CONFCOMMERCIO online
mercoledì 12 giugno 2019

IN VENETO ARRIVA IL CODICE IDENTIFICATIVO PER GLI ALLOGGI IN LOCAZIONE TURISTICA

Approvato dalla Regione, soddisfatta Confcommercio che aveva chiesto a gran voce il provvedimento. Nel Decreto crescita la proposta di istituirlo in tutta Italia

Confcommercio Vicenza ha appreso con soddisfazione l’annuncio dato dall’assessore al turismo della Regione del Veneto, Federico Caner, dell’approvazione all’unanimità martedì 11 giugno del disegno di legge che disciplina il settore degli alloggi in locazione turistica.

Il provvedimento stabilisce, infatti, per tali strutture l’istituzione di un codice identificativo che dovrà essere pubblicato obbligatoriamente in tutte le forme di comunicazione promozionale rivolte al pubblico - social compresi. La misura in questione era stata chiesta a gran voce dagli operatori rappresentati da Federalberghi Veneto, già in un documento presentato alla Regione nel giugno del 2017 e numerosi sono stati i colloqui e incontri, per mettere a punto un provvedimento che ha trovato fin da subito il sostegno e il favore di tutte le associazioni Confcommercio della regione.

“Finalmente sono state create le condizioni per uniformare l’applicazione delle norme di settore a tutte le strutture destinate alla locazione turistica – spiega Ernesto Boschiero direttore della Confcommercio di Vicenza -. Riteniamo infatti che l’istituzione del codice identificativo sia una misura in grado di contrastare prima di tutto l’abusivismo, fenomeno che penalizza non poco gli imprenditori del settore alberghiero ed extralberghiero, e che sia una valida misura per favorire lo sviluppo di un sistema di accoglienza più rispettoso delle regole. Lo vediamo oltretutto come un atto di giustizia nei confronti degli operatori che da sempre lavorano correttamente nel mercato turistico,  introitano e versano la tassa di soggiorno, comunicano i dati degli ospiti alla Questura e rispettano gli obblighi fiscali. E’ evidente, però, che alla fine a  beneficiarne saranno turisti e cittadini, in quanto avranno la garanzia di soggiornare in strutture in regola”.

A fronte di questa misura, tutte le attività di locazione dovranno fare richiesta del codice per poter continuare ad operare, indicandolo sia sui canali promozionali - social compresi - sia su una targhetta da apporre fuori dallo stabile. L’auspicio è che emerga finalmente quella sacca di operatori che operano fuori dalle regole, soprassedendo, ad esempio, all’obbligo della comunicazione dei dati degli ospiti alla Questura, a fornire  dati a fini statistici e a fornire al fisco le informazioni necessarie per il corretto pagamento dei tributi.

La lotta all’abusivismo nel settore turismo sembra giungere ad un punto di svolta anche a livello nazionale. Grazie, infatti,  alla presentazione di un emendamento al Decreto Crescita, entro tre mesi dovrebbe essere  istituito un codice identificativo su tutto il territorio nazionale. L’emendamento prevede, infatti, che tutte le strutture ricettive, inclusi gli immobili destinati alle locazioni brevi, vengano iscritte in una banca dati istituita presso l’Agenzia delle Entrate. Ad ogni struttura sarà assegnato un codice identificativo, che dovrà essere pubblicato obbligatoriamente in tutte le forme di comunicazione rivolte al pubblico.
 
“Apprezziamo questa proposta - ha detto il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca - e ringraziamo il ministro Centinaio per l’importante segnale di attenzione verso il settore, che ci era stato preannunciato nel settembre scorso, in occasione della sua partecipazione alla riunione del nostro Consiglio Direttivo, e poi confermato durante l’Assemblea di Federalberghi che si è tenuta a Capri ad inizio maggio”.

“Questa proposta - ha concluso Bocca - costituisce il primo passo di un percorso strategico, che deve proseguire introducendo un set minimo di norme di tutela del turista, in materia di igiene, sicurezza, prevenzione incendi, etc. che Federalberghi ha chiesto di adottare in occasione della recente audizione parlamentare sul disegno di legge delega sul turismo”.

Il monitoraggio del mercato

Federalberghi, con l’assistenza tecnica di due istituti di ricerca, l’italiano Incipit e la statunitense Inside Airbnb, monitora costantemente il mercato degli affitti brevi.
 
Il fenomeno è in continua espansione e non si è arrestato neanche dopo l’arrivo della legge che assegna ai portali il compito di trattenere alla fonte e versare allo Stato il 21% del prezzo pagato dai turisti.
 
Nei due anni successivi all’entrata in vigore della legge, il numero di annunci su Airbnb Italia è praticamente raddoppiato, passando da 214.483 ad aprile 2017 a 421.086 ad aprile 2019 (+96,33%).



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le prime città per numero di annunci sono Roma (con 30.037 annunci), Milano (20.344) e Firenze (11.557).  La regione con più annunci è la Toscana (61.529), seguita da Sicilia (53.886) e Lombardia (43.627).

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