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IN VENETO LIMITAZIONI AL COMMERCIO NEI FINE SETTIMANA

La nuova ordinanza chiude medie e grandi strutture il sabato, e la domenica anche esercizi di vicinato e mercati. Aperti alimentari, farmacie, parafarmacie tabaccherie ed edicole. Nei pubblici esercizi stop alle consumazioni in piedi dalle 15.00. Mercati solo se delimitati e contingentati

giovedì 12 novembre 2020
IN VENETO LIMITAZIONI AL COMMERCIO NEI FINE SETTIM IN VENETO LIMITAZIONI AL COMMERCIO NEI FINE SETTIM

La Regione Veneto ha emesso una nuova ordinanza (scaricabile dal link a fondo pagina), datata 12 novembre 2020 e in vigore dalla ore 24.00 di venerdì 13 novembre, che comporta ulteriori restrizioni alla cittadinanza e alle attività economiche al fine di contenere la diffusione del virus Covid-19. L’ordinanza sarà operativa fino al 22 novembre.

Vediamo da vicino i principali provvedimenti che impattano con le attività del commercio, turismo e servizi.

Passeggiate all’aperto. L’ordinanza consente lo svolgimento dell’attività sportiva, dell’attività motoria e delle passeggiate all’aperto, “presso parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività”. Tali attività, però, vanno svolte “in ogni caso al di fuori delle strade, piazze del centro storico della città, delle località turistiche (mare, montagna, laghi) e delle altre aree solitamente affollate, tranne che per i residenti in tali aree”.  

Accesso agli esercizi di vendita. L’accesso agli esercizi di vendita di generi alimentari è consentito ad una persona per nucleo familiare, salva la necessità di accompagnare persone con difficoltà o minori di età inferiore a 14 anni.

Mercati. I mercati all'aperto su area pubblica o privata sono consentiti solo nei Comuni nei quali sia adottato dai sindaci un apposito piano, consegnato ai commercianti, che preveda le seguenti condizioni minimali:  

a) nel caso di mercati all'aperto, una perimetrazione;  

b) presenza di un unico varco di accesso separato da quello di uscita;  

c) sorveglianza pubblica o privata che verifichi distanze sociali e il rispetto del divieto di assembramento nonché il controllo dell'accesso all'area di vendita;  

d) applicazione della scheda relativa al commercio al dettaglio su aree pubbliche contenuta nell’allegato 9 del DPCM 3.11.2020.

Accesso agli over 65. L’Ordinanza raccomanda fortemente di riservare l’accesso agli esercizi commerciali di grandi e medie strutture di vendita da parte dei soggetti con almeno 65 anni alle prime due ore di apertura dell’esercizio

Bar e ristoranti. L’Ordinanza prevede un’ulteriore limitazione rispetto alla chiusura anticipata alle ore 18, prevista dal Dpcm 3 novembre. Dalle ore 15 e fino alla chiusura dell’esercizio, l’attività di somministrazione si svolge esclusivamente con consumazione da seduti, sia all’interno che all’esterno dei locali, su posti regolarmente collocati. Rimangono confermate le altre limitazioni previste dal Dpcm del 3 novembre, tra cui la chiusura alle ore 18,00 eccezione fatta per la ristorazione con asporto fino alle 22 e la ristorazione con consegna a domicilio sempre consentita, nonché il numero massimo di 4 persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. È in ogni caso vietata la consumazione di alimenti e bevande all’aperto su area pubblica o aperta al pubblico, salvo che sulle sedute degli esercizi.
Nel caso di momentaneo abbassamento della mascherina per la consumazione di cibo o bevande (ove consentito) o per il fumo, deve essere assicurata una distanza minima di un metro, salvo quanto disposto dai protocolli vigenti. In attesa di ulteriori chiarimenti, si ritiene che l’utilizzo della mascherina sia quindi obbligatorio anche quando, seduti al tavolo, non si stia consumando. Restano ferme le deroghe previste per i conviventi.

GIORNI PREFESTIVI E FESTIVI  

L’ordinanza introduce alcune restrizioni che si applicano esclusivamente nei giorni prefestivi e festivi. Vediamo quali.

Grandi e medie strutture di vendita, complessi commerciali e parchi commerciali. L’ordinanza prevede che nei giorni prefestivi e festivi le grandi e medie strutture di vendita  (ossia quelle con superficie di vendita superiore a 250 metri quadri), sia con un esercizio unico, sia con più esercizi, comunque collegati, compresi i complessi commerciali e i parchi commerciali, siano chiuse al pubblico, salvo che per la vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole.  

Negozi e mercati. Nei giorni festivi il divieto si estende ad ogni tipo di vendita, anche in esercizi di vicinato (vale a dire sotto i 250 metri quadri di superificie di vendita), al chiuso o su area pubblica, fatta eccezione per le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie, le edicole e la vendita di generi alimentari.  

Vendita e consegna a domicilio. La vendita con consegna a domicilio è sempre consentita.

IL COMMENTO DI CONFCOMMERCIO VICENZA

Da registrare, a proposito dell'Ordinanza Regionale illustrata oggi dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il commento di Confcommercio Vicenza. "L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo chiama tutti, cittadini e imprese, nessuno escluso, ad un supplemento di responsabilità. Pur riservandoci un'analisi approfondita dell’Ordinanza regionale da parte dei nostri uffici, non possiamo che prendere atto di quanto è stato deciso e preannunciato dal presidente Luca Zaia, concordando con le motivazioni di fondo, anche se non tutto è chiaro e condivisibile. Di certo siamo di fronte a decisioni che impattano fortemente su alcune specifiche tipologie di attività: ecluso il settore alimentare tocca, infatti, la stragrande maggioranza delle attività del dettaglio e alcune tipologie di pubblici esercizi. Ne deriva che queste ulteriori limitazioni devono trovare adeguati interventi di sostegno, al momento non previsti. L’auspicio è che il sacrificio richiesto oggi a queste attività consenta di aprire prospettive migliori per i giorni successivi alla scadenza del Dpcm e dell’Ordinanza regionale, quando si entrerà nel pieno del periodo natalizio, con tutto quello che ciò significa per i bilanci delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi".

 

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