CONFCOMMERCIO online
giovedì 26 novembre 2015

NEL "FORNO DI QUALITA" IL PANE FRESCO E GENUINO E' GARANTITO

Operativo il nuovo marchio regionale. Il presidente dei panificatori Confcommercio Alberto Morato: "Iter complesso, ma sarà utile per sensibilizzare i consumatori"

Il consumatore attento alla qualità del pane che acquista ha uno strumento in più per poter identificare i prodotti freschi e genuini: scegliere i panifici che, prossimamente, esporranno il marchio veneto “Forno di Qualità”. Da alcuni giorni infatti, la Regione ha pubblicato sul suo bollettino ufficiale la modulistica che permette agli operatori della panificazione (circa 300 in provincia) di ottenere questo riconoscimento, introdotto nel 2013 ed ora, operativo. “E’ lo step finale di un percorso iniziato molti anni fa e sostenuto da tante nostre battaglie per la tutela e la valorizzazione del pane fresco – afferma Alberto Morato, presidente dell’Associazione provinciale panificatori della Confcommercio -. Anche se la norma prevede un iter perfettibile e l’adesione è comunque volontaria, aver definito un marchio di questo tipo permette di stanare chi non è corretto nella comunicazione del prodotto e vende per fresco tipologie che invece hanno ben altri metodi di lavorazione, se non addirittura  provengono  dai Paesi dell’Est”.
Non a caso, dunque, Confcommercio Vicenza ha messo immediatamente a disposizione dei panificatori vicentini i propri uffici, al fine di seguire le procedure per la presentazione della domanda di autorizzazione all’utilizzo del marchio “Forno di Qualità”, istituito dalla Regione Veneto. I requisiti per fregiarsi di questa certificazione, che viene rilasciata dopo un iter di almeno 3 mesi, sono numerosi e complessi. Tra questi, il fatto che il titolare o il collaboratore familiare possano vantare un’esperienza di almeno 5 anni nel settore,  l’utilizzo di un processo produttivo a “impasto diretto” (dunque senza alcun tipo di sostanze miglioranti o additivi chimici) e il fatto che l’intera lavorazione avvenga in panificio. “I vicentini che si rivolgono al loro fornaio di fiducia sotto casa possono stare tranquilli – conclude il presidente Alberto Morato –, in quanto la stragrande maggioranza rispetta in pieno queste condizioni, anche se ci vorrà del tempo perché il marchio si diffonda. Il senso della normativa, comunque, al di là dei “distintivi”, è quello di invitare i consumatori ad approfondire come viene prodotto il pane che mangiano e da doveproviene. Anche solo un po’ di attenzione in più sull’etichetta permetterebbe, infatti di individuare quelle attività che si limitano semplicemente a completare il ciclo di cottura di basi precotte, eventualmente surgelate, spesso provenienti da Paesi dove conta solo il prezzo, e con l’utilizzo di lieviti, farine ed eventuali condimenti di scarsa qualità”.


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