CONFCOMMERCIO online
martedì 22 ottobre 2019

LA CRESCITA SOSTENIBILE INIZIA DAI TRASPORTI

Alla due giorni del Forum Conftrasporto di Cernobbio, presentato il Rapporto dell‘Ufficio Studi Confcommercio sui trasporti e la sostenibilità

fonte: Confcommercio Nazionale

La due giorni del Forum Conftrasporto si è aperta con la conferenza stampa di presentazione del Rapporto dell ‘Ufficio Studi Confcommercio sui trasporti e la sostenibilità. Il fisco penalizza i camion più puliti: un Tir Euro6 versa il triplo di ciò che dovrebbe sull’inquinamento prodotto, circa 7000 euro in più all’anno. Una fiscalità più ragionevole incrementerebbe l’acquisto di mezzi più green. E comunque, si evidenzia nel rapporto, l’Italia dei trasporti fa meglio della media europea per la riduzione degli inquinanti. Nel settore trasporti i veicoli pesanti riducono le emissioni dal 1990 al 2017 del 30%. La quota sul totale è 4,6%, sotto la media eurozona.

“Per una buona tassazione ambientale bisogna abbandonare la mitologia”. Al crescere dell’1% del PIL le emissioni crescono solo dello 0,3%. Al crescere della terziarizzazione le emissioni si riducono. A parità di altre condizioni, la legislazione ambientale riduce le emissioni in modo significativo. Infine il rapporto dell’Ufficio Studi ha analizzato il quadro macroeconomico rivedendo al ribasso le stime del Pil: nel 2019 la crescita sarà limitata a +0,1% contro il rialzo dello 0,3% previsto lo scorso marzo. L'economia italiana sarà rallentata anche nel 2020, con una crescita prevista dello 0,3%, a fronte del dato più ottimistico diffuso a marzo (+0,5%). In controtendenza l'andamento dei consumi, previsti in rialzo dell0 0,4%, contro il +0,3% annunciato in marzo e gli investimenti. Questi ultimi saliranno a fine anno del 2,3%, ossia il 2% in più delle stime diffuse nel primo trimestre dell'anno.

Sangalli: "Trasporti e logistica penalizzati da troppa burocrazia"

"Oggi - ha detto Sangalli - stiamo vivendo una fase di stagnazione della nostra economia e il 2020 sarà ancora un anno molto difficile". Sangalli ha riconosciuto al governo di "aver concentrato le poche risorse disponibili e gli stretti margini di flessibilità sull’obiettivo fondamentale di disinnescare gli aumenti dell’Iva. Ma occorre rafforzare le azioni per la crescita: anzitutto mobilitando decine di miliardi di risorse disponibili (europee e nazionali) e trasformando così capitoli di bilancio in cantieri aperti ed in opere utili e realizzate in tempi ragionevoli”. Quanto ai pagamenti elettronici, il presidente di Confcommercio riconosce che sia giusto incentivarli “senza però penalizzare il legittimo ricorso al contante. E meriterebbe un approfondimento il suggerimento del Presidente dell’ABI, Patuelli, circa un’armonizzazione europea dei tetti di circolazione del contante. Il miglior incentivo alla diffusione della moneta elettronica resta comunque la riduzione di costi e commissioni”. E su questo Sangalli chiede chiarezza nella prossima legge di bilancio, “perché ad oggi sono certe le sanzioni per la mancata dotazione del Pos, ma non vi è nulla di definito circa la riduzione dei costi e delle commissioni a carico tanto dei consumatori quanto delle imprese”. “Il nostro Ufficio Studi prevede per il prossimo anno Pil e consumi a +0,3%, frutto di una revisione al ribasso di stime precedenti già per nulla ottimistiche. Previsioni che non si discostano molto da quelle di altri enti e organismi nazionali e internazionali. Il potenziale riacutizzarsi del protezionismo condiziona negativamente lo scenario internazionale. Al di là dell’incremento delle restrizioni agli scambi, il clima di incertezza generato dalla minaccia di ritorsioni riduce la crescita del commercio mondiale, già molto esigua per l’anno in corso e solo in leggera ripresa nel 2020. Le maggiori preoccupazioni per il nostro Paese vengono, però, dal versante interno che sconta le conseguenze della prolungata assenza di crescita, a causa dei deficit strutturali che frenano la competitività del Paese, intrappolandone le migliori energie. Tornare subito a crescere è, dunque, una strada obbligata”. E per tornare a crescere è necessario partire dai trasporti e dalla logistica “che rappresentano una grande opportunità per il rilancio dell’Italia ma che sono penalizzati dall’eccesso di burocrazia e fiscalità che ancora oggi bloccano troppi cantieri. Basti pensare che lo sblocco delle opere infrastrutturali porterebbe un incremento di Pil del 2,5% e la creazione di 300mila posti di lavoro. Anche perché l’anno scorso oltre la metà degli stanziamenti approvati non è stata spesa”.

