CONFCOMMERCIO online
giovedì 17 gennaio 2013

TARES: È L’ENNESIMA MAZZATA SULLE IMPRESE DEL TERZIARIO?

Preoccupazione sulle conseguenze del nuovo tributo sui rifiuti. la Confcommercio provinciale di Vicenza “mette in guardia” tutti i Comuni

Sarà l’ennesima “mazzata” per le imprese? Non per tutti, probabilmente, ma qualcuno ne sentirà certamente gli effetti, anche se meno pesanti rispetto ad altre zone d’Italia. Stiamo parlando dell’applicazione, a decorrere da gennaio di quest’anno in tutti i Comuni italiani, del nuovo tributo sui rifiuti e servizi (Tares), che sopprimerà e sostituirà le precedenti tipologie di prelievo (Tarsu, Tia1 e Tia2). L’imposta andrà a coprire i costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati avviati allo smaltimento, nonché i cosiddetti servizi indivisibili (per la sicurezza, l’illuminazione e la gestione delle strade).
Cosa accade, nella sostanza? Che in attesa dell’emanazione del Regolamento ministeriale (regolamento che avrebbe dovuto determinare i coefficienti sui quali costruire il nuovo tributo), da gennaio 2013 ci troviamo in una situazione già vissuta e fotografata al momento del passaggio dalla Tarsu alla Tia.  Nella Tares c’è infatti una completa traslazione dei principi e dei coefficienti di produzione contenuti nel DPR 158/1999 – così detto “Decreto Ronchi”. Ciò significa che in tutti quei comuni che hanno già applicato la Tia, la maggior parte nel Vicentino, i ritocchi verso l’alto della Tares saranno abbastanza limitati (ad eccezione di chi opera su superfici molto ampie), mentre il salasso potrebbe toccare tutte quelle imprese che hanno sede in comuni dove vige ancora la Tarsu.
Proprio per sensibilizzare tutti i sindaci e gli assessori all’ecologia del Comuni vicentini, la Confcommercio provinciale ha inviato nelle scorse settimane una lettera, firmata dal direttore Andrea Gallo.
“Come più volte denunciato – scrive Gallo -, ribadiamo che i “potenziali” coefficienti di produzione, forniti per stimare la parte variabile della tariffa da attribuire alle categorie di utenza non domestica, hanno già dimostrato la loro totale inaffidabilità nel calcolo della reale produzione di rifiuti delle varie categorie economiche ed in particolare delle attività del commercio, del turismo e dei servizi, che già ora sono costrette a subire ingiustamente le aliquote più elevate”. In buona sostanza, in assenza di sistemi di pesatura dei rifiuti effettivamente prodotti, Confcommercio Vicenza intende porre l’attenzione delle amministrazioni locali sul rischio che le aziende del terziario risultino ancora una volta penalizzate, anche in considerazione degli aumenti che finora costantemente hanno contraddistinto Tia e Tarsu.
“Ci troviamo, quindi, a denunciare – prosegue il direttore Andrea Gallo - i limiti di un “nuovo” tributo incapace di rappresentare al meglio la reale produzione di rifiuti delle varie categorie economiche e di rispondere ai principi comunitari, primo fra tutti quello del “chi inquina paga”. Tali limiti destano ora ancor più preoccupazione in quanto tutte le categorie economiche del settore terziario sono interessate da un generale aumento del prezzo del servizio per la gestione dei rifiuti urbani”.
A tale proposito, dunque, nella sua lettera Confcommercio Vicenza chiede ai Comuni della provincia, date le forti criticità del nuovo tributo, "che i regolamenti comunali tengano in debito conto le specifiche caratteristiche delle attività del commercio, del turismo e dei servizi, al fine di evitare che queste subiscano maggiorazioni del costo per la raccolta e gestione dei rifiuti urbani, ad invarianza di servizi ottenuti”.
Ciò in quanto eventuali aggravi dovuti alla nuova tariffa rifiuti rischiano di “pesare drammaticamente sul nostro tessuto imprenditoriale, già duramente provato dall’attuale situazione economica e finanziaria di indiscutibile gravità”.
Va detto che su questo tema aveva fatto sentire la propria voce, con un comunicato, anche Confcommercio Veneto. Con la Tares, ha denunciato il presidente regionale Massimo Zanon, ci troviamo di fronte ad “aumenti discrezionali perché calcolati sulla base di coefficienti arbitrari, come il predominio del peso della superficie dell’area rispetto ai rifiuti prodotti Questo ulteriore tributo, che si aggiunge all’IMU e a tutto il resto –  ha continuato Zanon - è l’ennesimo balzello che le piccole e medie imprese devono pagare. Siamo di fronte a una vera e propria emorragia continua nei confronti delle categorie che rappresentiamo; si dice che le piccole e medie imprese sono lo scheletro del sistema economico del Paese, ma poi si trova ogni strada per affossarle”.

  E a proposito di Tares, la notizia del giorno è che il pagamento della prima rata slitterà da aprile a luglio. E' stato infatti approvato dall'Aula del Senato uno specifico emendamento al decreto legge sui rifiuti. 

 Ernesto Boschiero

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