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Un'immagine della conferezna stampa di presentazione del "manifesto"
Un'immagine della conferezna stampa di presentazione del "manifesto"
venerdì 20 marzo 2015

CONFCOMMERCIO VENETO LANCIA IL SUO MANIFESTO PER LE ELEZIONI REGIONALI

Il Veneto delle opportunità: un Nuovo Turismo e un Nuovo Commercio, attraverso l'innovazione diffusa, per riprendere la strada della crescita

fonte: Confcommercio Veneto

“Le riforme fin qui pensate a livello nazionale- sostiene il Presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon-  non sono sufficienti  a far ripartire mercati ed economia. Ci vuole uno sforzo collettivo di imprese e lavoratori  e una politica più lungimirante. Il Veneto  saprà fare  la sua parte se potrà contare su una politica regionale in grado di dare risposte e visioni rassicuranti di cui tutti, imprese e famiglie, hanno veramente bisogno.”
È il Veneto delle opportunità, quello che la Confcommercio regionale ha disegnato in un Manifesto preentato alla stampa venerdì 20 marzo e rivolto ai candidati Presidenti alle prossime elezioni regionali di maggio.
Dal turismo al commercio di borghi e città, attraverso l'innovazione diffusa e le reti, un Terziario di Mercato più forte ed efficiente, la legalità e la sicurezza ma anche una burocrazia meno oppressiva e costosa, una fiscalità locale sotto controllo, per un nuovo modello di sviluppo, il documento traccia minuziosamente le linee-guida per ripartire. Il Veneto è la prima regione turistica, la seconda per export, per tasso d’innovazione del sistema produttivo, la terza per numero di imprese e addetti nei servizi: si può tornare a correre. Le condizioni: meno tasse per famiglie e imprese, una burocrazia più leggera, più consumi e investimenti privati, meno spesa pubblica, più certezza del diritto e delle regole dei mercati e nella società, più capacità di innovare.

Per Confcommercio Veneto, è il turismo la risorsa centrale, per la sua capacità di attivare consumi, investimenti e reddito in molti settori. Il patrimonio storico-artistico, il cibo, il paesaggio non bastano più. Alla Regione, Confcommercio Veneto chiede di concepirlo come settore allargato che sappia andare ben oltre il sistema delle ricettività, dove pubblico e privato lavorano in sinergia; di rinnovare gli strumenti della promozione come Veneto Promozione; di sostenere l’innovazione e la formazione di nuove figure manageriali in grado di far dialogare la parte imprenditoriale con quella politico-istituzionale-amministrativa. Ma anche di rivedere l’impianto dell’imposta di soggiorno o altrimenti di sopprimerla.

Il Veneto è, anche, la seconda regione per dotazione di grande distribuzione. Le scelte del passato ci hanno consegnato più di 4 punti vendita della grande distribuzione ogni 10.000 abitanti, una dotazione superiore a quella di Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Campania e, naturalmente, della media Italiana che è di 3,4 punti vendita per 10.000 abitanti. Ancora più rilevante è la dimensione delle superfici della GDO veneta: quasi 5000 mq. per 10.000 abitanti, contro una media italiana pari a poco più di 3000 mq e superiore sia a quella della Lombardia (3700 mq.) che dell’ Emilia Romagna (3400 mq.). Siamo di fronte a una forte periferizzazione del commercio (l’80,3% dei Super e degli Iper mercati e l’84,4% delle grandi strutture specializzate si colloca al di fuori dei capoluoghi provinciali).Ma nei prossimi 5-10 anni il commercio subirà  trasformazioni radicali , come quelle che hanno portato ai Centri Commerciali e agli ipermercati per venire incontro a un nuovo consumatore che avanza e che va verso nuovi comportamenti di consumo (shopping experience), nella cui sfera rientrano anche implicazioni sociali che attengono all’entertainment, alla gratificazione, alla cultura. Nasce un nuovo commercio : il Commercio Slow, con lo spostamento del baricentro degli acquisti nelle città, ma anche  con le vendite on-line, i social network.
Confcommercio Veneto chiede alla Regione di “cavalcare” questa “mutazione”, sostenendo ancor di più i “distretti del commercio” e contemporaneamente fissando a zero il tasso di nuovo consumo di suolo. “Ricordo che solo qualche giorno fa la Regione ha approvato una variante alla Legge 11 in tema di paesaggio e tutela del territorio che introduce delle deroghe nelle procedure urbanistiche per strutture commerciali fino a 1.500 metri quadrati, sganciandole dal quadro pianificatorio generale dei Comuni – ricorda il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon - gettando in parte al vento quanto era stato fatto, dal punto di vista normativo, per la tutela del territorio, del paesaggio e, non ultimo, del commercio. Questo non dovrà più accadere”. 

