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mercoledì 19 luglio 2017

IL VENETO TRAINA IL TURISMO ITALIANO, UN SETTORE CHE VALE 70,2 MILIARDI DI EURO

Le stime sul primo semestre divulgate dalla Regione confermano il trend positivo, anche di Vicenza. Performance nazionali in crescita

Per il turismo veneto il 2016 è stato l’anno dei record, con 17,9 milioni di arrivi e 65,4 milioni di presenze (vale a dire i pernottamenti), ma potrebbe essere battuto dal 2017.
Lo dicono le stime sul primo semestre del corrente anno, confrontate con i dati dello stesso periodo del 2016, presentate nei giorni scorsi, a Venezia, dall’assessore regionale al Turismo, che, per le categorie degli alberghi e dei campeggi, indicano un aumento dell’8,3% degli arrivi e dell’8,1% delle presenze, con più 9% e più 7,2% per gli italiani e con più 7,8% e più 8,3% per gli stranieri.

Tra i settori, è il mare a fare la parte del leone negli arrivi, con un più 19,7% rispetto a gennaio-giugno 2016, le terme sono a più 7,9%, le città d’arte a più 7,2%, il lago a più 4,3% (ma dopo un vero e proprio boom nel 2016), la montagna a più 3,5%, con un significativo recupero di arrivi stranieri.

“Sono stime, ma estremamente significative – ha detto l’Assessore Federico Caner – tenendo conto che le due categorie interessate, alberghi e campeggi, accolgono l’83% del totale degli arrivi e il 77% delle presenze. Nel successo complessivo che si va configurando, fa piacere notare la risalita del gradimento degli italiani, che aumentano più degli stranieri. Si tratta di dati che vanno letti nell’ottica delle stagionalità – ha tenuto a precisare. Ad esempio, la grande crescita del mare riguarda una piccola fetta di stagione nel corso della quale il bel tempo ha aiutato, così come, nella piccola contrazione delle presenze in montagna ha certamente influito la poca neve caduta d’inverno, nonostante le nostre piste siano state mediamente molto ben innevate artificialmente. A prescindere dal successo – ha aggiunto l’Assessore – stiamo comunque continuando a individuare e a ricercare nuove forme di sostegno, dopo l’ottima performance del bando da 12,5 milioni di euro per la riqualificazione della ricettività in montagna”.

Anche su base provinciale, il termometro segna tutti valori in positivo. Nello specifico, la provincia berica è quella che registra le performance migliori come crescita degli arrivi (+13,9%,), con un ottimo dato anche per quanto riguarda le presenze (+7,2%). Bene anche Treviso (+12,4 negli arrivi e +10,2 nelle presenze) e Rovigo (+12,7 di arrivi e +9,5 di presenze). Le big del turismo Veneto crescono meno, ma è chiaro che la base di partenza qui è ben più consistente in termini di numeri, dunque anche i veneziani (+10,1% arrivi, +11,3% presenze) e i veronesi (+4,5% arrivi, + 4,4% presenze)  possono essere soddisfatti..
Nelle tipologie ricettive considerate, gli alberghi sono cresciuti del 7,5% negli arrivi e del 6,0% nelle presenze; i campeggi (o centri vacanze) fanno addirittura segnare un +17,3% negli arrivi e +16,2% nelle presenze.
Elaborata anche una stima sulla Germania, il più importante mercato del turismo veneto. Sempre nel primo semestre (gennaio-giugno) del 2017 hanno fatto registrare 4,8 milioni di presenze, contro i 4,2 milioni dello stesso periodo del 2016. Nel primo semestre 2017 le loro presenze sono aumentate del 12,9% e gli arrivi del 9,9%.

L’ottima performance veneta si inserisce, tra l’altro, in un momento roseo per la destinazione Italia anche a livello mondiale, complice anche, va rilevato, l’insicurezza che si vive sul fronte di alcuni tradizionali competitor del nostro mare come Turchia, mar Rosso, Egitto in genere. E così, con 50,7 milioni di arrivi, l’Italia si piazza al quinto posto nel mondo per capacità attrattiva secondo le recenti stime dell’Organizzazione mondiale del Turismo. Per il WTTC (questo l’acronimo in inglese), il settore vale ben 70,2 miliardi di euro (4,2% del Pil), che lievitano a 172,8 miliardi di euro (10,3% del Pil) se si considera l’indotto. Il comparto, poi, tra diretto ed indotto, occupa 2,7 milioni di persone. Allargando lo sguardo all’Europa, il nostro continente resta la destinazione più visitata al mondo con 620milioni di arrivi, oltre il 50% dei flussi complessivi. Molto staccate, in seconda posizione, si piazzano i Paesi asiatici e del Pacifico (303 milioni, circa il 25% dei flussi) e l’America (201 milioni di arrivi, per un 16% di flussi). Guardando alle classifiche dei Paesi più visitati al mondo è la Francia a mantenere saldo il primo posto (84,5 milioni di arrivi), seguita dagli Stati Uniti (77,5), Spagna (68,2) e Cina (56,9). Poi, come si diceva, c’è l’Italia, seguita dalla Turchia (39,5 milioni).

Altri dati interessanti arrivano dal “Rapporto sul Turismo 2017” di Unicredit-Touring Club, che analizza l’evoluzione delle strutture ricettive italiane. Si registra così che il parco-hotel italiani è costituito principalmente da 3 stelle (circa il 46,3%) e che scendono parecchio in percentuale il numero degli alberghi a 1 e 2 stelle, diminuiti in cinque anni rispettivamente del 22,9% e dell’11,1%. In crescita, invece, le strutture più lussuose: gli hotel a 5 stelle hanno visto infatti un balzo in avanti del 22,1% passando dalle 362 strutture del 2010 alle 442 del 2015. Il turismo italiano, quindi, si qualifica sempre più, anche se colmare il gap che ci divide, nella classifica mondiale dei Paesi più visitati, dai “cugini” d’Oltralpe sembra ancora un obiettivo difficile.



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