CONFCOMMERCIO online
giovedì 26 ottobre 2017

CONFCOMMERCIO ASIAGO “BOCCIA” LA TASSA DI SOGGIORNO DEL COMUNE

Una lettera del locale mandamento al sindaco Roberto Rigoni Stern mette in evidenza i limiti della nuova imposta, a cominciare dalla mancata concertazione con gli albergatori

Il Mandamento Confcommercio di Asiago dice no alla tassa di soggiorno così come è stata istituita dal Comune. La richiesta, contenuta in una lettera inviata ieri al sindaco Roberto Rigoni Stern e firmata dal segretario mandamentale Enzo Benetti, è di rimetterne in discussione alcuni punti essenziali. “Introdurre una tassa di soggiorno che colpisce il settore dell’ospitalità senza una reale concertazione con i diretti interessati, vale a dire gli albergatori, è un passo falso, perché un confronto avrebbe sicuramente migliorato l’impianto dell’imposta – spiega Benetti -. E procedere da soli senza coinvolgere i Comuni contermini è un autogol, perché si rischia di penalizzare proprio le strutture site ad Asiago - che pagano “fior fiore” di tributi locali tanto per capirci -  rispetto a quelle, magari poste a qualche chilometro, che la tassa non la riscuotono dai turisti perché non è stata introdotta nel loro territorio”.

Confcommercio chiede insomma al Comune di mettere mano ad alcuni aspetti salienti dell’imposta di soggiorno. Primo fra tutti la destinazione: per l’Associazione di categoria l’intero gettito va destinato a manifestazioni di durata minima di 3 giorni e che generino almeno 1 o 2 pernottamenti nelle strutture ricettive, nonché alla predisposizione e diffusione di materiale informativo e promozionale del territorio. L’entità dell’imposta, poi, deve essere dimezzata per i gruppi di minimo 15 turisti, per evitare che i tour operator scelgano altre destinazioni rispetto ad Asiago. Confcommercio chiede inoltre di diminuire il numero massimo di pernottamenti da 15 a 5 oltre i quali la tassa non si applica, come è stato fatto da Cortina d’Ampezzo e da altre località turistiche montane. Anche sulle tariffe, poi, Confcommercio avanza una controproposta, chiedendo di prevedere un range che va dai 50 centesimi per gli alberghi 1 stella ai 2 euro per i 4 stelle e di diminuire significativamente la misura per i campeggi, dove la tassa rischia di incidere considerevolmente rispetto alla tariffa giornaliera applicata.

Un occhio di riguardo, poi, Confcommercio lo chiede in particolare per le famiglie, prevedendo l’esonero per i minori di 14 anni (e non 10 come indicato nella delibera istitutiva). Queste, in estrema sintesi, le principali modifiche richieste, condivise dall’Associazione in un incontro tenutosi nei giorni scorsi con gli albergatori: “Siamo pronti a sederci al tavolo con il Comune di Asiago – conclude il segretario mandamentale Enzo Benetti -, purché ci sia la volontà di una revisione sostanziale della delibera istitutiva della tassa di soggiorno. Nessuno nega che più fondi a disposizione significhi anche più investimenti – continua Benetti -, ma se gli alberghi devono fare da “riscossori” delle tasse per il Comune è opportuno ricreare un clima di collaborazione e di condivisione delle scelte”.

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