CONFCOMMERCIO online
martedì 19 dicembre 2017

CHIUSURE FESTIVE: LA REGIONE RIAPRE LA BATTAGLIA

E intanto il Consiglio approva un emendamento che prevede l'accordo tra comuni limitrofi in caso di apertura di una nuova grande struttura di vendita

La Regione del Veneto non demorde e ripropone in maniera forte la battaglia per modificare in Italia la disciplina degli orari e delle giornate di apertura degli esercizi commerciali, che finora non ha portato alcun risultato tangibile. Lo ha annunciato  nei giorni scorsi l’assessore regionale allo sviluppo economico e al commercio Roberto Marcato che, insieme alla sua collega alle politiche sociali Manuela Lanzarin, ha fatto il punto sulla materia e sulle prossime iniziative che saranno portate avanti, in particolare la presentazione di un atto di impegno a porre in essere ogni utile attività all’approvazione della modifica della disciplina normativa degli orari di vendita, da sottoporre per la firma a tutti i candidati veneti alla carica di deputato e di senatore per la prossima legislatura. 

L’assessore Marcato ha detto che le aperture senza nessun criterio di ragionevolezza, anche in occasione delle prossime festività natalizie, stanno nuovamente suscitando polemiche e prese di posizione. La Regione del Veneto si era assunta l’onere di individuare strategie idonee a superare la delicata problematica della liberalizzazione degli orari di vendita e dei giorni di apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali, competenza di cui le Regioni sono state espropriate. “Per questo abbiamo dato vita ad un tavolo regionale, che abbiamo voluto chiamare in modo esplicito “etico” per la sua valenza sotto questo profilo, aperto a comitati, associazioni di categoria, parti sociali e con il coinvolgimento dei parlamentari veneti”. 

Infatti con il decreto legge n. 201/2011, il cosiddetto “Decreto Salva Italia” adottato in un momento di crisi profonda, è stata imposta la liberalizzazione anche per quanto riguarda gli orari di vendita e i giorni di apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali pensando di contribuire a rivitalizzare l’economia. “E’ dimostrato che non c’è stata nessuna ricaduta positiva dal punto di vista economico e commerciale dalle liberalizzazioni, che spalmano le stesse vendite su 7 giorni invece che su. Fortunatamente il Veneto sta dando timidi segnali di ripresa – ha detto Marcato - e il tasso di disoccupazione che è la metà di quello italiano lo conferma, ma il Decreto Salva Italia non è servito a nulla. Quello che non serve va cambiato e per questo come Regione del Veneto ci siamo rivolti ai parlamentari veneti al fine di sollecitare una rapida approvazione del disegno di legge statale di disciplina della materia relativa alle chiusure domenicali e festive degli esercizi commerciali, approvato il 25 settembre 2014 dalla Camera dei Deputati e attualmente ancora all’esame del Senato. L’iniziativa veneta è stata successivamente recepita dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Sulla necessità di limitare le aperture festive si sono espressi favorevolmente tutti gli schieramenti politici, ma l’iter legislativo in Parlamento non si è sbloccato. Riteniamo perciò doveroso che torni ad essere posto all’attenzione questo tema che è soprattutto etico-sociale perché mette a repentaglio la tranquillità della vita delle famiglie”. 

Anche l’assessore Lanzarin ha posto l’accento sulla valenza “etica, valoriale, umana della questione”. “Oggi – ha aggiunto - ci si interroga su quali politiche sociali debbano essere attuate, si parla di tenuta della famiglia, di come rilanciare questa istituzione ma assistiamo invece al contrario. In questo caso le festività, che sono i momenti più importanti della coesione familiare, vengono trascorse al lavoro. La famiglia deve essere il caposaldo delle nostre politiche e i giorni di festa diventano fondamentali dal punto di vista relazionale. Vanno quindi recuperati in questo senso, dando alle lavoratrici e ai lavoratori del commercio e alle loro famiglie tutte le opportunità di conciliazione dei tempi di lavoro e di vita”.  

L’assessore Marcato ha concluso ricordando che è già stata formulata la richiesta di riportare queste competenze in capo alle Regioni, in modo da poter modulare sul territorio le aperture ma avendo come punto fermo la fissazione di un numero di chiusure festive inderogabili.

Ha infine fatto rilevare che mentre a livello internazionale si sta registrando su questi temi un’inversione di tendenza, qui in Italia si continua ad investire nei grandi centri commerciali. A questo proposito, il Consiglio della Regione del Veneto, nel collegato alla legge di stabilità 2018, ha approvato un emendamento che obbligherà il comune che intende accogliere sul proprio territorio una nuova grande struttura di vendita a concordare questa decisione con i comuni limitrofi. La norma vale per le strutture sopra gli 8mila metri quadrati per i comuni capoluogo e 4mila per tutti gli altri.

Sulle grandi strutture, il plauso di Confcommercio Veneto

Sull'emendamento approvato in Regione che prevede l'insediamento di grandi strutture di vendita al di fuori dei centri storici solo con il consenso e la pianificazione di più comuni confinanti con quello interessato, Confcommercio Veneto esprime grande soddisfazione. “Il plauso, e il ringraziamento mio e di tutta la Confcommercio del Veneto alla Regione, dal presidente Zaia all’assessore regionale al Commercio Roberto Marcato, che sono stati nostri interlocutori attenti e sensibili in quella che consideriamo una battaglia di civiltà per il territorio e l’ambiente innanzitutto, e per l’equilibrio del tessuto economico-sociale – dichiara il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon - Con l’approvazione di questo emendamento si è scritta una pagina importante del futuro del Veneto”.





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