CONFCOMMERCIO online
Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza
Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza
venerdì 07 novembre 2014

REBECCA SULL'INCUBO AUMENTO DELL'IVA E DELLE ACCISE

Preoccupa la clausola di salvaguardia nella Legge di Stabilità. Il presidente di Confcommercio Vicenza: "Fino a che non si riducono le tasse non si va da nessuna parte"

Non ci sono sintomi di risveglio dei consumi: lo rivelano i dati dell’ ICC  (Indicatore dei Consumi Confcommercio) elaborati con riferimento a settembre. Lo studio evidenzia, anzi, un calo dei consumi dello 0,2% rispetto al mese di agosto e dello 0,6% rispetto a settembre 2013. Secondo l'Ufficio Studi confederale questi dati confermano  la "fragilità dell'attuale situazione economica in cui, sebbene la fase più negativa sembra superata, i consumi che continuano a registrare una sostanziale stagnazione". “In sostanza – commenta Sergio Rebecca presidente della Confcommercio di Vicenza - le famiglie rimangono prudenti negli acquisti e le imprese non investono, poiché è troppo forte il clima di incertezza che aleggia nel Paese e estremamente lenta e faticosa la crescita”. Su quale sia il peso maggiore che ostacola l’auspicato risveglio della domanda interna, che costituisce l’80% del PIL italiano, il presidente della Confcommercio di Vicenza non ha dubbi: “Permane una pressione fiscale a livelli inaccettabili e fin tanto che non si riducono le tasse non si va da nessuna parte – dice-. Il reddito delle famiglie è ritornato a quello di 30 anni fa ed è impensabile che in questa situazione i consumi possano ripartire”.  
Ed un’altra spada di Damocle sulla fiducia dei consumatori è contenuta sul Disegno di Legge per il 2015. Si tratta della clausala di salvaguardia, in cui sono scritti  nero su bianco i tre step degli aumenti IVA, a partire dal  primo gennaio 2016  e degli aumenti delle accise sui carburanti, misure destinate a scattare automaticamente qualora lo Stato non realizzi i risparmi di bilancio e di spending review previsti. L’Ufficio Studi Confcommercio si è affrettato a fare due conti:  solo con gli aumenti Iva, nel triennio 2016-2018 si avranno complessivamente 65 miliardi in meno di consumi da parte delle famiglie, mentre la crescita dei prezzi nel 2018 rispetto al 2015 sarà del 2,5%.
“La manovra proposta dal governo Renzi è stata annunciata come orientata alla riduzione della pressione fiscale – commenta il presidente Rebecca – ma nasconde, invece, l’incubo dell’aumento dell’imposizione indiretta. Se scattasse la salvaguardia le aliquote Iva salirebbero a livelli molto elevati e i contraccolpi sui consumi risulterebbero devastanti, con ripercussioni su famiglie e imprese. La responsabilità del Governo di tenere i conti in ordine e di rispettare gli obiettivi di bilancio è, quindi, altissima. Per questo ci si augurava più coraggio nell’insistere con i tagli alla spesa pubblica, l’unica via certa per recuperare risorse”.
“E’ evidente che questo meccanismo porta la nostra preoccupazione al massimo - conclude Rebecca – anche perché il recente passato dimostra che quando in una manovra di Governo è stata inserita la clausola di salvaguardia, ad essa si è spesso fatto ricorso. Ma gli aumenti di Iva e accise vanno evitati ad ogni costo. L’incubo di nuove tasse non può che spingere Confcommercio a fare di tutto perché le eventuali risorse aggiuntive si cerchino altrove e chiedendo ulteriori, impossibili sacrifici a famiglie e imprese”.              






Condividi

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su LinkedIn Invia questa pagina ad un amico
BANDO
BANDO
NEWS IMPRESENEWS IMPRESE
Vedi tutte >
CERCHI UN RISTORANTE?

Bar - Pizzerie - Locali da ballo

CERCHI UN HOTEL?