CONFCOMMERCIO online
giovedì 09 giugno 2016

NON SI TOCCHI L'IVA, RENZI: "NON LO FAREMO"

La richiesta del Presidente Sangalli all'Assemblea nazionale Confcommercio trova pronta risposta nelle parole del Presidente del Consiglio

fonte: Confcommercio Nazionale

"Confcommercio è pronta a dare il suo contributo per un Paese più moderno e più giusto perché è su riforme ed equità che si gioca il destino dell'Italia". Il presidente confederale Carlo Sangalli ha iniziato la sua relazione all'Assemblea 2016 di Confcommercio sottolineando la "necessità e urgenza di riforme istituzionali". Passando a parlare di economia, Sangalli ha evidenziato che c'è ancora una "nebbia che avvolge le possibilità di crescita dell'economia italiana", tanto da "mettere in discussione il teorema che la crisi sia soltanto un brutto ricordo". Siamo insomma di fronte a "una ripresa senza slancio, senza intensità e senza mordente". Confcommercio vuole tuttavia "mantenere una quota di ottimismo", a patto che si realizzino "alcune condizioni necessarie, la più importante delle quali riguarda l'Iva". Infatti, “l'intenzione del Governo di non far scattare le clausole di salvaguardia nel 2017 e quindi di non toccare l'Iva – ha scandito Sangalli - è un impegno irrinunciabile per la crescita, ma senza una solida ripresa dei consumi interni non può esserci uno sviluppo diffuso".  
Quanto all'Iva, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervenuto all’Assemblea nazionale di Confcommercio, ha ribadito che non verrà toccata nel 2017.  Nel contempo ha chiesto alla platea che sia riconosciuto il fatto che "non la si alza dal 2013". Sulle tasse Renzi ha rivendicato con orgoglio che "qualcosa oggettivamente abbiamo fatto”.  "L'Italia riparte – ha concluso Renzi - se restituiamo fiducia ai consumi, basta lamentazioni. Accanto all'indignazione e alla rabbia bisogna avere il coraggio e la forza di guardare avanti con fiducia e positività".
Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto partecipare all’Assemblea inviando un suo personale messaggio, con cui oltre i saluti a tutti gli intervenuti ha detto: “Il vostro è un mondo imprenditoriale variegato e vitale, impegnato in diversi ambiti della distribuzione e della produzione di servizi, un settore che contribuisce da decenni in modo decisivo alla formazione della ricchezza del Paese”. Nel suo messaggio il Presidente ha anche detto: “Abbiamo davanti a noi l’importante sfida di proseguire con determinazione un percorso di riforme che possa migliorare l’ambiente per fare impresa, semplificare le regole, favorire gli investimenti in infrastrutture, ricerca, innovazione e formazione, per dare slancio al sistema economico, valorizzare il contributo delle piccole e medie imprese , realizzando il progetto di crescita e di ammodernamento del Paese. Le realtà rappresentate in Confcommercio sono vettori significativi di innovazione e sviluppo”.
Tornando al discorso del presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli all’Assemblea confederale, “occorre intervenire – ha detto -  sui nodi strutturali che bloccano la crescita del Paese", riducendo la pressione fiscale su famiglie e imprese, "ad oggi ancora per nulla compatibile con un Paese più moderno ed equo". Il governo ha fatto, è vero, "passi in avanti in materia fiscale", ma "forse è mancata una visione organica del fisco che si vuole per un'Italia più forte e più dinamica. Il fisco che funziona è equo, trasparente, stabile e fatto di pochi tributi". Per questo Confcommercio propone da tempo "una profonda riforma fiscale, in particolare dell'Irpef, con poche aliquote e l'introduzione di una ‘no tax area' uguale per tutti i lavoratori". Accompagnata da "una forte e coraggiosa lotta all'evasione, all'elusione fiscale, alla corruzione" e magari, in futuro, dall'inserimento in Costituzione di "un vincolo alla spesa pubblica complessiva in modo tale da avere meno spesa e meno imposte". Dopo aver ricordato il "sacrosanto diritto degli imprenditori a lavorare in un contesto sereno e sicuro", la necessità di "rivedere e migliorare il nostro modello di offerta, di governance, di promozione, di servizi in campo turistico" e di interventi per migliorare l'accessibilità delle nostre Regioni, la logistica e il cabotaggio,  Sangalli ha parlato del credito ("Una rete che a volte invece di rilanciare, rischia di impigliare gli imprenditori"). Chiedendo, in particolare, "un ritorno alle ragioni originarie del Fondo centrale che garantisca, attraverso i Confidi, il credito alle piccole e medie imprese". E sottolineando, rivolto alle banche, che "la sola politica di rating e semafori rischia di ampliare la distanza con le aziende. C'è invece bisogno di prossimità, di vicinanza, di partecipazione". Il presidente di Confcommercio ha quindi parlato di lavoro, "strumento di dignità prima ancora che di cittadinanza", sottolineando che "la materia dei contratti va lasciata all'autonomia delle parti" perché "non esiste una sola rotta per legare flessibilità e produttività e ogni settore ha il suo orizzonte". Quanto al costo del lavoro, "occorre fare un passo in più, servono anche interventi strutturali" agendo, ad esempio, sulle tariffe Inail e sui contributi Inps che "costano alle imprese del terziario oltre 2 miliardi annui in più del dovuto.  Il disavanzo di gestione positivo del nostro settore dovrebbe permettere di abbassare i contributi alle imprese che lo generano. Non dovrebbe finanziarne altre.  Altrimenti, alla fine, a pagare siamo sempre noi". Altra proposta riguarda la sanità: "perché non far giocare insieme Sistema sanitario nazionale e Fondi Sanitari?", ha chiesto Sangalli ribadendo la proposta di riforma già presentata al Governo e alle forze politiche insieme a Confindustria. Il presidente di Confcommercio ha concluso la sua relazione con un forte appello al senso di responsabilità, che "nasce dal sapere di rappresentare una parte essenziale del Paese" ricordando che "i corpi intermedi, quelli che sono vivi e che funzionano, non sono la zavorra di questo Paese".


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