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LA NUOVA ISEE DANNEGGIA LE FAMIGLIE CON DISABILI

Tre sentenze del Tar hanno annullato alcune disposizioni, ma il Ministero ha fatto ricorso ed ora questi nuclei familiari si trovano in una situazione di stallo

martedì 09 giugno 2015
Fonte: 50&PIU' nazionale

Le nuove regole dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), sono  entrate in vigore da gennaio  scorso (decreto n. 159/2013). Importanti per l’accesso del nucleo familiare alle  prestazioni sociali con persone disabili, già in pochi mesi tre sentenze del TAR del Lazio (Tribunale amministrativo regionale) hanno annullato  alcune  disposizioni.
Per comprendere cosa è stato cambiato con tali sentenze va chiarito subito che, nell’attuale calcolo del nuovo ISEE, non sono cambiate le formule, ma i rilievi del TAR sono riferiti alle  voci di reddito e alle spese da considerare.

La situazione reddituale, spese e franchigie
Tra le voci di “reddito” da considerare, diversamente dal passato, la  nuova  disciplina ha incluso  anche i “trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche”; tra le “spese e franchigie” da sottrarre al reddito, a differenza del passato, ha previsto le seguenti franchigie nel caso del nucleo familiare facciano parte:

  • persone con disabilità media, per ciascuna di esse, una franchigia pari a 4.000 euro, incrementate a 5.500 se minorenni;
  • persone con disabilità grave, per ciascuna di esse, una franchigia pari a 5.500 euro, incrementate a 7.500 se minorenni;
  • persone non autosufficienti, per ciascuna di esse, una franchigia pari a 7.000 euro, incrementate a 9.500 se minorenni.


Il TAR invece, relativamente al “reddito” da considerare, ha  ritenuto di annullare tali voci che non vanno più incluse.
Per quanto riguarda le franchigie da 4 mila a 9 mila e 500 euro in base al tipo di disabilità (media, grave, non autosufficiente) e all’età (minorenne o meno), ha rilevato la “disparità” ma non ha stabilito (e non poteva farlo) se si devono applicare a tutti i disabili, sia ai maggiorenni e sia ai minorenni, le misure inferiori o superiori delle franchigie: ciò spetta al legislatore.
Il risultato è  lo stallo del nuovo regolamento ISEE, almeno per i nuclei familiari con  disabili. Per rimuovere tale blocco è necessario un intervento normativo che recepisca le osservazioni dei giudici o  le superi modificando detto nuovo regolamento.
Non c’è stato finora alcun intervento nemmeno a livello di istruzioni amministrative, con il danno  di lasciare abbandonati a se stessi  i cittadini ed i Caf che operano per loro.
Il Ministero  preposto inoltre  ha  impugnato  le sentenze del TAR, appellandosi al  Consiglio di Stato e  c’è da aspettarsi nuovi  sviluppi.
Ma l’aspetto peggiore è il rischio che corrono le famiglie di restare fuori da provvidenze, prestazioni e servizi.


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