CONFCOMMERCIO online
giovedì 16 ottobre 2014

CONSUMI E FIDUCIA DELLE FAMIGLIE RESTANO AL PALO

Per l'Outlook Confcommercio-Censis, il 44% delle famiglie ha peggiorato la propria capacità di spesa, mentre quasi il 70% guarda con incertezza ai prossimi mesi

fonte: Confcommercio Nazionale

Consumi fermi e clima di fiducia in deterioramento: è questo il quadro del secondo semestre 2014 in base ai risultati che emergono dall'Outlook Italia Confcommercio-Censis, presentato nel corso di una conferenza stampa svotasi presso la sede nazionale della Confederazione. Dalla ricerca emerge che per quasi una famiglia su due (il 44%, per l'esattezza) la capacità di spesa è peggiorata, mentre quasi il 70% guarda con incertezza o pessimismo ai prossimi mesi. In questo quadro anche i modelli di consumo stanno mutando rapidamente e la parola d'ordine è "contenimento delle spese", ricerca dell'offerta migliore anche e soprattutto attraverso l'uso massiccio di Internet. Anche perché per 13 milioni di famiglie le bollette e le tasse "si mangiano" gran parte del reddito deprimendo ogni propensione a nuovi consumi. E a poco sembra essere servito, finora, il bonus degli 80 euro in busta paga visto che ben il 76% dei percettori non ha mutato in modo sostanziale la capacità di consumo.Quanto al suo utilizzo, invece, il 60,5% lo ha impiegato per comprare prodotti alimentari e il 55,8% per le utenze domestiche.Mentre, guardando al 2015, il 40% pensa che il bonus non cambierà la sua capacità di spesa e il 31% che servirà per pagare le spese fisse.

E anche chi avrebbe la possibilità di incrementare consistentemente le proprie capacità di spesa non utilizzerebbe queste risorse per maggiori consumi, preferendo risparmiare: oltre 19 milioni di famiglie sono di questa opinione. Date queste premesse, insomma, sembra difficile poter incentivare i consumi se non con misure diverse dalle poche adottate fino ad oggi. L'Outlook, infine, rende visibile un calo di fiducia anche nei confronti dell'attuale Governo: scende al 58,7% (era il 76,7% nell primo semestre) la quota di chi nutre fiducia sulle possibilità che il governo porti a compimento le risorse annunciate. Nel corso della conferenza stampa il responsabile dell'Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella, ha anche reso note le nuove stime macroeconomiche relative a Pil e consumi. Il primo scenderà dello 0,2% quest'anno e risalirà dello 0,6% nel 2015, mentre i secondi cresceranno di appena lo 0,2% nel 2014 e dello 0,7% l'anno prossimo.

Sangalli: "un Paese in convalescenza, che rischia di rimanerci anche nel 2015"

"Archiviata, forse, la fase più acuta della recessione, l'economia continua ad essere ferma e non mostra concreti segnali di ripartenza. E infatti, gli elementi che ci consegna il rapporto Censis-Confcommercio sono estremamente contraddittori: da una parte si è quasi del tutto bruciata la fiducia accumulata in questi ultimi mesi, dall'altra si registrano fragili e timidissimi segnali di ripresa su consumi e occupazione che confermano il prolungarsi di questa incertezza diffusa nelle imprese e nelle famiglie. Fino ad oggi, dunque, non registriamo né quello shock sui consumi necessario a far ripartire la domanda interna, né un diverso atteggiamento delle imprese e dei consumatori. Un Paese, dunque, in convalescenza che rischia di rimanerci anche nel 2015. Tornare a crescere resta, dunque, la migliore medicina per curare la disoccupazione, ridurre la povertà assoluta, restituire futuro alle giovani generazioni". Questo il commento del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, alla ricerca.


Tutti i dati della ricerca nel sito nazionale di  Confcommercio.

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