CONFCOMMERCIO online
giovedì 08 maggio 2014

CONFCOMMERCIO AI FUTURI SINDACI: ESSENZIALE ASCOLTARE LE IMPRESE

In vista delle elezioni amministrative del prossimo 25 maggio, l'Associazione ha inviato un documento ai candidati indicando le priorità del Terziario

Le elezioni amministrative del 25 maggio prossimo sono un appuntamento a cui Confcommercio  Vicenza intende arrivare, portando a conoscenza dei futuri sindaci le tematiche che più rappresentano il mondo del terziario di mercato. Per questo oltre a promuovere nei vari Comuni specifici incontri tra i candidati e gli operatori del commercio, del turismo e dei servizi, ha inviato a tutti i potenziali primi cittadini un documento, con le priorità affinché le imprese di appartenenza possano continuare a svolgere un ruolo primario per lo sviluppo della collettività e dare un servizio adeguato e di qualità ai cittadini.
L’Associazione, grazie al radicamento sul territorio e la forza di oltre 11mila imprese e 43.000 addetti in tutta la provincia, interpreta da oltre settant’anni il ruolo di naturale interlocutore per le amministrazioni comunali che vogliono comprendere al meglio le esigenze del mondo del terziario di mercato ed intraprendere un nuovo e più efficiente rapporto tra pubblico e privato.
Il documento ha lo scopo di sensibilizzare gli amministratori locali sull’importanza di valorizzare il  commercio nel cuore delle città; di investire sullo sviluppo turistico; di lavorare per attivare politiche per il lavoro, per la formazione degli addetti e per arrivare ad una tassazione più equa, anche a livello locale, variare i tributi esistenti solo a fronte di effettivi miglioramenti dei servizi e non per supplire ai mancati trasferimenti dello Stato.  
“Le imprese, come i cittadini, vivono ogni giorno sulla loro pelle non solo le difficoltà dell’attuale momento di crisi, ma anche quelle che riguardano il territorio – spiega Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza -. In particolare, coloro che gestiscono attività commerciali sono tra i più attenti osservatori dei cambiamenti della vita locale. L’Associazione – continua Rebecca – in vista del prossimo impegno elettorale,  ha quindi raccolto le loro proposte e le loro priorità e le ha sintetizzate nel documento per i candidati sindaci. Ciò che emerge è che, pur riconoscendo le tante problematiche che le amministrazioni comunali sono chiamate ad affrontare, si chiede con forza di pensare al ruolo strategico del commercio per la vivibilità delle città:  soprattutto, il ruolo dei negozi di vicinato che “fanno” città e assicurano un servizio ai cittadini, quello di poter fare la spesa sottocasa. In primo luogo, la richiesta ai futuri amministratori è che non si perda di vista l’importanza di attivare specifiche politiche per rivitalizzare i centri storici e i quartieri, nonché le azioni di contrasto al rischio di desertificazione commerciale degli stessi: invece che ai grandi templi, tutti uguali, dello shopping, si guardi alla bellezza dei centri commerciali naturali e ricchi di storia. Ogni situazione favorevole alla permanenza dei negozi di vicinato va quindi vista in positivo, come contributo alla vivibilità delle città e alla salvaguardia del nostro territorio e delle sue peculiarità . In tal senso - conclude il presidente Rebecca -  un ruolo chiave lo riveste l’impegno, sempre più necessario, anche da parte degli amministratori locali, per potenziare il controllo del territorio contro furti, atti vandalici, micro e macro criminalità”.       
Le altre priorità elencate ai futuri sindaci da Confcommercio Vicenza  sono riportate qui sotto in  sintesi.


L’importanza della rete e il ruolo degli esercizi di vicinato
La rete dei negozi di vicinato, dal tessile all’alimentare, è risultata particolarmente penalizzata dall’espansione delle grandi strutture di vendita nelle zone periferiche dei paesi e delle città. Si è assistito, in pratica, allo spostamento del baricentro commerciale verso le cosiddette “strade mercato”. La decisione di creare nuovi percorsi commerciali ha comportato, in molti casi, l’accentuarsi di alcuni fenomeni negativi – su tutti: l’inefficienza del sistema stradale e l’impoverimento commerciale dei centri minori – mettendo spesso in crisi gli sforzi fatti in passato per programmare uno sviluppo sostenibile del territorio. Sono prioritarie, quindi, politiche di intervento che facciano riferimento ad una programmazione sovraccomunale, concertata tra le amministrazioni contigue, che vada a definire obiettivi di valorizzazione di specifiche aree, attraverso: il risanamento ambientale e urbano; lotta alla criminalità, atti vandalici, furti; manutenzione degli spazi pubblici; miglioramento dell’accessibilità e potenziamento della sosta; condizioni di compatibilità delle destinazioni commerciali con quelle esistenti. L’insediamento di nuovi centri commerciali dovrebbe essere consentito solo nei centri storici.


Centri storici: una risorsa da valorizzare 
L’unicità, la bellezza , la vivibilità dei centri storici vanno salvaguardate. Studi o piani di marketing urbano sono gli strumenti più indicati per stabilire le modalità operative per conseguire questi importanti obiettivi. A tal fine, le priorità dovrebbero puntare alla lotta alla criminalità; alla  cura e pulizia delle strade e delle piazze;  alla previsione di incentivi per le nuove attività commerciali e turistiche che si insediano nei centri  storici, soprattutto se su iniziativa di giovani imprenditori. Inoltre, qualsiasi ipotesi di  pedonalizzazione deve essere valutata prevedendo adeguati parcheggi a ridosso delle aree centrali della città. 

