CONFCOMMERCIO online
martedì 15 ottobre 2019

CONFTURISMO: "TURISMO PRIMO BUSINESS COLPITO DAL DEGRADO AMBIENTALE"

Il convegno "Turismo Plastic Responsible" è stato l'occasione per presentare i numeri del progetto nazionale di Confturismo e Alma Mater Studiorum di Bologna

fonte: Confcommercio nazionale

Il convegno TTG "Turismo Plastic Responsible" è stata l'occasione per presentare i numeri del progetto su scala nazionale che Confturismo sta sostenendo da due anni con l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna per promuovere l'attività di citizens science per il monitoraggio della biodiversità del mare e la sensibilizzazione di turisti, residenti ed operatori, sui temi ambientali. 

Sono 51 le località coinvolte in 11 regioni, oltre 4 milioni di contatti che quest'anno hanno interessato anche un monitoraggio attento sui rifiuti plastici presenti sulle spiagge e nel mare. Le imprese del terziario sono a buon punto in tema di sostenibilità: secondo un'indagine che l'Istituito di ricerca Format ha condotto quest'anno sugli Associati Confcommercio infatti l'80% degli intervistati dichiara di aver già adottato o prevede di adottare spontaneamente pratiche sostenibili nel proprio business. Dai risultati dello stesso studio emerge che per il 94,7 degli imprenditori ridurre l'uso della plastica è un dovere morale per tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini.

"Il turismo è il primo business ad essere colpito dal degrado ambientale e per questo i nostri operatori si sono mobilitati da anni, prima ancora che il tema raggiungesse la centralità mediatica che oggi registriamo " - commenta Luca Patanè presidente di Confturismo Confcommercio – "Il mondo dei professionisti e delle imprese – continua - ha anticipato il legislatore, come spesso accade, comprendendo il valore, morale ed economico, di azioni mirate alla sostenibilità, principalmente quella ambientale ma anche sociale. Quindi il Green new deal, che il Governo si appresta a varare come piano di investimenti per le misure rivolte alla sostenibilità e al cambiamento climatico, atterra – almeno per quanto ci riguarda – in un terreno già ben arato dalla nostra attività ed anzi  - conclude Patanè - ci attendiamo di essere consultati prima che il provvedimento sia varato, per evitare che i suoi contenuti, non tenendo opportunamente conto delle cose già fatte e delle esigenze realmente identificate come essenziali, finisca per rallentare, anziché stimolare, il processo verso un'economia green e funzionale."

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