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mercoledì 28 ottobre 2015

LA RISTORAZIONE VEDE LA RIPRESA, MA IL SALDO DELLE IMPRESE E' ANCORA NEGATIVO

Ad Expo si è tenuta l'Assemblea annuale Fipe: consumi e fiducia in ripresa ma tra gennaio e settembre hanno chiuso 20mila imprese, contro le 13mila che hanno aperto

fonte: Confcommercio Nazionale

"L'importanza della ristorazione per il turismo italiano è dimostrata dagli 8,4 miliardi di euro che quest' anno verranno spesi dai turisti stranieri nel nostro Paese, il 5% in più rispetto al 2014". Questi i dati presentati da Lino Enrico Stoppani, presidente della Fipe, in apertura dell'Assemblea annuale che, quest' anno, per celebrare i 70 anni della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, si è riunita nella cornice di Expo. "La cucina italiana è la più apprezzata e la più imitata al mondo - ha detto Stoppani – e per i turisti stranieri è uno dei principali motivi di viaggio in Italia, addirittura il primo per ritornarci. Nonostante ciò, spesso non riusciamo a valorizzare adeguatamente le potenzialità che il settore potrebbe esprimere attraverso efficaci azioni di promozione e comunicazione".

"Expo - ha continuato il presidente della Fipe - è senza dubbio un esempio positivo (anche se i colleghi di Milano hanno qualche ragione per lamentarsi) di come la valorizzazione sia possibile, basti ricordare il ‘Food Act', un patto tra Governo e Ristorazione promosso dal ministro Martina per migliorare e rafforzare il settore". "Nella ristorazione una certa aria di ripresa c' è", ha continuato Stoppani, fotografando la situazione del settore. "L'ufficio studi Fipe stima per il 2015 una crescita dei consumi dello 0,8%,mentre oltre l'80% degli italiani prevede di spendere di più al ristorante nei prossimi sei mesi. Anche tra le imprese c'è maggiore fiducia nel futuro; nel terzo trimestre di quest'anno il sentiment è tornato ai livelli del 2007. Non tutto però va a gonfie vele: il settore è caratterizzato da forte densità e competitività imprenditoriale, non sostenute da un tessuto produttivo abbastanza robusto. Questo si traduce in un numero molto elevato di chiusure: tra gennaio e settembre del 2015 sono state aperte quasi 13mila imprese mentre ben 20mila sono quelle che hanno chiuso i battenti: un saldo negativo di circa 7.000 imprese".

"L' Italia - ha concluso Stoppani - ha un modello di pubblico esercizio unico al mondo per la sua eterogeneità, qualità e diffusione. I bar che popolano le nostre città e le nostre provincie fungono da luoghi di socialità, nonché di integrazione culturale, capaci di trasformarsi nel tempo insieme alle esigenze dei consumatori. Fipe celebra quindi il suo settantesimo anniversario certa della centralità del ruolo di bar e ristoranti non solo dal punto di vista economico e di immagine, ma soprattutto in quanto luoghi di aggregazione in cui si mantengono e rinvigoriscono le tradizioni gastronomiche e sociali alla base del nostro essere italiani". Durante la giornata si è tenuta la tavola rotonda "Ristorazione italiana, eccellenza mondiale" e a conclusione dei lavori si è tenuta la consegna dei premi speciali Fipe, un riconoscimento per l' impegno nella valorizzazione della ristorazione e della cucina italiana. 

 

Gli italiani tornano al ristorante, nel 2015 spesa a quota 76 miliardi

Secondo l'ultimo Rapporto Ristorazione a cura della Fipe,, presentato all'Unione del Commercio di Milano, nel  2015 si prevede un incremento  della spesa delle famiglie italiane dello 0,8% a quota 76 miliardi di euro. Nel  2014 la spesa si è attestata su 74.664 milioni di euro in valore e 69.473 milioni in volume, con un  incremento reale sul 2013 dello 0,7%. ''Si è finalmente interrotta la dinamica di contrazione che era  iniziata nel 2008 - ha commentato Lino Enrico Stoppani, presidente di  Fipe – e già i numeri di Pasqua inducevano a un cauto ottimismo: oggi  abbiamo la conferma che il fuori casa è un universo economico e  sociale sempre più importante scelto da oltre 39 milioni di italiani''. Si è interrotta così la dinamica di contrazione che era iniziata nel 2008.  Secondo il Rapporto del Centro Studi Fipe il 77% degli  italiani maggiorenni, 39 milioni di persone, consuma, più o meno abitualmente, cibo al di  fuori delle mura domestiche sia che si tratti di Cinque milioni di persone ogni giorno (il 61,5% della popolazione) fa  colazione fuori casa con predilezione per caffè, cappuccino e brioche  e una spesa media di 2,50 euro. colazioni, pranzi,  cene e aperitivi. Ben 12 milioni di italiani (il 66%  della popolazione) pranzano fuori casa, prevalentemente al bar, per  3-4 volte durante la settimana: panino, pizza e primi piatti le  scelte preferite, per una spesa medidi 11 euro. Altri 3 milioni  di italiani (59,4% della popolazione) cenano al ristorante almeno tre  volte alla settimana, scegliendo soprattutto pizzerie, con una spesa  di 22,40 euro. Oltre 9 milioni (il 47,7% della popolazione) si recano  al bar per una pausa almeno 3-4 volte alla settimana, scegliendo  soprattutto snack e gelati per una spesa complessiva di 3,20 euro. Circa 6,6 milioni di italiani (il 63,6% della  popolazione) pranzano fuori casa nel week end almeno 3 volte al mese,  scegliendo soprattutto la pizza e spendendo indicativamente 18,60  euro. In 7,3 milioni (il 66,8%) cenano fuori casa nel week end almeno  3 volte al mese prediligendo ristoranti e trattorie, con una media di  due portate a pasto e una spesa media di 19,10 euro. In Europa il settore della ristorazione vale 504 miliardi di euro,  concentrato principalmente in tre Paesi, e l'Italia si pone in  particolare al terzo posto dopo Regno Unito e Spagna. In rapporto alla popolazione e a parità di potere d'acquisto, la spesa pro-capite è in  Italia del 22% superiore a quella media europea e del 33% alla spesa  della Francia.

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