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Il palazzo di Montecitorio, sede della Camera dei Deputati
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venerdì 07 settembre 2018

NEGOZI: ALLA CAMERA LA PROPOSTA DI LEGGE PER LO STOP ALLE APERTURE DOMENICALI

Sarà discussa in commissione Attività Produttive. Confcommercio: "Sì al dialogo per una regolamentazione sobria"

fonte: Confcommercio nazionale

In commissione attività produttive è stata incardinata la proposta di legge, a prima firma della leghista Barbara Saltamartini, che disciplina gli orari degli esercizi e limita le aperture nei giorni festivi alle sole domeniche del mese di dicembre oltre ad altre quattro domeniche o festività durante l'anno. Il disegno di legge, composto di due soli articoli, di fatto abroga i due articoli che hanno liberalizzato le aperture dei negozi e in particolare l'articolo 31 del cosiddetto "Salva Italia" varato dal governo Monti, che aveva introdotto su questo fronte la massima autonomia da parte degli esercizi.

La norma attualmente in vigore prevede infatti che "le attività commerciali (..) e somministrazione di alimenti e bevande sono svolte senza il rispetto di orari di apertura e di chiusura, dell'obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell'esercizio". Il nuovo testo reintroduce la chiusura domenicale obbligatoria e affida a comuni e regioni il compito di determinare il nuovo quadro delle regole, fissando un massimo di circa otto aperture straordinarie. "Le regioni, d'intesa con gli enti locali - spiega il ddl  - adottano un piano per la regolazione degli orari di apertura e di chiusura degli esercizi commerciali di cui al comma 1 che prevede l'obbligo della chiusura domenicale e festiva dell'esercizio". "Nel  piano  adottato  ai  sensi  del comma 4 - si aggiunge - sono individuati i giorni e le zone del territorio nei quali gli esercenti possono derogare  all'obbligo  di  chiusura  domenicale  e  festiva.  Tali  giorni  comprendono  le domeniche  del  mese  di  dicembre,  nonché ulteriori quattro domeniche o festività nel corso degli altri mesi dell'anno. "Le liberalizzazioni introdotte dal Governo Monti nel Decreto 'Salva Italia' non hanno prodotto gli effetti sperati. Occorre dunque una rivisitazione della normativa che da una parte non penalizzi il commercio, in particolare quello di prossimità e le botteghe storiche e, dall'altra, restituisca ai cittadini e alle famiglie una dimensione socio-economica più a misura d'uomo, riscoprendo il gusto e il valore della domenica e delle festività", dichiara Giorgia Andreuzza, capogruppo della Lega in Commissione Attività Produttive della Camera. "Con il relatore, Andrea Dara, predisporremo un fitto calendario di audizioni. Ciò per consentire il più ampio dialogo possibile e, di conseguenza, dare al provvedimento tutta la flessibilità necessaria in vista di deroghe, come per esempio nel caso delle città d'arte e turistiche".

Confcommercio nazionale: "sì al dialogo per una regolamentazione sobria"

"E' importante che si sia avviato l'esame parlamentare dei disegni di legge in materia di regolazione delle aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali. Confcommercio auspica che ci sia una fase di dialogo e di ascolto per affrontare il tema nel merito evitando gli errori del passato con l'obiettivo di tenere insieme le esigenze di servizio dei consumatori, la libertà delle scelte imprenditoriali e la giusta tutela della qualità di vita di chi opera nel mondo della distribuzione commerciale": questo il commento di Confcommercio-Imprese per l'Italia alla proposta  sulle aperture domenicali.

Zanon, Confcommercio Veneto: “Sulle aperture festive serve una mediazione”

"Un contenimento del numero di negozi aperti nei giorni festivi, oltre che per quella del personale, rappresenta la via maestra per la tutela del piccolo commercio, che continua a essere un valore anche sociale". Così il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon sulle dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Economico e vicepremier, Luigi Di  Maio, riguardanti lo stop alle aperture festive.
“Il Veneto chiedeva 20-24 aperture su 54 festività, escludendo dalle aperture le date più importanti del calendario – ricorda Zanon - Credo  si possa senz'altro arrivare a una mediazione che possa soddisfare imprese, lavoratori e  cittadini, considerato anche i rischi a livello occupazionale, una mediazione che va condivisa a livello territoriale. Va tenuto conto, per inciso, che un giorno di chiusura festiva rappresenta per le imprese un risparmio in termini di costi fissi e di straordinari”.
“Bisogna a questo proposito trovare un equilibrio distinguendo i centri storici ad alta densità turistica da quelle zone che non hanno una vocazione di questo tipo”, conclude il presidente di Confcommercio Veneto. 

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