CUPLA VENETO UN ANNO DI NUOVI TRAGUARDI
Con la guida alla Regione Veneto di Alberto Stefani si è aperta una nuova fase di processi politici e amministrativi in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini. In tale ambito, la sanità territoriale così come le iniziative per l’invecchiamento attivo giocano un ruolo prioritario, soprattutto alla luce dell’aumento costante della componente senior nella comunità. Per affrontare la sfida demografica, sociale ed economica che impatta su tutte le fasce d’età, serve un coinvolgimento a tutto campo, un’unione di forze pubbliche e private, capaci di dare un contributo progettuale concreto, con il fine di calare sul territorio le rispettive azioni. Ed è in questo contesto che il CUPLA (Comitato unitario Pensionati Lavoro Autonomo) del Veneto si propone come interlocutore competente e rappresentativo di oltre 220mila pensionati, riuniti tramite le associazioni provinciali dei settori agricoltura, artigianato e commercio, tra le quali 50&Più. Ed è così che l’ing. Claudio Bari, coordinatore regionale del CUPLA Veneto e vicepresidente di 50&Più Vicenza -, all’indomani dell’elezione del governatore Alberto Stefani, ha inviato una lettera al neo presidente della Regione per fargli pervenire non solo le congratulazioni per la nomina, ma anche la richiesta ufficiale di un incontro, con il fine di esporre la disponibilità del Comitato ad essere parte di quel processo partecipativo - auspicato da Stefani già in campagna elettorale - che ha il compito di collaborare alle riforme, iniziative e nuovi progetti in ambito sociale e sanitario, in particolare a favore degli anziani.
“Il Presidente ci ha prontamente risposto - afferma Bari -, affidando l’incarico di fissare l’incontro all’assessore regionale Paola Roma, che nell’attuale giunta è responsabile di aree chiave per la collettività, come il welfare di comunità, inclusione sociale, politiche per la famiglia, anziani e disabilità e Terzo Settore, con un focus sull'integrazione socio-sanitaria e il sostegno alle persone fragili e ai giovani. Ora aspettiamo solo la comunicazione della data dell‘incontro - precisa - e di poter aprire un canale collaborativo con i rappresentanti e le strutture che in ambito regionale si occupano di assistenza sanitaria e sociale, portando le nostre competenze e le nostre proposte”.
L’approccio partecipativo è una modalità che già caratterizza l’azione del CUPLA Veneto sul territorio, ed è proprio per dare competenze specifiche ai componenti del Comitato regionale e di quelli provinciali, che periodicamente sono erogati dei percorsi formativi su specifiche realtà, come ad esempio, gli ATS (Ambiti Territoriali Sociali), le Case di comunità, le RSA o sull’assistenza domiciliare.
“Nei mesi scorsi abbiamo inoltrato le richieste necessarie per poter collaborare ai tavoli di lavoro dei Piani di Zona di tutte le ULSS del Veneto – sottolinea Bari -. Questo già succede con l’Ulss 8 di Vicenza, dove abbiamo un coinvolgimento attivo nei progetti finalizzati a migliorare la qualità di vita degli anziani e delle loro famiglie, ma in definitiva di tutti i cittadini. Le associazioni che il CUPLA Veneto rappresenta sono tutte in presa diretta sul territorio – aggiunge -, conoscono bene le esigenze dei loro soci e li supportano efficacemente attraverso i servizi che erogano. Credo sia un ruolo significativo, al quale va data attenzione, poiché contribuisce anche a far capire ed accettare i cambiamenti sociali, nella sanità e nella cura alla persona, evitando il naturale disorientamento e la preoccupazione di fronte alle novità, tipico soprattutto dei senior. In ogni caso il CUPLA Veneto si propone alla Regione e alle altre istituzioni come interlocutore qualificato che facilita l’ascolto, l’inclusione, la valorizzazione di ogni generazione; le evoluzioni in atto sono sfide impegnative per tutti, con un grande indice di variabilità sociale e di “non certezza”, tipico di questi anni”.
Tra gli ambiti di interesse, dove il Comitato intende collaborare attivamente con le Istituzioni, prioritarie sono le Case di comunità, da realizzare capillarmente sul territorio come modelli di prossimità sanitaria, dotandoli di medici di medicina generale, medici specialisti, infermieri e altri professionisti della salute, in grado di svolgere le funzioni d’assistenza sanitaria primaria e attività di prevenzione. Poi le RSA e IPAB, il cui ruolo e funzionamento vanno ridefiniti alla luce delle nuove esigenze degli anziani. A livello nazionale l’attenzione del CUPLA si posa sulla “Legge sulla non autosufficienza”, con l’obiettivo di monitorarne l’attuazione secondo i principi dell’equità, sostenibilità e coinvolgimento del Terzo settore. Altro tema prioritario, l’adozione di politiche per l’invecchiamento attivo, fondamentali per prevenire l’isolamento, la cronicità e la marginalizzazione degli anziani. Infine, i progetti di intergenerazionalità, ovvero il coinvolgimento di giovani e senior, in una logica di apprendimento reciproco, in attività educative, culturali e civiche.
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