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martedì 24 giugno 2014

"URBANISTICA PRIMA IL DISEGNO GENERALE, POI LE DECISIONI SULLE AREE DISMESSE"

Confcommercio scrive al Comune di Vicenza sul recepimento della Legge regionale 50: le "strategie" sul commercio devono precedere le decisioni sulle strutture di vendita

Sul recepimento da parte del Comune della Legge regionale 50/12, quella che definirà il nuovo volto urbanistico-commerciale di Vicenza, Confcommercio incassa il sì dell’Amministrazione all’apertura di un dialogo mirato a lavorare su una visione strategica del “commercio” in città. Ma, incomprensibilmente, il “disegno” generale verrà abbozzato (ed eventualmente recepito in una variante al Piano degli Interventi) solo dopo l’individuazione delle aree dismesse e degradate dove sarà consentito insediare nuove medio-grandi e grandi strutture di vendita.
Questo l’indirizzo dell’Amministrazione emerso in un recente incontro con l’Associazione di via Faccio: un modo di procedere che non trova d’accordo Confcommercio e che è oggetto di una lettera, indirizzata al sindaco Variati e all’assessore Dalla Pozza, firmata dal presidente dell’Associazione Sergio Rebecca e dal direttore Ernesto Boschiero.
Nella missiva viene infatti evidenziato che “il recepimento della L.R. 50/2012 consisterà nella  individuazione delle aree dismesse/degradate e nella variante al P.I. per consentire l’insediamento di nuove Medio Grandi e/o di Grandi Strutture di vendita. L’approccio ipotizzato da codesta Amministrazione – scrive Confcommercio - prevede l’adozione di tale provvedimento prima e, evidentemente, a prescindere dall’approccio strategico generale proposto dalla nostra Associazione”.
Se, come pare, le due questioni si affronteranno non solo separatamente, ma per di più in ordine inverso rispetto a quanto la logica vorrebbe, secondo Confcommercio “si finirà, con ottica giocoforza miope, con l’individuare (nuove) aree di polarizzazione prendendo essenzialmente spunto dalle richieste dei singoli portatori di interesse”.
In sostanza, il Comune mette in primo piano il recepimento delle richieste avanzate dai privati, a prescindere dalle linee guida che per Confcommercio vanno necessariamente seguite se si vuole garantire un assetto urbanistico-commerciale equilibrato. Per l’Associazione, infatti, prima di qualsiasi altra decisione è prioritario decidere le azioni di rafforzamento della continuità alla rete commerciale di prossimità che dal centro storico si estende lungo i principali assi viari di penetrazione; sviluppare le “centralità” nei diversi quartieri e procedere al completamento e risanamento del Centro Storico.
“Dato che dovrebbero essere le nuove aree/strutture e le loro destinazioni compatibili a doversi adeguare e conformare ad una visione complessiva, se e quando ci fosse, e non viceversa – scrivono infatti il presidente Rebecca e il direttore Boschiero in chiusura della lettera inviata al sindaco Variati -, esprimiamo la nostra  contrarietà all’ipotesi prospettata, che finirà per l’ennesima volta con l’eludere la costruzione di uno scenario unitario per l’intero settore commerciale cittadino”.
Da qui dunque la richiesta di un “ripensamento sui tempi ancor più che sui modi”, dando la precedenza, com’è giusto che sia, al progetto urbanistico generale, prima che ai pur legittimi interessi particolari sulle singole aree.

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