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Un'immagine d'archivio della processione (foto arch. Romano Concato)
Un'immagine d'archivio della processione (foto arch. Romano Concato)
giovedì 03 settembre 2015

LUNEDI' 7 SETTEMBRE IL GIOIELLO DI VICENZA ARRIVA A MONTE BERICO

Su iniziativa dell'Associazione Il Gioiello di Vicenza, l'ex voto d'argento attraverserà il centro storico della città portato dai consiglieri della Sezione 1 di Confcommercio Vicenza

Per il terzo anno consecutivo il Gioiello dei vicentini attraversa il centro storico della città attraverso il percorso storico fino a Monte Berico, interrotto dalla distruzione dell’opera da parte delle truppe napoleoniche in Italia.
L’ex voto d’argento “per la ritrovata armonia sociale”, promosso dall’Associazione il Gioiello di Vicenza, riporta il simbolo della città per le strade del centro storico, per raggiungere il santuario di Monte Berico in occasione della tradizionale processione dedicata alla Madonna.
Quanti vorranno accompagnare il simbolo della città di Vicenza attraverso il percorso storico si daranno appuntamento alle ore 19.30 di lunedì 7 settembre di fronte alla chiesa di S.Vincenzo, dove padre Giuseppe Zaupa, priore di Monte Berico, impartirà la benedizione ai presenti e al Gioiello sostenuto dagli 8 portantini e i 2 gonfalonieri, rigorosamente con la toga dell’Associazione di azzurro e argento.  Quest’anno il Gioiello sarà portato in processione da otto componenti del Consiglio della Sezione 1 Centro Storico della Confcommercio di Vicenza, tra i quali il presidente Stefano Soprana.
Il Gioiello e il Gonfalone rimarranno esposti sull’altare maggiore del Santuario di Monte Berico per tutto martedì 8 settembre, nel corso delle numerose celebrazioni.


INFORMAZIONI:
Il progetto del “Gioiello” ha coinvolto in 4 anni 200 donatori, commercianti, aziende e istituzioni per riportare alla conoscenza e poi alla ricostruzione del voto per onorare la patrona di Monte Berico di un modello ideale della città, che «ha da durar perpetuamente et di andar in processione» secondo le parole del consiglio cittadino ai primi mesi del 1577 quando il modello venne eseguito con il parere «de molti eccellentissimi maestri de Venetia et di messer Andrea Palladio» (Barbieri 1980, p. 162). Nonostante le razzie di preziosità perpetrate nelle campagne d’Italia di Napoleone, quel voto è stato rispettato, dato che sono bastati sei dipinti ad olio conservati in altrettanti istituti, un concorso vinto dall’Arch. Romano Concato nel 2010, per fare si che non tutto fosse perduto. A questa capacità progettuale va aggiunta la straordinarietà dell’intero sistema dell’oreficeria vicentina, capace di ricostruire un oggetto antico partendo dalle nuove stampanti 3D PLM della Legor Group, con le finiture secondo tradizione del maestro argentiere Carlo Rossi e aggiungendo a queste elementi di ricercatezza come la piccola “Rua”in oro di Chimento Gioiellieri o il quadrante della torre Bissara in smalto di Oreficeria Soprana, senza contare quanti hanno saputo eseguire le stesse viti in argento massiccio, le targhe incise, nonché la base di sostegno per il Museo Diocesano, dove il Gioiello è sempre esposto al pubblico.

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