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mercoledì 04 settembre 2019

CREDITO DI IMPOSTA PER CHI VENDE GIORNALI RIVISTE E PERIODICI

Per beneficiare della Tax credit edicole la domanda va presentata entro il 30 settembre 2019

Per il 2019 e 2020 la Legge di Stabilità 2019 ha stabilito che gli esercenti di attività commerciali operanti nella vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici beneficino di un credito d’imposta. Recentemente, con uno specifico DPCM sono state emanate le disposizioni applicative, con  le modalità per presentare la domanda.

Il credito di imposta spetta ai soggetti che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici (Ateco 47.62.10), ma anche ai punti vendita “non esclusivi” (bar, generi di monopolio, rivendite carburante, strutture non specialistiche, libri) a condizione che l’attività rappresenti l’unico punto vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici nel comune di riferimento.

Il credito di imposta è parametrato agli importi pagati dal titolare per  IMU, TASI, COSAP (occupazione suolo pubblico) TARI (tassa rifiuti), spese per locazione al netto di IVA (esclusivamente se unico punto vendita esclusivo nel territorio). Per  i punti vendita “non esclusivi” il credito d’imposta va parametrato alla sola vendita di giornali, riviste e periodici.

Il credito d’imposta è stabilito nella misura massima di €.2.000 per ciascun esercente.

La domanda di accesso al beneficio va presentata entro il 30 settembre 2019, esclusivamente in via telematica, con un’apposita procedura disponibile nell'area riservata del portale impresainungiorno.gov.it.

Alla domanda va allegata dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per ognuna delle voci di spesa sopra citate, dichiarazione de minimis, oltre a dichiarazione rilasciata dal Comune sede di attività attestante inesistenza di altri punti vendita nel territorio (per le spese di locazione). 

Entro il 31 dicembre 2019 il Dipartimento redigerà la graduatoria delle attività ammesse al beneficio. Qualora la somma degli importi delle domande presentate annualmente andasse a superare le risorse disponibili (13 milioni per il 2019 e 17 milioni per il 2020), il Dipartimento procederà con il riparto proporzionale fra tutti gli aventi diritto.

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