• Home 
  • Attualità 

LE UNDICI PRIORITÀ PER FAR RIPARTIRE IL TERZIARIO

Con la campagna nazionale “Il Futuro non (si) chiude”, Confcommercio mette sul tavolo le sue proposte per superare l’attuale fase di emergenza

giovedì 25 marzo 2021
LE UNDICI PRIORITÀ PER FAR RIPARTIRE IL TERZIARIO LE UNDICI PRIORITÀ PER FAR RIPARTIRE IL TERZIARIO

Il terziario è un settore strategico per numeri, imprese e lavoratori coinvolti. E le sue imprese costituiscono anche la centralità quotidiana di tutti noi, perché, più di tutti, impattano sulla vita delle persone, nei tempi e nei luoghi delle nostre città. Un modello di pluralismo imprenditoriale e distributivo, che tiene insieme tradizione e innovazione, imprese familiari e società di capitali, persone e territori. Attività che esprimono quell’economia della “socialità”, che è il tratto distintivo del Made in Italy, e che assicurano vivibilità e qualità della vita nelle nostre città e nei centri storici.

Riportare alla normalità e mantenere vitale questo mondo di imprese (a cominciare dal turismo, dalla ristorazione, dal commercio al dettaglio, dalla cultura e dal tempo libero) significa investire su quella parte dell’economia reale che può realmente avere un effetto moltiplicatore sull’economia e un effetto equilibratore sulla società. Significa dare una prospettiva diversa e migliore al Paese.

Dunque, partire dal terziario per far ripartire il Paese. Non è uno slogan, ma il semplice riconoscimento del ruolo essenziale che questo settore riveste nella vita economica e sociale del Paese. Commercio, turismo e cultura, servizi, trasporti e logistica, lavoro autonomo e professioni: un sistema di imprese che nel tempo hanno cambiato il volto della nostra economia, sempre più terziarizzata.

Parte proprio da queste considerazioni e dai drammatici dati dell’impatto della pandemia sul settore (per l’Ufficio Studi Confcommercio sono sparite dal mercato circa 300mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi, di cui circa 240mila esclusivamente a causa dell’attuale emergenza) la proposta elaborata dalla Confederazione nazionale per una ripartenza del terziario, che punta sullo slogan “Il futuro non (si) chiude” (vedi qui la campagna nazionale).

La proposta al Governo è sintetizzabile in undici punti e si ricollega anche all’utilizzo dei fondi del Piano Nazionale di Resilienza:

  1. Riforma fiscale: serve un riordino del sistema fiscale in un’ottica di progressiva riduzione della pressione complessiva, insieme ad una azione di contrasto e recupero dell’evasione e dell’elusione ed un’efficace web tax che ripristini parità di regole nel mercato.
  2. Accesso al credito: prorogare la moratoria dei debiti bancari oltre il 30 giugno 2021, prevedendo scadenze ancora maggiori per i settori più colpiti come il turismo, escludendo contestualmente un peggioramento del rating delle imprese.
  3. Semplificazioni: procedure più snelle e più semplici e adempimenti meno onerosi sono fondamentali per agevolare l’attività delle imprese e attivare investimenti pubblici e privati.
  4. Innovazione e digitalizzazione: serve un patto di sistema per rilanciare il Paese attraverso gli investimenti nel digitale; decontribuzione per le assunzioni in R&S, costruzione di una compiuta rete dell’innovazione tra Istituzioni, territori e Associazioni. Il digitale per migliorare il rapporto tra P.A. e imprese.
  5. Turismo e cultura: serve un progetto per il rilancio di questi comparti con dotazioni adeguate per favorire digitalizzazione, riqualificazione e nuove competenze nella filiera turistica e una strategia moderna e integrata per sviluppare le potenzialità delle attività culturali.
  6. Rivoluzione verde e transizione ecologica: incentivi e tempistiche certe che permettano alle imprese di adeguarsi senza penalizzazioni economiche e gestionali. Includere negli incentivi all’efficientamento energetico imprese e professionisti.
  7. Infrastrutture per una mobilità sostenibile: serve il pieno riconoscimento del valore dell’accessibilità territoriale per lo sviluppo del Paese ed occorre incentivare il rinnovo sostenibile dei mezzi di trasporto – dalle navi ai veicoli per il trasporto merci – per una maggiore competitività.
  8. Città e terziario di mercato: progettare una rigenerazione urbana ed economica, con dotazioni adeguate e continuative nel tempo, per rafforzare le reti urbane dei negozi, contrastare la desertificazione commerciale e creare un ambiente attrattivo per le imprese del terziario di mercato. Occorre, inoltre, salvaguardare il modello italiano di pluralismo distributivo di fronte alle sfide della multicanalità e del rapporto con territori e città.
  9. Salute: serve una stretta cooperazione tra tutti gli attori del sistema salute per l’ammodernamento del nostro Sistema Sanitario Nazionale che tenga anche conto dell’invecchiamento della popolazione.
  10. Il lavoro autonomo professionale: serve un approccio più equo ed inclusivo a questo segmento del mercato del lavoro fatto di digitalizzazione, innovazione e ammortizzatori sociali.
  11. Giovani e donne: occorrono misure che sostengano maggiormente l’imprenditoria giovanile e femminile e interventi per ridurre il gap generazionale e di genere, a partire dalla formazione.

NEWS IMPRESE