L’innovazione è un altro punto focale del Manifesto di Confcommercio Veneto. Che aspira allo sviluppo di nuova collaborazione tra terziario, università e ricerca attraverso un sostegno adeguato agli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione per valorizzare a dare spazio e voce a giovani talenti, sostegno allo sviluppo di relazioni collaborative orizzontali e verticali e dei fenomeni aggregativi tra imprese (reti di impresa),  sviluppo di nuove capacità manageriali all’interno delle imprese. A cominciare dal nuovo programma di aiuti europei , il POR, che nella versione approvata in estate dal Consiglio Regionale ricalca pedissequamente le linee di un modello di sviluppo dell’economia perdente, in quanto ancora basato solo sull’industria manifatturiera. “Il Terziario di Mercato- precisa il Presidente Massimo Zanon-  ha sete di innovazione per ritrovare una competitività perdura  e chiede strumenti adeguati e fruibili, con linee di sostegno dedicate sia per gli investimenti delle imprese (Veneto Sviluppo) che per sostenerle con maggiori capacità di accedere al credito (Consorzi Fidi).”
 
In tema fiscale, i gettiti più importanti per le Regioni sono l’Irap (che pesa il 26% sul totale delle entrate) e le tasse automobilistiche (quasi il 5% del totale), mentre la più consistente fonte di entrata è rappresentata dall’Iva, che costituisce da sola il 47% delle entrate complessive. IVA e IRPEF poi rappresentano anche per i comuni un’incidenza significativa delle entrate (quasi il 40% in media). Imposte tutte dipendenti dalla capacità economica che un territorio ha di generare e distribuire ricchezza. “Ecco perché- dice ancora Massimo Zanon- compromettere la “salute” di un mercato territoriale con politiche impositive e tariffarie pesanti per famiglie e imprese impoverisce tutti, anche gli enti locali”. Confcommercio Veneto chiede di  prevedere il costante monitoraggio della pressione fiscale complessiva (erariale e locale) per giungere a una “camera di concertazione permanente” tra le associazioni di rappresentanza e gli Enti locali; di avviare forme di fiscalità di vantaggio intervenendo ad esempio su IMU (individuando aliquote di favore per le unità non abitative destinate alle attività produttive e prevedendo agevolazioni per i proprietari di tali immobili che accordino riduzioni dei canoni di locazione), su TASI (azzerando o applicando al minimo l'aliquota sugli immobili strumentali), su TARI (superando o smorzando i vincoli del DPR 158/199 con il cosiddetto “metodo normalizzato” che ha avuto conseguenze drammatiche per le attività del commercio e del turismo e dei servizi), su TOSAP/COSAP (riducendone gli oneri).

Se la burocrazia è ‘una brutta bestia’, Confcommercio Veneto invoca, senza aggravio di costi, il rilancio della Commissione Regionale per la Semplificazione e richiede alla nuova amministrazione regionale il coraggio di osare : non tanto riducendo il personale pubblico ( il Veneto da questo punto di vista è insieme alla Lombardia la regione più virtuosa), quanto introducendo nei processi organizzativi del lavoro maggior dinamismo, ed elementi di mobilità si atemporale che spaziali. Mentre sul fronte dei controlli chiede una regia unica su quelli di competenza locale, ovvero un’agenzia regionale del controllo ispettivo

Anche sul versante della legalità e della sicurezza il Manifesto di Confcommercio Veneto  interviene invocando un piano eccezionale per la gestione dell’immigrazione in regione in grado di ricostituire condizioni di “sicurezza sociale” indispensabili per rendere appetibili investimenti stranieri nell’economia e, soprattutto, per non compromettere lo sviluppo del turismo internazionale nella regione più turistica d’Italia. ” Ma nel contempo – conclude Massimo Zanon, chiediamo con forza maggiori certezze sul rispetto delle regole di mercato da parte di tutti gli attori, profit e non profit, imprese e non imprese, per ridare certezza del diritto e delle regole , condizioni base per una democrazia compiuta e presupposto fondamentale per disegnare un futuro migliore per imprese e cittadini del Veneto”. 

Il Manifesto presentato da Confcommercio Veneto può essere scaricato dal link a fondo pagina.

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