“In ogni caso - ha detto Sangalli -  la vera scommessa, anche nei trasporti, riguarda il nostro ruolo nel Mediterraneo e in Europa. Perché, nonostante la centralità del nostro Paese nell’area mediterranea, rischiamo di rimanere fuori dalle principali rotte di merci che sono sempre più attratte non solo dai tradizionali scali nord europei ma anche dalla crescente aggressività e competitività degli altri porti del “Mare Nostrum”. E i traffici stradali con l’Europa non godono di miglior salute. Infatti, le politiche di contingentamento ai valichi alpini adottate unilateralmente e senza valide alternative, come i provvedimenti austriaci di limitazione alla circolazione dei mezzi pesanti al Brennero, rischiano di isolarci ancor di più. Occorre, dunque, una strategia integrata europea per il completamento del disegno delle reti prioritarie di trasporto e per un’accessibilità più sostenibile in termini ambientali, economici e sociali. E qui non esistono ricette miracolose o scorciatoie.  Le parole d’ordine sono connessioni e intermodalità”. Sangalli ha infine osservato che il “bistrattato” trasporto su gomma ha sensibilmente migliorato le proprie prestazioni in campo ambientale.  Un impegno per la sostenibilità che coinvolge a pieno titolo anche la filiera marittimo-portuale e l’economia del mare. C’è bisogno di accrescere la competitività delle imprese del settore, per contrastare la concorrenza sleale dall’estero, per garantire adeguate misure di sostegno anche per il rinnovo del parco circolante e delle flotte, velocizzando e ottimizzando, così, il flusso delle merci e dei passeggeri. Insomma, c’è bisogno di un sistema dei trasporti efficace ed efficiente, più sicuro e più sostenibile, per un Paese più accessibile e pienamente integrato con i corridoi logistici europei”.

Uggè: "Chi meno inquina più paga"

"Oggi chi meno inquina più paga, questa è una ingiustizia che deve essere affrontata è superata, comprendendo i problemi che ha il settore. Come ha fatto la ministra Bellanova, che è andata dagli agricoltori, si è fatta spiegare e ha preso una posizione molto dura all'interno del governo. Noi vorremmo la medesima cosa. Non si deve penalizzare il settore solo per fare cassa, un settore tra l'altro che investe e ha ridotto negli anni le emissioni".

A dirlo è il vicepresidente di Conftrasporto, Paolo Uggè, nel corso della conferenza stampa di apertura del Forum. La decisione del governo di abbattere la compensazione dell'Iva sull'accisa per i veicoli pesanti euro 3 e euro 4 "non ha alcun senso", ha sottolineato. "Da una parte si tolgono 350/360 milioni alle imprese di autotrasporto, che devono confrontarsi con la concorrenza di operatori di altri Paesi europei, soprattutto dell'est, e dall'altra non si colpiscono settori che inquinano di più - ha proseguito Uggè - Se si raddoppiassero i veicoli euro 6, l'impatto sull'inquinamento sarebbe vicino a quota zero. La strada giusta non è quella di tassare di più, penalizzando chi ha investito di più per ridurre le emissioni, ma quella di cambiare il sistema e incentivare il rinnovo del parco circolante, che darebbe meno inquinamento e più sicurezza sulle strade". 

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