CONFCOMMERCIO online
martedì 05 agosto 2014

GIUSTIZIA CIVILE, L'ITALIA E' "MAGLIA NERA" E LE IMPRESE FUGGONO

Multinazionale americana non apre uno stabilimento nel Vicentino per i tempi dei processi e un rapporto di Confcommercio nazionale conferma: 1200 giorni per una sentenza

Ha fatto scalpore la recente scelta di una multinazionale americana di non aprire uno stabilimento nel Vicentino (in particolare nel Bassanese), motivando a decisione nella lentezza della giustizia italiana che comporta la difficoltà a tutelare i brevetti e il know how. La notizia è rimbalzata sui quotidiani nazionali dove il "caso" ha aperto ancora una volta il dibattito sui tempi della giustizia civile nel nostro Paese.

E che i dirigenti della multinazionale americana abbiano ragione a dubitare sulla tutela che il nostro sistema giudiziario offre al mondo delle imprese, lo conferma anche un recente rapporto elaborato dall'Ufficio Studi di Confcommercio nazionale. Quasi 1.200 giorni: è quanto devono attendere in Italia un cittadino o un'impresa per leggere una sentenza del Tribunale civile al termine di una disputa commerciale. Più di 3 anni e due mesi (1.185 giorni) l'attesa media per ottenere risposta dalla giustizia su temi patrimoniali, con una distanza abissale rispetto a Germania (394 giorni) e Francia (395). 

A conteggiare il gap rispetto ai maggiori competitor europei della 'giustizia lumaca' italica, è, come si diceva, Confcommercioin uno specifico rapporto dell'Ufficio studiSempre in ordine al diritto patrimoniale ed economico-finanziario, dal momento in cui sorge la contestazione fino alla definizione della sentenza, in Francia si attende poco più di un anno, 790 giorni meno che da noi. In Germania un'impresa aspetta 394 giornate, nel Regno Unito 437, (748 in meno dell'Italia), in Spagna 510. E proprio i tempi 'elefantiaci' della giustizia sono tra i motivi che tengono lontani gli investitori esteri, sottolinea Confcommercio. ''L'Italia rispetto ai partner europei, evidenzia una complessità di procedure e di regole, nonché condizioni più sfavorevoli sotto il profilo della struttura dei costi, che spiega gran parte della (mancata) crescita di lungo periodo. A pesare sono le inefficienze della P.a anche sotto forma di lungaggini procedurali, quali i tempi di attesa di provvedimenti giurisdizionali''. Allargando lo sguardo al di fuori dell'Europa, a livello internazionale, l'Italia si colloca al 173/mo posto in quanto a tempo necessario per leggere una sentenza (elaborazione su dati World Bank, Doing Business). Peggio solo Slovenia (1.270 giorni), Grecia (1.300), India (1.420). Singapore il più celere nel mondo (appena 150 giorni, meno di 5 mesi), seguito da Uzbekistan (195 giornate), Nuova Zelanda (216), Corea del Sud (230), Russia (270), Norvegia (280). In Eurozona, la Svizzera batte di 4 giorni la Germania (attesa di 390 giorni). E' ''impietoso il quadro dell'efficienza e dell'incidenza sulla business community del nostro apparato normativo e procedurale cosi' come emerge dalle indagini e dai confronti internazionali'', annota il Centro Studi. Il confronto con i tedeschi è sfavorevole anche in termini di valutazioni sull'efficacia della governance, secondo l'indice Wgi: l'Italia nel 2012 occupa la 70ma posizione, a grande distanza dai principali paesi europei, come la Germania al 15/mo, l'Austria al 13/mo, l'Olanda al settimo. 

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