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Un'immagine dell'incontro: da sinistra i notai Maria Quagliariello,  Carlo Santamaria Amato e il presidente Fimaa Vicenza Serafino Magistro
Un'immagine dell'incontro: da sinistra i notai Maria Quagliariello, Carlo Santamaria Amato e il presidente Fimaa Vicenza Serafino Magistro
giovedì 08 maggio 2014

MERCATO IMMOBILIARE: NORME SEMPRE PIU' COMPLESSE NON AIUTANO LA RIPRESA

Fimaa-Confcommercio di Vicenza, in collaborazione con il Collegio notarile di Vicenza e Bassano del Grappa, ha organizzato un incontro sulle ultime novità

La nuova tassazione sui trasferimenti immobiliari, in vigore dal 1° gennaio scorso, è stato il tema al centro dell’incontro organizzato nei giorni scorsi dalla Fimaa-Confcommercio di Vicenza, l’associazione degli agenti immobiliari, in collaborazione con il Collegio notarile di Vicenza e Bassano del Grappa.
I notai Maria Quagliariello e Carlo Santamaria Amato hanno illustrato, ad una numerosa platea di operatori del settore, cosa cambia a livello fiscale in caso di compravendita ed in particolare i vantaggi della riduzione delle aliquote per l’acquisto della prima casa, passate dal 3% al 2% dal 1° gennaio scorso. Un modo per incentivare gli acquisti? Sì ma solo in parte, considerato che all’abbassamento della tassazione corrisponde comunque l’introduzione di un tetto minimo di versamento, al di là del valore dell’immobile, pari a 1.000 euro, che di certo non aiuta chi è interessato ad entrare in possesso di immobili di valore contenuto.
Ma questo non è l’unico paletto con il quale la normativa sul settore immobiliare frena un mercato già in difficoltà, come è emerso durante l’incontro. I notai Quagliarello e Santamaria Amato si sono soffermati sul tema della dotazione, allegazione e informazione relativa all’Attestato di certificazione energetica, “obbligo che ha visto in successione  numerosi e cervellotici interventi normativi, sui quali i notai intervenuti nell’incontro hanno fatto finalmente chiarezza”, afferma Serafino Magistro, presidente della Fimaa-Confcommercio provinciale.
Un’altra incognita, considerato che a tutt’oggi manca ancora il decreto attuativo, si deve registrare sulla procedura che obbligherà gli acquirenti a versare temporaneamente le somme della compravendita su un “conto corrente dedicato”. In sostanza, ma molto resta da chiarire, nelle future transazioni chi vende non uscirà più dallo studio del notaio dopo la firma dell’atto con i soldi in tasca, ma dovrà attendere i tempi di registrazione  all’Agenzia delle Entrate per avere poi il trasferimento delle somme.
“E una norma a tutela dei cittadini che però, anziché semplificare, renderà le procedure ancora più complesse  – spiega il presidente Magistro – ed è per questo motivo che abbiamo attivato una serie di iniziative di informazione mirate agli agenti, il cui ruolo è sempre più quello di vero e proprio consulente nelle transazioni immobiliari e non solo di mediazione. Particolarmente importante, in questo senso, la collaborazione che abbiamo instaurato con il Collegio notarile, dalla quale è nato questo incontro”. Per quanto riguarda la situazione di mercato, per Magistro, è positiva la decisione di ridurre l’aliquota prima casa,“che, sommata ad una maggiore apertura al credito da parte degli istituti bancari rispetto al recente passato, ha frenato la diminuzione delle compravendite. Resta il fatto – sottolinea il presidente della Fimaa-Confcommercio provinciale -  che nel 2013 il Vicentino mantiene il dato negativo nelle transazioni immobiliari: quasi un 5% in  meno rispetto 2012. Meglio della media regionale che, nello stesso anno, ha registrato un calo dell’8%, ma stiamo pur sempre parlando di un segno negativo abbastanza pesante”. La crisi, infatti, frena soprattutto chi ha intenzione di cambiare casa, ma non può farlo senza aver prima ceduto l’abitazione in cui vive. Per chi, invece, procede ad un nuovo acquisto qualche spiraglio in più c’è: “Stringiamo sempre più accordi che prevedono un periodo di affitto prima dell’acquisto, con la cifra versata poi decurtata dal costo dell’immobile – conclude Magistro -. E’ una modalità utile sia per rendere più “leggero” il prezzo finale, sia per dimostrare alla banca che si è in grado di sostenere le spese nel caso si decida di accendere un mutuo, che viene così concesso con più facilità”. La formula ha un nome inglese, “rent to buy”, perché è diffusa soprattutto nel mondo anglosassone, ma oggi “parla” sempre più anche vicentino.

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