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IL TERZIARIO VICENTINO SOFFRE, MA LE IMPRESE RESISTONO

L’Osservatorio economico di Confcommercio Vicenza fotografa l’anno della pandemia nei vari comparti: fatturati giù, ma accesso al credito e liquidità ancora tengono

mercoledì 10 marzo 2021
IL TERZIARIO VICENTINO SOFFRE, MA LE IMPRESE RESIS IL TERZIARIO VICENTINO SOFFRE, MA LE IMPRESE RESIS

L’Osservatorio economico di Confcommercio Vicenza fotografa l’impatto dell’emergenza Covid-19 sulle attività del commercio, turismo e servizi nel 2020, confermando le grandi difficoltà dei comparti più colpiti, come il turismo e la ristorazione, ma lasciando anche intravedere segnali di solidità del tessuto imprenditoriale, che proiettano qualche raggio di luce sul futuro del 2021.

I dati ci confermano che le imprese del territorio sono resilienti – è il commento di Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza -, ma per sostenerle adeguatamente il compito più gravoso sarà certamente quello di riprogettare e rigenerare l’urbanistica delle nostre città, con l’obiettivo di rispondere ai grandi cambiamenti del mercato e delle abitudini di consumo, già in atto prima della pandemia e ora ulteriormente accelerati dall’emergenza sanitaria”.

Per capire come le conseguenze del Coronavirus abbiano inciso sul tessuto imprenditoriale del terziario vicentino nel 2020, l’Associazione ha elaborato i dati riferiti a 600 aziende del settore, che hanno risposto ad uno specifico questionario. Il primo focus riguarda una autovalutazione dello “stato di salute” dell’impresa, dal quale emerge un terziario vicentino sostanzialmente tagliato in due: da un lato il 56% del campione giudica lo stato di salute della propria azienda tra “ottimo e discreto”, dall’altro l’ago della bilancia pende sul “non buono o pessimo” per il 44%. Chiaramente a segnalare le criticità maggiori sono gli operatori del turismo e della ristorazione, che confermano le loro difficoltà anche guardando ad un altro indicatore: quello dei fatturati. Le imprese del turismo (in particolare quelle dell’ospitalità e le agenzie viaggio) registrano mediamente, secondo quanto segnalato dal campione, un -65% di incassi rispetto al 2019, con picchi delle agenzie che arrivano anche ad un crollo dell’85%. Forte anche la contrazione della ristorazione, che per le aziende interpellate ha registrato, in media, un -37% di fatturato, nel 2020 rispetto al 2019. In sofferenza anche il comparto dei prodotti per la persona, dove il campione indica in un -21% la diminuzione media del giro d’affari, con picchi che però arrivano anche al -30% per il segmento abbigliamento-calzature e accessori. Male anche servizi e ingrosso, con fatturati che l’Osservatorio registra in calo rispettivamente del 19% e dell’11%.

Chi, pur con intensità diverse, ha maggiormente tenuto è tutto il comparto dei prodotti per la casa dove, a fronte di cali a doppia cifra nell’edilizia e nei tessuti, c’è anche chi ha registrato un segno più, come gli elettrodomestici e i casalinghi; o fatturati stabili, come ferramenta e giardinaggio. Ad influire, in questo caso, il cambio di abitudini dei consumatori, che in un periodo di spostamenti limitati si sono maggiormente dedicati a interventi nelle abitazioni.

Non sono per nulla scontati, invece, i risultati dell’alimentare: se da un lato si conferma come l’unico settore in controtendenza, con una media del +2% dei fatturati nel confronto 2020-2019 (sempre secondo il campione), dall’altro ci si poteva aspettare un dato positivo più consistente. Invece, il risultato è penalizzato da tutte quelle realtà (e non sono poche), che lavorano per il comparto ristorazione, o che sono specializzate nelle forniture alimentari per feste e grandi eventi. Così l’Osservatorio mette in evidenza che ben il 31% delle imprese interpellate del settore alimentare ha subito una contrazione dei fatturati (seppure più contenuta rispetto ad altri settori), un dato maggiore rispetto a quelle (il 28%) che hanno registrato una crescita degli incassi.

L’analisi ci conferma, una volta di più, che l’impatto del Covid-19 è stato trasversale sui nostri settori” è il commento di Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza, che evidenzia anche un sistema di erogare indennizzi in base ai codici Ateco delle attività non incisivo: “Serviva e serve tutt’ora – continua -, cambiare registro per sostenere tutte le realtà danneggiate, visto che le filiere sono fortemente interconnesse e gli effetti del crollo dei consumi si riflettono non solo nel dettaglio o nella somministrazione, ma anche nei servizi e nell’ingrosso. Il sistema terziario vicentino – continua il presidente Rebecca - ha retto molto più che in altri territori, anche per una nostra minore specializzazione turistica, ma non possiamo pensare che le imprese possano farcela da sole a fronte di un 2021 ancora pieno di incertezze, considerati i ritardi della campagna vaccinale”. In effetti il clima di fiducia rilevato dall’indagine segna un 42% di imprenditori che prevede nel primo semestre dell’anno in corso un peggioramento della situazione economica delle proprie attività, un’eventualità che rischia di assottigliare i pochi margini di solidità che pure le imprese ancora dimostrano di avere. Tra questi, un rapporto tutt’ora buono o discreto con il sistema bancario, rilevato dall’82% del campione, un segnale della capacità di gestire eventuali sofferenze. E una liquidità ancora sufficiente, quanto meno nel breve periodo (per il 44% delle risposte). Ma nel frattempo è arrivata la “zona arancione” conseguente ad ritorno di fiamma del virus e le speranze sono ora tutte riposte in una efficace campagna vaccinale di massa, che ponga una volta per tutte la parola fine all’emergenza sanitaria e economica in atto.

DATI: Fonte Osservatorio Economico, elaborazione di Confcommercio Vicenza. Campione: 600 imprese del Terziario della provincia di Vicenza

Andamento medio dei fatturati – per settore

 

Var. % fatt.
2020/2019

Dettaglio prodotti per la persona -21%
Dettaglio di prodotti per la casa -1%
Dettaglio di alimentari +2%
Servizi -19%
Comm. all'ingrosso -11%
Turismo -65%
Ristorazione -37%


PREVISIONE STATO DI SALUTE PER IL PRIMO SEMESTRE 2021

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RAPPORTO CON LE BANCHE
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VALUTAZIONE DEL LIVELLO DI LIQUIDITÀ
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