CONFCOMMERCIO online
martedì 26 maggio 2009

PER LE CONSULTE DEL TERZIARIO
IL SISTEMA FINORA REGGE

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
Confrontarsi per analizzare meglio, con più elementi e più punti di vista a disposizione, la situazione economica che le imprese stanno vivendo all’interno del loro specifico settore. Scambiarsi opinioni, ma anche indicazioni su come affrontare molti problemi comuni, quali ad esempio il rapporto con il credito o la necessità di rivedere le proprie strategie commerciali o di marketing. Le Consulte del Commercio, del Turismo e dei Servizi, istituite solo alcune settimane fa dall’Ascom - Confcommercio di Vicenza, hanno cominciato ad operare e già si nota come questi strumenti di dialogo tra imprese siano utili per monitorare l’andamento dell’economia locale, capire gli orientamenti delle imprese, proporre azioni di sostegno o correttive sulla base delle esigenze di ogni comparto.
Ciò che è immediatamente emerso dalle varie riunioni, che hanno coinvolto decine di imprese del commercio all’ingrosso e al dettaglio di alimenti, prodotti per la casa e per la persona, turismo (alberghi, bar, ristoranti), servizi (dalle agenzia pubblicitarie alle immobiliari) è una tendenza generalizzata al calo del fatturato, con una conseguente maggiore richiesta ai fornitori di sconti e dilazioni di pagamento. Ciò nonostante però, le imprese del terziario di mercato, che si trovano nella necessità di far quadrare i conti, non intendono diminuire i livelli occupazionali. I collaboratori sono, infatti, considerati dei punti di forza sul fronte della professionalità e della qualità del servizio e quindi, malgrado le attuali difficoltà, non si intende, al momento, intervenire sul personale.
Quali allora gli “antidoti” da mettere in campo per fronteggiare la crisi? Ogni Consulta, al proprio interno, ha dibattuto proprio su questo argomento, perché è chiaro che non ci si può limitare a prendere atto di un’economia che non gira, ma che è quanto meno opportuno individuare anche azioni concrete per sostenere le vendite.
Le aziende che hanno partecipato alle Consulte hanno individuato nel rafforzamento dell’attività promozionale (non solo pubblicità, ma anche scontistica, azioni di fidelizzazione della clientela, marketing su Internet) un volano per la ripresa. I risultati di questa attività spesso non sono immediati, ma nel frattempo si cerca di fronteggiare la situazione anche con il supporto dei fornitori: nessuno vuole rinunciare alla qualità dei prodotti, considerato un elemento imprescindibile, e pertanto le aziende puntano ad accordi che prevedono sconti da “girare”, nella maggior parte dei casi, direttamente al cliente e una maggiore elasticità sui tempi di pagamento delle forniture.
Dove invece tutte le Consulte hanno evidenziato forti criticità è nel rapporto con il sistema creditizio, soprattutto con le grandi banche, più rigide rispetto a quelle realtà fortemente radicate sul territorio. Nel corso delle varie riunioni sono emerse difficoltà a concedere finanziamenti e un continuo ed eccessivo aumento delle condizioni, che impegnano le imprese in estenuanti trattative e rinegoziazioni.
“In questa prima “tornata” di riunioni – è il commento del presidente della Confcommercio di Vicenza Sergio Rebecca – è emerso un fatto positivo, vale a dire che, al di là della situazione congiunturale che stiamo purtroppo vivendo, c’è nelle imprese vicentine del commercio, turismo e servizi la volontà di reagire alla crisi. Una reazione che è però ragionata: gli imprenditori rimettono in gioco le proprio convinzioni, ma senza rinunciare a ciò che ha costituito negli anni la forza del Terziario, vale a dire la ricerca della qualità, il miglioramento del servizio al cliente, la grande unità interna delle aziende che si basa su una profonda condivisione tra titolari e collaboratori. Certo, - prosegue Rebecca – ci sono elementi esterni che aggravano la già difficile situazione in atto, come la stretta creditizia, ed è proprio su questi ed altri fattori competitivi e di sistema, che come associazione di categoria siamo chiamati ad intervenire, facendo sentire la forza di un comparto che negli ultimi anni ha contribuito a sostenere, con la propria dinamicità e flessibilità, l’economia della nostra area e del nostro Paese”.

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