CONFCOMMERCIO online
mercoledì 05 aprile 2017

I PUBBLICI ESERCIZI DI VICENZA: "NO AGLI AUMENTI DELLA COSAP"

L'assemblea degli operatori della Fipe-Confcommercio respinge la proposta del Comune. Le tariffe di Vicenza sono già più care della "turistica" Verona

I titolari dei pubblici esercizi di Vicenza non ci stanno e chiedono all’Amministrazione Comunale di non aumentare la Cosap, vale a dire il canone sui plateatici. E’ questa la sintesi di quanto emerso ieri pomeriggio dall’assemblea, svoltasi nella sede della Confcommercio di Vicenza e convocata dalla Fipe, la Federazione che riunisce a livello cittadino e provinciale gli operatori del settore. I toni sono pacati – considerato l’apertura dell’assessore Filippo Zanetti alla concertazione - ma irremovibili, come sintetizza il Direttore della Confcommercio Ernesto Boschiero: “Conti alla mano le attività situate tra piazza Biade, piazza dei Signori e piazzetta Palladio, dove si concentrano tanti locali, pagherebbero ben il 35% in più di ciò che versano attualmente e quelle nelle altre vie e piazze del centro storico subirebbero un rincaro del 7%. Un aumento che riteniamo ingiustificato in questo contesto  economico – continua Boschiero -. Il turn over nelle gestioni di tanti locali della zona è infatti lì a dimostrare la “vulnerabilità” di queste imprese: incrementare la Cosap, e quindi aggravare il carico tributario, potrebbe mettere a rischio la loro sopravvivenza”. Insomma, sostiene la Confcommercio di Vicenza, i locali in centro stanno rifiorendo grazie ai plateatici, così come la città è del resto molto più viva di un tempo, ma gli equilibri economici sono ancora troppo fragili, e qualsiasi aumento dei costi di gestione può mandare “gambe all’aria” quanto si sta facendo per il rilancio, anche turistico di Vicenza.
Un concetto, questo, ribadito nei giorni scorsi dal presidente provinciale della Confcommercio Sergio Rebecca in una lettera spedita al sindaco Achille Variati e all’assessore Filippo Zanetti. Oltre a ritenere gli aumenti proposti “ingiustificati in una congiuntura decisamente sfavorevole”, il presidente Rebecca sottolinea come “le nuove tariffe non sembrano in linea con le altre città turistiche”. Da un calcolo effettuato dagli uffici dell’Associazione, infatti, risulta che le attività situate nelle piazze più centrali (Biade, Signori, Palladio), pagherebbero, con l’ipotizzato aumento del canone, ben il 96% in più rispetto ad un collega con il plateatico nella zona più centrale di Verona e il 102% in più rispetto alle attività di Treviso.

Considerevoli anche le differenze per chi ha locali in tutte le altre vie del centro storico, che pagherebbero mediamente il 95% in più rispetto a Verona e il 167% in più rispetto a Treviso. Inoltre, già oggi i pubblici esercizi delle piazze più centrali di Vicenza corrispondono un importo per la Cosap superiore di circa il 45% rispetto a Verona e del 50% rispetto a Treviso. Situazione analoga nel resto del centro storico, dove gli importi oggi corrisposti per la Cosap possono essere anche superiori dell’80% rispetto a quelli di Verona.
“Difficile giustificare gli aumenti proposti dal Comune se già oggi gli operatori cittadini pagano un canone sui plateatici ben più alto di città a forte vocazione turistica - sottolinea il direttore Boschiero -. Capiamo che per un Comune far quadrare i bilanci sia sempre più difficile, tra tagli dei trasferimenti statali e il blocco dei tributi e delle addizionali, però non possiamo parlare di rilancio turistico della città, se poi si va a colpire una categoria strategica per l’accoglienza, che ha anche già molto investito proprio nelle strutture destinate a plateatico”.



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