Sicurezza della città
Quello di non essere nel mirino della delinquenza, di atti vandalici e di furti è tra i problemi più sentiti dagli imprenditori del terziario e dei cittadini in generale. Confcommercio, oltre a chiedere di potenziare il controllo del territorio, invita gli amministratori a valutare l’esigenza di stanziare un fondo per aiutare i soggetti colpiti da atti vandalici o da furti nella sostituzione/riparazione delle porte e degli infissi lesionati.

Lotta all’abusivismo
Il fenomeno ha assunto dimensioni preoccupanti. Confcommercio chiede agli amministratori l’impegno a contrastare le realtà di vendita e di somministrazione che operano al di fuori delle autorizzazioni in possesso, ad esempio: circoli privati, spacci aziendali e attività abusive nel settore della mediazione o del commercio su aree pubbliche.

Solo veri farmer’s market
Nella realtà si è spesso riscontrato che nei mercati contadini vi siano agricoltori che vendono come propri prodotti acquistati da terzi, magari direttamente al mercato ortofrutticolo. Confcommercio propone di applicare norme efficaci per scoraggiare queste forme di concorrenza sleale nei confronti dei negozi tradizionali, con modalità di vendita ben precise, obblighi per gli imprenditori agricoli e controlli nei mercati.

L’assetto commerciale e la programmazione urbanistica
Allo scopo di non desertificare i centri delle città, Confcommercio propone di prevedere nuovi  insediamenti commerciali, oltre i 1.500 mq, solo se il bacino d’utenza richiede necessita di un ulteriore servizio distributivo. L’ulteriore proposta è quella di attivare una programmazione urbanistica-commerciale allargata, allo scopo di evitare le scelte sbagliate fatte in passato e di superare l’atteggiamento di guardare al futuro con passiva rassegnazione, definendo gli interventi con la logica della “proporzione tra i campanili”. Inolte, il “no” dev’essere categorico per le grandi strutture di vendita fuori dai centri storici.

Modifiche alla viabilità 
E’ fondamentale per la permanenza delle attività commerciali nelle vie storiche del commercio che le scelte di modifica alla viabilità e la sosta, così come i cantieri, siano pienamente condivise con i negozianti della zona, in modo da individuare le soluzioni meno penalizzanti possibili. Lo stesso vale per la creazione di piste ciclabili: nessuna contrarietà a priori, ma le corsie preferenziali non possono essere realizzate togliendo parcheggi in prossimità dei negozi, poiché spesso questi sono determinanti per la sopravvivenza dell’attività. 

Sviluppare il Turismo
Il settore turistico vicentino conta diversi punti di forza: capacità ricettiva diversificata, ristorazione di qualità, ricco patrimonio culturale, disponibilità di servizi in grado di rispondere alle esigenze più diverse. Il principale ruolo di traino per il settore è sicuramente svolto dal patrimonio artistico culturale dell’intera provincia, oltre che di Vicenza, Bassano, Marostica, ecc. Ne consegue l’importanza di studiare strategie per aumentare il numero e la portata degli eventi che possano contribuire ad attrarre turisti. 

Le politiche del lavoro 
Confcommercio Vicenza chiede agli amministratori locali di favorire le politiche del lavoro, puntando soprattutto sui giovani. Andrebbe sostenuta in particolare la formazione e favorito l’inserimento dei giovani lavoratori con agevolazioni (decontribuzioni - defiscalizzazione).

Gli incentivi alle piccole e medie imprese
L’attuale difficile situazione congiunturale pesa in modo particolare sulle piccole e medie imprese, in quanto esposte alla concorrenza delle grandi aziende commerciali più strutturate. Per arginare la moria delle attività e dei negozi di vicinato sono indispensabili misure di sostegno, anche sotto forma di agevolazioni sui tributi e di contributi per ammodernamenti, o ristrutturazioni dei locali.

Finanza locale
Confcommercio Vicenza è pienamente consapevole che le continue riduzioni di risorse finanziarie derivanti dai minori trasferimenti dallo Stato agli Enti Locali impongono ai Comuni di bilanciare i minori introiti con aumenti dei tributi locali. Ciò premesso, nuovi tributi o aumenti di tributi già esistenti dovranno applicarsi solo a fronte di effettivi miglioramenti dei servizi finora resi alla cittadinanza. 
In  relazione all’IMU, Confcommercio chiede ai Comuni di prevedere agevolazioni sugli immobili utilizzati dal proprietario o concessi in uso gratuito ai familiari, per essere sede di attività imprenditoriali, soprattutto se ubicati in zone comunali meritevoli di intervento.
Riguardo alla nuova TASI (tassa sui servizi indivisibili) la richiesta è che venga azzerata l’aliquota da applicare agli immobili strumentali o quanto meno considerare l’aliquota minima.
In merito, invece, alla TARI (tassa sui rifiuti) Confcommercio chiede che l’imposta  richiesta alle attività commerciali  sia effettivamente calcolata in relazione alla reale quantità di rifiuti conferiti e che il costo totale del  servizio comunale non venga caricato in modo eccessivo sulle spalle delle imprese: in un periodo di crisi dei consumi e di difficoltà generalizzate vi è il rischio che molte non riescano più a reggerne il peso. 

Condividi

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su LinkedIn Invia questa pagina ad un amico
BANDO
BANDO
NEWS IMPRESENEWS IMPRESE
Vedi tutte >
CERCHI UN RISTORANTE?

Bar - Pizzerie - Locali da ballo

CERCHI UN HOTEL?