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martedì 20 febbraio 2018

COME INVECCHIARE BENE E IN SALUTE

Il CUPLA del Veneto ha fatto il punto della situazione in un convegno, al quale ha partecipato anche l'assessore regionale Manuela Lanzarin

“Come invecchiare bene e in salute” è il tema del convegno sull’invecchiamento attivo organizzato dal CUPLA (Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo) del Veneto, e che si è svolto il 19 febbraio a Vicenza, come momento di riflessione tra le molte realtà che nel territorio si occupano di temi sociali, ad iniziare dalla Regione del Veneto, rappresentata da Manuela Lanzarin, assessore regionale ai Servizi sociali. In una sala gremita, la discussione è stata incentrata su come agire per fare in modo che l’invecchiamento della società non diventi solo un problema, ma che gli anziani possano essere visti come una risorsa,  attraverso azioni di partecipazione attiva.

Secondo i dati diffusi di recente dal CUPLA nazionale,  in Italia la popolazione over 65 è superiore ai 13,5 milioni e nel 2032  raggiungerà un’incidenza sul totale pari al 28,2%.  

Sulla questione dell’aumento dell’età della popolazione la Regione del Veneto ha varato nell’agosto scorso una legge specifica, la l. r. n.23 del 2017 sulla “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo” che pone al centro la persona, offrendo servizi di prevenzione e coinvolgimento, in una sorta di ‘welfare generativo’, dove gli over 65 sono chiamati a dare una mano ai loro coetanei o ai giovani, a partecipare a programmi finalizzati a generare salute e benessere, ad eventi, ad attività di formazione e informazione.

In questa prospettiva, il CUPLA del Veneto ha voluto chiamare a raccolta le varie forze in campo che possono porsi a fianco della Regione del Veneto nel centrare gli obiettivi prefissati dalla legge stessa.   

Il compito di aprire i lavori del convegno è spettato, come “padrone di casa”, a Fiorenzo Marcato, presidente della 50&Più di Vicenza, associazione dei pensionati del settore terziario, che fa parte del Comitato regionale, quindi la parola è passata a Benedetto Patuzzi, coordinatore regionale del CUPLA.

Il CUPLA del Veneto, che rappresenta i pensionati del lavoro autonomo dei settori agricoltura, artigianato, commercio, turismo e servizi (ANAP Confartigianato; Sindacato nazionale pensionati Confagricoltura; Federazione italiana pensionati del commercio Confesercenti; Federazione nazionale pensionati Coldiretti; CNA Pensionati; Federazione nazionale pensionati artigiani; Associazione nazionale pensionati; 50&Più Associazione di ultracinquantenni Confcommercio), si propone  infatti, come ha affermato Patuzzi  “come interlocutore della Regione del Veneto nella promozione di una nuova cultura della “terza età, nella realizzazione di percorsi di sostegno alla fase dell’invecchiamento e di valorizzazione del pensionato come risorsa della società moderna”.  La Regione, da parte sua ha già inserito il CUPLA del Veneto nella Consulta per l’invecchiamento, organismo che assieme a specifici tavoli tecnici avrà il compito di definire il prossimo piano triennale e quindi, annualmente, i progetti finalizzati a stimolare una diversa concezione della vecchiaia. “L’aspettativa di vita sta aumentando grazie a un migliore approccio sanitario e ai progressi della scienza – ha evidenziato l’assessore Manuela Lanzarin –. Con la recente legge regionale abbiamo voluto affrontare il tema dell’invecchiamento non più solo come condizione di fragilità e di non autosufficienza, ma guardando alle persone, ad una fascia di popolazione che ha del ‘tempo liberato dal lavoro’ e che, quindi, può essere attivamente partecipe, offrire disponibilità, trasferire ai giovani professionalità e competenze. La legge regionale per i progetti del 2018 - ha dichiarato l’assessore -  potrà contare su una dotazione di circa un milione di euro”.

Su questi punti Benedetto Patuzzi è intervenuto per ribadire la disponibilità del  CUPLA del Veneto ad attivarsi per alcune specifiche aree. “I pensionati del lavoro autonomo possono trasferire la loro esperienza e professionalità - ha detto, evidenziando i punti contenuti nel documento condiviso da tutte le organizzazioni che di riconoscono nel CUPLA -; possono essere i tutor di giovani imprenditori o partecipare ad attività socialmente utili, quali animazione, custodia e vigilanza di musei, scuole, biblioteche, parchi pubblici e, in generale, in ambito del turismo e della cultura”.

“La sfida dell’invecchiare bene – ha evidenziato Massimiano Bucchi, sociologo e scrittore, professore all’Università di Trento, intervenendo al convegno – va vista in un contesto di relazioni più ampie, valutando ad esempio i cambiamenti intervenuti nella famiglia, che non garantisce più all’anziano gli stessi livelli di presenza e assistenza di una volta. Nella collettività vanno salvaguardati i servizi preziosi dei negozi di vicinato e rivisto il sistema dei trasporti, non solo per migliorare la qualità di vita delle persone anziane,  ma di tutti”. Gli ha fatto eco Lucio Turra, presidente dell’IPAB (Isti­tuto Pubblico di Assistenza e Beneficenza) di Vicenza, che nel suo intervento ha detto:  “La legge regionale è positiva poiché guarda più in là dell’oggi, ponendo le basi per la valorizzazione dell’anziano e promuovendo politiche integrate sul territorio. Il compito che ci aspetta è quello di pensare a una comunità che sa e saprà prendersi cura”.



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