CONFCOMMERCIO online
lunedì 06 maggio 2013

LA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA RESISTE ALLA CRISI

Le imprese di gestione di distributori automatici aderenti a Confida hanno chiuso il 2012 con un calo di fatturato e consumi molto limitato

fonte: Confcommercio nazionale
La crisi occupazionale degli ultimi anni e una minore propensione agli acquisti nei consumi fuori casa solo in parte hanno toccato il vending. Anzi, tra il 2009 e il 2012 gli italiani che scelgono i distributori automatici sono aumentati di circa 1 milione, raggiungendo la soglia di 23 milioni di utilizzatori, di cui oltre 10 milioni abituali. Quanto al parco macchine installato, nel 2012 era di circa 2.400.000, di cui oltre 1.600.000 piccole macchine per ufficio funzionanti a capsule e cialde, mentre la restante parte sono grandi distributori automatici di bevande calde, fredde e prodotti solidi preconfezionati. Sono i numeri diffusi da Confida e relativi a due studi affidati a Demoskopea e Accenture rispettivamente. Entrando nel dettaglio dei dati, sono oltre 6 miliardi i prodotti erogati in un anno, anche due da soli coprono oltre l'80% delle erogazioni: il caffè espresso (circa 4,5 miliardi) e l'acqua (circa 700 milioni di bottiglie da 0,5 litri). Centinaia le bevande, succhi e snack offerti dal settore, nella quasi totalità prodotti di marca o di tradizione del territorio. Nonostante la predominanza dei consumi nei luoghi di lavoro, in netta crescita l'offerta nei luoghi commerciali, nei luoghi di attesa e in quelli di svago. Tra tutte, dominante la "voglia di un caffè" (nel 48% dei casi la motivazione che spinge al consumo al distributore automatico) seguita, a grande distanza, dalla "voglia di saziare velocemente fame e sete" (23%). Un'offerta sempre più di qualità ha determinato uno spostamento dei prezzi al consumo che ha consentito al comparto delle imprese di gestione di distributori automatici di chiudere con un calo di fatturato pari allo 0,78% a fronte di una diminuzione delle consumazioni che è risultata del -2,74%. "Il 2012 si chiude in sostanziale tenuta – dice Lucio Pinetti, presidente di Confida - anche se il quadro è complesso da definire. Da un lato l'aumento di consumatori che sempre di più scelgono la distribuzione automatica per le proprie esigenze di consumo, dall'altro la crisi occupazionale, che sottrae utenza dai luoghi tradizionali dove opera il vending. Da un lato la trasmigrazione dei consumi verso il nostro canale per effetto di un favorevole equilibrio qualità/prezzo, dall'altro la crisi degli acquisti che diminuisce la capacità di spesa. Certo è che i numeri del vending chiaramente esprimono il positivo ruolo del nostro comparto, specialmente in questi anni difficili. Vale la pena ricordare che nonostante i pesanti aumenti dei costi che negli ultimi anni hanno subito le nostre imprese, i prezzi al consumo di poco si sono spostati dai tempi in cui il caffè alla macchinetta si pagava in lire. E' comunque necessaria una decisa ripresa degli investimenti, anche nel nostro settore: la qualità ha un prezzo e non possiamo pretendere che al regime di prezzi attuale si possano coprire i maggiori costi dell'integrazione e dell'innovazione."

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