CONFCOMMERCIO online
lunedì 04 giugno 2018

NASCE IL GOVERNO M5S-LEGA

A giorni il neopremier Giuseppe Conte affronterà per la prima volta le Aule del Senato e della Camera per chiedere il voto di fiducia

Governo alla prova del Parlamento: salvo imprevisti, martedì e mercoledì il neopremier Giuseppe Conte dovrebbe affrontare per la prima volta le Aule del Senato e della Camera per chiedere il voto di fiducia. Se a Montecitorio il nuovo Esecutivo può contare su una maggioranza ampia con un totale di 352 deputati su 630 (222 del M5s, 124 della Lega e 6 del Misto), al Senato i margini sono più stretti anche se si sono andati rafforzando nel corso della lunga trattativa M5S-Lega: il numero dei senatori disposti a sostenere l'Esecutivo è salito a 171, dieci voti sopra la maggioranza assoluta. Nel corso delle ultime consultazioni, infatti, i parlamentari eletti all'estero e gli ex M5s hanno annunciato il voto favorevole alla fiducia: ai 109 senatori pentastellati e ai 58 della Lega si devono dunque aggiungere quattro del gruppo Misto. Ma il numero potrebbe ancora salire, visto che i rappresentanti delle Autonomie tengono aperta l'interlocuzione con Conte.

Il fronte pro-governo può contare anche sull'astensione dei 18 senatori e 32 deputati di Fratelli d'Italia mentre vedrà una eterogenea pattuglia di voti contrari: ad aver annunciato il no sono infatti Forza Italia, Pd e LeU che totalizzano 230 deputati alla Camera e 117 senatori a Palazzo Madama. Tornando al timing, le dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio dovrebbero essere rese al Senato martedì alle 12. A cavallo di pranzo, poi, il neopremier dovrebbe recarsi a Montecitorio per consegnare una copia del testo del suo intervento e far rientro a Palazzo Madama per seguire il dibattito che dovrebbe chiudersi, in serata, con il voto.
La mattina seguente la palla dovrebbe infine passare ai deputati.

 

Il presidente nazionale Carlo Sangalli su nuovo Governo: "Subito blocco Iva e conti pubblici in sicurezza"

"Facciamo innanzitutto al presidente Conte e a tutto il Governo gli auguri di buon lavoro. Dopo una crisi politico-istituzionale che ha prodotto fibrillazione nei mercati e grande preoccupazione per imprese e famiglie confidiamo che il nuovo Esecutivo lavori prioritariamente su due binari: consolidare il processo di riduzione del debito pubblico e di controllo del deficit per avere più margini di flessibilità in Europa e proseguire il percorso delle riforme economiche e sociali, iniziando dal blocco degli aumenti Iva che sarebbero un colpo mortale per i consumi": è quanto dichiara il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sull'insediamento del nuovo Governo.


Il presidente provinciale Sergio Rebecca: “Ora è il momento di lavorare per il Paese”

“Finalmente si è usciti da un periodo di grande confusione politica ed istituzionale e si giunge alla formazione di un Governo pienamente operativo, con una significativa maggioranza parlamentare. Ora è il momento di lavorare per il Paese, di abbandonare i tatticismi e di affrontare i veri problemi che stanno a cuore agli italiani e al mondo delle imprese.

Il primo pericolo da scongiurare è quello dell’aumento dell’Iva, che pende come una “spada di Damocle” sulla testa di tutti noi e che sarebbe un colpo molto duro per i consumi interni. E’ un tema essenziale per la crescita, ma anche per l’equità fiscale, che non può essere barattato con nessun’altra misura.

Tra le priorità dell’agenda politica, però, va messa anche la formulazione di una nuova legge elettorale, per non rivivere, quando si dovrà tornare alle urne, i giorni paradossali che sono seguiti al 4 marzo: il nostro Paese non può permetterselo.Bene la nomina della ministra vicentina Erika Stefani agli Affari Regionali, sia per la serietà del suo impegno politico, sia perché potrà favorire l’avanzamento del processo di autonomia regionale.

Non va dimenticato, infine, che il futuro del nostro Paese si gioca anche sulla capacità di sfruttare un formidabile booster economico come quello del Turismo: il Governo può fare molto per questo settore, sia per dare una migliore prospettiva di crescita al Sud Italia, sia per consolidare e ampliare le potenzialità di tutto il Paese e di una regione leader come il Veneto”.

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