0444 964300 o via e-mail ad ascom@ascom.vi.it.
La produzione, diretta dalla vicentina La Piccionaia-I Carrara teatro stabile d’innovazione, è l’esito di un percorso artistico complesso, frutto di un lavoro d’inchiesta approfondito. “Tutto quello che sto per dirvi è falso” pone l’accento sulla nocività per la salute della quasi totalità degli oggetti contraffatti – dai giocattoli all’abbigliamento fino ai prodotti alimentari e ai farmaci – e sull’esistenza di una “filiera del dolore” di cui ciascun cittadino/consumatore diviene parte (e complice) nel momento in cui sceglie di acquistare un bene contraffatto, alimentando il business delle mafie che su di esso prosperano.
Inoltre questo progetto pone l’accento sul danno economico diretto che impatta sulle comunità. Il giro d’affari della contraffazione, che soltanto in Italia è stimato a 6,9 miliardi di euro, sottrae infatti 110 mila posti di lavoro regolari all'anno e, nel mondo, costringe 115 milioni di bambini sotto i 14 anni a lavorare invece di andare a scuola.

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